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Ecologia Partecipativa: Think Green 2.0

November 2nd, 2008 di Andrea Gaggioli
in No Tags | Letture: 2250

Le conseguenze dell’impatto ambientale delle fonti energetiche non rinnovabili, come i combustibili fossili, stanno diventando sempre più drammaticamente evidenti. Il surriscaldamento dell’atmosfera causato da queste emissioni è associato ad una maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi, come periodi di siccità alternati ad inondazioni e tempeste. I disastri climatici colpiscono in particolare le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, indebolendone le economie, con implicazioni sociali e politiche che si estendono a livello globale.

Invertire questa tendenza, nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile dell’economia globale, richiede tre principali strategie di azione:

  1. Ottimizzazione dei consumi e maggiore efficienza energetica
  2. Riduzione delle emissioni dei gas serra, ed in particolare dell’anidride carbonica
  3. Incremento nello sfruttamento delle nuove fonti rinnovabili

Lo strumento per accedere e sviluppare una cultura intelligente dell’utilizzo delle risorse naturali è l’Ecologia Partecipativa. La sua visione, infatti, consiste nell’utilizzare Internet e le nuove tecnologie informatiche e di telecomunicazione per fornire un contributo concreto ed efficace al raggiungimento degli obiettivi per uno sviluppo eco- sostenibile.
In particolare, la missione dell’ecologia partecipativa è promuovere lo sviluppo di applicazioni e servizi basati sulle nuove tecnologie per:

  • creare maggiore consapevolezza riguardo ai problemi della sostenibilità
  • aumentare la partecipazione collettiva al processo di cambiamento positivo
  • rendere disponibili nuove modalità di interazione con i prodotti e con l’ambiente

L’emergere del Web 2.0 e dei cosiddetti nuovi media sociali quali blog, wiki e social networks, insieme alla diffusione crescente di dispositivi mobili e lo sviluppo di standard aperti e condivisi, permette ai cittadini di diventare agenti del cambiamento, aumentando il loro coinvolgimento nei processi decisionali e favorendo una discussione più aperta e paritaria con le istituzioni.

Oltre ad incoraggiare la partecipazione attiva, i nuovi media sociali sono aperti ai commenti, alle libere valutazioni e alla condivisione di conoscenza. Grazie a queste caratteristiche, essi permettono il rapido emergere di comunità di interesse e di pratica, che sono i veicoli del cambiamento sociale.

Le modalità in cui l’ecologia partecipativa può sfruttare le nuove tecnologie per promuovere la sostenibilità ambientale sono molteplici. Di seguito citiamo alcuni esempi e casi studio più rappresentativi:

Ottimizzazione dei consumi ed efficienza energetica:

Il servizio Greenbox fornisce un’interfaccia web che consente il monitoraggio e la gestione dell’energia domestica, allo scopo di ottimizzare i consumi. Il software fornisce al proprietario delle specifiche raccomandazioni per modificare il proprio comportamento di consumo ed è in grado di suggerire persino prodotti da acquistare, ad esempio lampadine a risparmio energetico.

greenbox

Fig. 1 I dati di consumo forniti da Greenbox

Altri servizi hanno seguito la strategia di combinare il social networking con il monitoraggio energetico. Ad esempio, la società Lucid Design Group ha sviluppato un software corredato ad una rete di sensori che raccolgono dati sull’elettricità e altre risorse consumate. Questi dati sono visualizzati su una lavagna virtuale che segnala la quantità di denaro equivalente risparmiata (o spesa). Gli utenti possono confrontare la propria performance con i membri della propria rete sociale che hanno adottato il servizio.

Lucid Design

Fig. 2 Il flusso del servizio Building Dashboard di Lucid Design Group

Riduzione delle emissioni dei gas serra
Il sito web CarbonMinder calcola le emissioni di CO2 delle persone e le fa conoscere a tutti gli amici che fanno parte del network, che così possono partecipare ad una competizione a chi consuma meno. Altri servizi utilizzano la crescente diffusione di dispositivi mobili per raccogliere i dati sull’inquinamento atmosferico: ad esempio, il software OpenSpime è una rete distribuita di sensori wireless che consentono di monitorare e aggregare variabili di rilevanza ambientale, come il livello di anidride carbonica.

open spime

Fig. 3 La rete Open Spime permette di raccogliere, aggregare e visualizzare su mappe interattive i dati delle emissioni di CO2

Invece, l’applicazione MobGAS è un programma da scaricare sul proprio cellulare per capire quanti gas serra emettiamo ogni giorno: una sorta di “diario del comportamento” personale nelle emissioni di gas serra.

