Leggi della Gestalt e principi di composizione grafica
February 12th, 2002 di Antonio Rizzoin classic, comunicazione, ergonomia, gestalt, percezione, visual design | Letture: 22594
Viaggio breve tra i più noti principi della Gestalt e le loro ricadute e relazioni con il grafic design e la percezione.
Tutto ebbe inizio mentre…
Max era sul treno in partenza per una vacanza quando all’altezza di un passaggio a live
Max era sul treno in partenza per una vacanza quando all’altezza di un passaggio a livello fu attratto dalle luci rosse lampeggianti; gli erano sembrate le luci dell’ingresso di un teatro.
Questa illusione gli fece abbandonare immediatamente l’idea della vacanza. Scese dal treno nella stazione di Francoforte sul Meno dove acquistò uno Zoetrope, uno strumento per animare immagini.
Affittò una stanza in un albergo e nella quiete della sua stanza Max costruì la propria striscia di immagini, fatte non di oggetti riconoscibili bensì di semplici linee e punti.
Ne costruì diverse ed iniziò ad esplorare l’effetto del movimento apparente. Ad ispirarlo in quell’assemblaggio di linee erano le riflessioni di Christian von Ehrenfels, suo maestro a Praga, che circa 20 anni prima aveva sostenuto in una pubblicazione intitolata ‘Sulle qualit� della forma’ che una melodia è pur sempre riconoscibile anche quando suonata con note differenti. Per Christian von Ehrenfels era chiaro che se una melodia e le note che la compongono sono così indipendenti allora l’insieme non è la semplice somma delle sue parti, ma qualcosa di più, una Gestalt.
Allo stesso modo Max Wertheimer sentiva che il movimento apparente non è generato dai singoli elementi bensì dalle loro relazioni dinamiche e che non tutte le configurazioni di immagini presentate in rapida successione inducono l’effetto del movimento apparente. Iniziò così, nel 1910, la prima esplorazione sistematica dei principi di composizione visiva, esplorazione che condusse alla formulazione della teoria della Gestalt ed alla enunciazione delle sue leggi.
Di seguito esporremo alcuni dei principi più noti della Gestalt e li metteremo in relazione con altrettante euristiche della composizione grafica al fine di documentare come queste euristiche, che a volte si sono sviluppate e imposte anche autonomamente, trovino nelle leggi della Gestalt una spiegazione e soprattutto una fonte per ulteriori sviluppi.
Partiamo, in questa breve esplorazione, dalle stesse parole di Wolfang Köhler, uno dei due allievi reclutati da Max nel suo soggiorno a Francoforte, tratte da ‘Principi dinamici in psicologia’ (Köhler, 1940; Trad. It. Giunti, Firenze 1966):
Abbiamo dunque chiamato gestalt le unit� relativamente indipendenti e dotate di forma che si aggregano nel campo visivo. Al loro interno vale il principio che le loro propriet� dipendono dalla loro posizione nella configurazione totale…
Ciò si vede molto bene nel rapporto di figura e sfondo, due propriet� quasi sempre presenti in ogni percezione visiva…
Nel disegno di fig. 2 si vede come una specie di stella: se si prolungano gli archi che delimitano i tre settori verso l’esterno, fino a formare una circonferenza completa (fig. 3), in un primo momento la stella resta ben visibile. Ma se la sifissa a lungo nel centro, di regola essa scompare improvvisamente dopo qualche secondo, ed al suo posto si vede un’altra stella formata dai tre settori più ampi del disegno.
Questa stella scompare poi a sua volta per dar luogo nuovamente alla prima, e così via. Gli stimoli cromatici sono gli stessi sia nei settori larghi che in quelli stretti: ciò nonostante una propriet� ben visibile, che certamente no sfugge all’osservazione, può passare dall’una all’altra area stellata.
La superficie di quella parte del campo che è stella – sia che si tratti di quella a settori larghi, sia di quella a settori stretti – ha un aspetto compatto, materiale; mentre le superfici interposte sono vuote, puro sfondo.
In contrapposizione a questo modo di apparire, si designa il carattere dell’altra zona come quello di una figura, e ciò perché solo l’area che appare compatta e materiale ha una realt� come gestalt o figura, mentre lo sfondo appare come un’area indifferente e priva di forma, sulla quale (anzi un po’ davanti ad essi) la figura è posta.
Resi attenti da quell’esempio, rileviamo che ogni superficie segregata in modo da costituire un’unit� indipendente nel campo visivo, che noi chiamiamo gestalt, si distingue visivamente dallo sfondo circostante per questa propriet� della compattezza o materialit� , e che ogni oggetto nello spazio visivo possiede questo carattere.
Figura 1. Zoetrope (in alto a sx)
Figura 2. Stella di köheler
Figura 3. Doppia Stella di köheler
Legge della Figura/ Sfondo: Uno stimolo é percepito solo in contrasto al suo sfondo
Il principio della figura/sfondo è uno dei principi base della percezione ed è usato continuamente nella composizione grafica.
In ultima analisi si riferisce alla nostra abilit� di distinguere i potenziali oggetti in base al contrasto, ed infatti nei termini del graphic design esso è noto come principio del Contrasto.
Graphic Design: Usare il contrasto per aggiunge interesse visuale al documento e creare gerarchie e connessioni fra i vari elementi. Il contrasto deve essere netto e non solo accennato (altrimenti si ha semplicemente conflitto).
Legge della Prossimit� : Più sono fra loro vicini due o più elementi maggiore è le probabilit� che essi siano visti come una figura.
Graphic Design: Raggruppare elementi semanticamente contigui attraverso la vicinanza spaziale

Legge della Similarit� : Elementi visivi tra loro simili (per forma, colore, dimensione, movimento, etc) saranno visti collegati.
La similarit� è un prerequisito per notare la differenza.

Graphic Design: Fornire ritmo e consistenza ad documento per mezzo della ripetizione, che permette di rafforzare i legami fra parti separate
Legge della Chiusura: Linee e forme familiari anche se non sono chiuse e complete sono percepite come linee continue e forme chiuse piuttosto che come linee e forme incomplete.
Uno stimolo viene completato creando bordi artificiali

Graphic Design: Allineare gli elementi grafici in modo da creare dei collegamenti fra elementi interrelati attraverso l’organizzazione dello spazio secondo linee invisibili. Questo è più semplice adottando un allineamento laterale piuttosto che centrale 
In conclusione di questa breve eplorazione delle relazioni tra la Psicologia della Gestal ed il Graphic Design suggeriamo per chi volesse iniziare ad approfondire i rispettivi argomenti:
Robin Williams (1994) The Non-Designer Design Book. Berkely, CA: Peachpit Press
Gaetano Kaniza (1980) La grammatica del vedere. Bologna: Il Mulino




