IDEARIUM.ORG è un progetto di Leandro Agrò & Andrea Benassi. Collaborano: Matteo Penzo, Daniele Cerra, Aaron Brancotti, Teresa Colombi, GianAndrea Giacoma e di tutti gli autori.
La robotica continua ad affascinarmi soprattutto per le capacità che potrebbe dotare all’uomo, ma un uomo ingabbiato in un esoscheletro sarebbe succube di un eventuale guasto o danno comunque provocato alla sua struttura. Ecco perchè mi interessa moltissimo vedere -anche in piccole cose- degli automi di dimensioni sensibili che siano capaci di autoripararsi o riconfigurarsi in qualche modo. Siamo -credo- ancora ai primi passi e non c’è ancora stata una accelerazione drammatica in questo settore, ciò nonostante avvengono di continuo cose nuove. (o forse sono io che mi accorgo di botto di cose già esistenti e che non avevo prima colto nel radar)
Prendete un genio cinese che vive in campagna in condizioni di semipovertà e la cui moglie lamenta il suo “non pensare al denaro ma solo e sempre ai robot”. Considerate i mezzi che può avere una persona povera, assolutamente NON istruita, che non conosce l’inglese, non ha accesso ad alcun network di pensiero e cultura e -soprattutto- può lavorare soltanto a partire da materiale di scarto. Poi date un occhio a cosa è capace di fare (incredibile) e chiedetevi cosa significa.
Mr. Woo non conosce certo tutte le tecnologie di base che utilizza, e quindi è autoevidente che noi -come esseri umani- abbiamo già sviluppato siano riutilizzabili in “n” modi. Il concetto è molto vicino a quello di una SCIENZA che è in ritardo (per non dire ininfluente) rispetto agli hacks che Mr. Woo e tutti gli altri sperimentatori -dentro e fuori le companies- fanno senza troppo pensarci su. Ciò determina una accelerazione che ha il sapore del disordine creativo, del fermento di un ecosistema tra uomini e tecnologie che preclude l’autogenesi.
eh si, in questa capacità di geniale ri-assemblaggio di Mr. Woo, io ci vedo uno scenario quasi post-singolarista. Anche se il suo “laboratorio” ricorda molto il negozio di Watto in Star Wars Episodio I, Woo sarebbe il personaggio ideale per un cartone della Pixar! o forse il segnale più forte che qualcosa sta accadendo. Sono curioso di sapere cosa ne diranno domani (mart 9) i singolaristi del drink-link di idearium!
Non lasciatevi ingannare dell’effetto giocattolo. Questo gioiellino presentato al NEXTFEST (Wired) è il risultato di un progetto serio, che prende spunto dalle modalità di interazione infantili e rende bene l’emotività del robot anche se basa tutto su movimenti e sensori molto semplici.
La iRobot (quella del Roomba) ha prodotto un nuovo Robot pensato per circolare in casa mentre voi non ci siete. Lui sarà i vostri occhi, ma non solo questo. continua »
Qualche sera fa ho rivisto Il mondo dei robot e, avendolo già visto un paio di volte, ho avuto la possibilità di prestare attenzione a qualche dettaglio, a fare dei collegamenti con il mondo dei videogiochi in particolare. Ultimamente vedo videogiochi un po’ ovunque, in particolare su alcuni aspetti relativi il game design, il character design e il gameplay più in generale. continua »
Prendo spunto dalla provocazione di Leandro Agrò sul robot aspirapolvere per condividere con la comunit� Idearium alcune considerazioni sulla robotica. continua »
Introduzione
Ebbene sì. Non sopporto l’aspirapolvere.
Non soltanto usarlo (il che vuol dire lavori di casa, etc) ma persino sentire il suo rumore. E questo non risolve la mia posizione anti-aspirapolvere anche continua »