Anche l’applicazione per dispositivi mobili Ecorio consente all’utente di calcolare il livello di emissioni dannose, in particolare quelle generate dagli spostamenti e dai viaggi. Questo servizio, basato sul sistema operativo per cellulari Android, è reso possibile dall’uso della tecnologia GPS, che consente un tracciamento costante dei consumi in base alle percorrenze. Attraverso questo feedback, l’utente può utilizzare l’applicazione per eseguire tre azioni: a) ridurre le emissioni, scegliendo le alternative di trasporto più efficienti suggerite dall’applicazione (ad es. carpooling, trasporti pubblici); b) farsi “ispirare” dagli altri utenti a comportamenti più virtuosi nei confronti dell’ambiente, attraverso la lettura di suggerimenti e consigli della community Ecorio; c) investire in progetti di riduzione della CO2 per compensare le proprie emissioni.

ecorio

Fig. 4 L’interfaccia mobile di Ecorio
Sempre in tema di efficienza dei consumi e riduzione delle emissioni legate ai trasporti, un altro servizio interessante è Fuelly, un sito che registra gli acquisti di carburante e fornisce molte informazioni utili, come il costo reale al kilometro della propria automobile e l’economia del carburante nel tempo.


Incremento nello sfruttamento delle nuove fonti rinnovabili
Lo strumento RoofRay consente agli utenti interessati alla tecnologia solare se conviene o meno installare i moduli fotovoltaici sul proprio tetto, fornendo una stima dell’efficienza attesa sulla base di diversi parametri, come le condizioni meteo, l’inclinazione del tetto, la sua estensione. L’applicazione è basata su Google Maps e riesce ad ottenere le informazioni necessarie alla stima di rendimento basandosi sulle immagini satellitari e aeree del servizio di Google.

roofray

Fig. 5 L’interfaccia web del servizio Roofray 

Un servizio analogo è offerto dal software Sungevity utilizza la tecnologia satellitare per aiutare gli utenti a progettare il sistema fotovoltaico ottimale in funzione delle caratteristiche del tetto della loro abitazione.
Un altro esempio di come i nuovi media possono essere utilizzati per promuovere le rinnovabili è rappresentato da Etopia, il primo villaggio eco-sostenibile sviluppato sul mondo virtuale Second Life, per permettere alle persone di apprendere informazioni sulle fonti rinnovabili e le relative tecnologie vedendole “in azione” attraverso una simulazione 3D.

etopia
Fig. 6 Screenshot dell’isola virtuale eco-sostenibile di Etopia

Conclusioni

In questa breve rassegna, che non intende essere esaustiva, sono state descritte alcune applicazioni e servizi che rappresentano le potenzialità dell’Ecologia Partecipativa. Lo sviluppo di questo trend è incoraggiato dalla sempre maggiore sensibilità che le persone e le istituzioni mostrano verso i problemi della sostenibilità ambientale, e dalla crescente pervasitività delle nuove tecnologie. Naturalmente, tracciare un bilancio del reale impatto positivo di questo approccio è prematuro: per farlo, sarà necessario attendere che le applicazioni e i servizi che si richiamano a questa visione giungano ad una sufficiente massa critica di utenti. Tuttavia, la strada dell’Ecologia Partecipativa è tracciata.

Riferimenti web:

www.prorinnovabili.org

One Response to “Ecologia Partecipativa: Think Green 2.0”

  1. Ecologia Partecipativa a Frontiers of Interaction » ProRinnovabili Says:

    […] Lunedi parleremo alla conferenza Frontiers of Interaction di Ecologia Partecipativa. Si tratta di un’ottima opportunità per coinvolgere la comunità dell’Interaction Design nella riflessione su questo tema, magari ispirando qualche interessante nuova applicazione. […]

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Andrea Gaggioli

Andrea Gaggioli
Andrea si è laureato in Psicologia Sperimentale all’Università di Bologna. Dopo una collaborazione con il Competence Center for Virtual Reality dell’Istituto Fraunhofer di Stoccarda, si è trasferito a Milano, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Psicobiologia. Attualmente è ricercatore presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano e presso l'Applied Technology for Neuro-Psychology Lab dell'Istituto Auxologico Italiano. E’ socio fondatore della Società Italiana di Psicologia Positiva e dell’associazione Prorinnovabili. Il suo principale obiettivo è sviluppare la Tecnologia Positiva, un’area di ricerca che studia come usare i nuovi media per l’empowerment e il benessere delle persone e dei gruppi. In particolare, la Tecnologia Positiva esplora come le tecnologie emergenti possono essere utilizzate per risolvere problemi di carattere sociale, e per migliorare i processi di innovazione. Questa visione è basata sull’idea che le persone sono motivate ad agire cooperativamente per migliorare il proprio benessere e quello degli altri, se hanno a disposizione gli strumenti appropriati per farlo. Il ruolo della Tecnologia Positiva è quello di progettare e sviluppare questi strumenti, combinando i risultati della ricerca scientifica in campo psicologico e sociale con la creatività e l’innovazione tecnologica.
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