Wearable Computing: Dal CyberPunk alla Realtà .
February 9th, 2009 di Leandro Agroin No Tags | Letture: 5831

Il MIT Media Lab ha una lunghissima tradizione nel wearable computing. Mentre nella Science Fiction gli autori si perdono nella notte dei tempi (a me viene in mente il solito SnowCrash), nella realtà sono proprio stati loro -quelli del MIT- a percorrere per primi la strada.
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Certo, anche nella buona vecchia DOMUS ACADEMY (e penso anche a certi Concept realizzati per Motorola) si sono fatti tanti bei ragionamenti e concept, ma al MediaLab è diverso. Loro fanno prototipi funzionanti.
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nota: Il MediaLab è -da qualche anno- in forte ribasso nelle hype list. Adesso torna sulle pagine dei giornali con un suo cavallo di battaglia e -personalmente- sono molto curioso di vedere come la cosa si evolverà .
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Ah, dato che ho citato Motorola (ovvero una quasi in fallimento società che produce cellulari e che ha buttato al vento quanto l’interaction design di casa Domus gli aveva regalato), non posso fare a meno di pensare a cellulari che hanno dei piccoli proiettori embedded. Una tecnologia questa che già Nokia aveva mostrato qualche anno or sono e che -come spesso capita- è stata ricacciata in un cassetto. Tutti in attesa -magari al prezzo del fallimento- che iPhone e Android ridisegnino il mondo della telefonia per come lo abbiamo conosciuto. bah!
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From Wired.com: TED: MIT Students Turn Internet Into a Sixth Human Sense — Video
“Students at the MIT Media Lab have developed a wearable computing system that turns any surface into an interactive display screen. The wearer can summon virtual gadgets and internet data at will, then dispel them like smoke when they’re done”
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February 14th, 2009 at 12:03 pm
Dovete esserci cari openspimers & shakers:
http://www.readwriteweb.com/archives/5_companies_building_the_internet_of_things.php
best wishes
andrew
July 1st, 2009 at 10:54 pm
[…] Certo questo scenario dei device mobile che proiettano (non nuovo ma finalmente credibile), ci avvicina alle interfacce olografiche di Final Fantasy (2001) molto di più delle varie interpretazioni da wearable computing made in MIT. Ma credo che sia proprio qui che entri in gioco -ancora una volta- il “sistema operativo” e che ANDROID possa davvero fare la differenza nel passaggio dal prototipo (ennesimo) al prodotto. […]