È Tempo Di Nuovi Giochi
January 17th, 2008 di Aaron Brancottiin apple, gaming, interaction design, interfacce, iphone, ipod, mobile, realtà virtuale, user experience, UX, VR, wii, wireless | Letture: 5630
“Hai vinto il combattimento di spada?” gli chiede Vitaly.
“Certo che l’ho vinto il combattimento del cazzo.” dice Hiro. “Sono il più grande guerriero di spada del mondo.”
“E sei tu che hai scritto il software.”
“Già. Anche questo è vero” dice Hiro.
Neal Stephenson, Snow Crash
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Ultimamente mi è capitato di vedere vario materiale - video, tutorial, anche oggetti che ho toccato con mano - che ha risvegliato il Game Designer dentro di me. Da quello all’urgenza (creativa) di condividere i miei pensieri su Idearium il passo è stato breve.
Quindi ecco il frutto di alcune ore di insonnia:
1) iPhone/iPod Touch
li ho provati tutti e due e scusatemi ma qui scatta un RECENSIONE MODE ON:
Disclaimer: vengo dal mondo Windows (a dire il vero vengo da molto prima, ma semplifichiamo), quindi se per qualcuno scrivo banalità chiedo scusa in anticipo. Orbene, su Apple ormai sono stati spesi fiumi di parole; voglio solo ribadire il concetto che ormai quel che fa la differenza (al di là di un milione di altri fattori, ok ok) è la User Experience. Per uno abituato al mondo Windows vedere un computer che parte in 20 secondi e che entra ed esce istantaneamente dallo standby senza perdere un colpo è fantascienza. Ciò detto, l’iPhone è la user experience Apple applicata alla telefonia mobile. La concorrenza è Windows Mobile (ma anche i lentissimi Nokia con Symbian), e qualche altro player che sta venendo fuori (OpenMoko?) e del quale magari parleremo un’altra volta. La sensazione Apple è quella di avere in mano un oggetto sul quale qualcuno ha ragionato guardandolo dall’alto, anziché il solito accrocchio di applicazioni che non si parlano tra loro. Avere tutti i contatti in una agenda e tutte le applicazioni che li pescano da lì anziché avere ognuna il suo Address Book o vedere l’iPod che viene riconosciuto in un secondo e mezzo quando lo attacchi e si sincronizza senza sbagliare un colpo provoca all’utente Windows una sensazione completamente sconosciuta.
Vedere che sull’iPhone la rubrica si apre istantaneamente, al posto di metterci 2, 3, 4, 5 secondi come su un Nokia N80, regala una user experience impagabile. E siamo d’accordo che non muore nessuno se perdi cinque secondi, ma quella strada è a senso unico: chi ha avuto uno dei cellulari “vecchi”, senza effetti speciali ma veloce, non è più disposto a tornare indietro. Per finire, OsX - e non “OsX Mobile” ovvero una qualche versione “stripped” del sistema operativo! - è così efficiente che quei bastardi sono riusciti a ritagliare abbastanza potenza di calcolo per transizioni,animazioni e trasparenze anche sull’iPhone che pure ha un processore analogo a quello di altri telefoni Windows/Symbyan. Io speravo - SPERAVO - che i filmati del sito Apple fossero in qualche modo taroccati, invece l’iPhone è DAVVERO così veloce e responsive. Riprendere in mano il mio HTC - che pure è un oggetto al quale sono affezionato e che mi piace molto - è stato scioccante. I menù che scendono una riga alla volta, come su Windows 3.0 quando girava sugli 8086… sembra che ci siano venti anni di differenza tra un dispositivo e l’altro.
ed ora RECENSIONE MODE OFF e torniamo ai giochi.
questi due simpatici oggetti, che per i seguenti ragionamenti si equivalgono, hanno una cosa, oltre al multi-touch (che in realtà è “solo” un double-touch) che non mi aspettavo fosse così interessante: il sensore di orientamento. Io pensavo che fosse semplicemente un sensore portrait-landscape, invece è un accelerometro molto, molto sensibile. Ho visto un gioco su un iPod Touch che mi ha stupito: il classico labirinto con i buchi, che devi inclinare in modo da far muovere una pallina:
Il risultato è sorprendente. L’accelerometro è abbastanza sensibile da restituire una sensazione assolutamente realistica e fisicamente credibile della faccenda.
A questo punto sento un coretto: e oltre a usare l’iPhone come livella cosa ce ne facciamo? Beh, proviamo a pensarci: perchè non un Tetris con un controllo FISICO dei pezzi? Ricordate il caro vecchio flipper, che spingevamo per modificare la traiettoria della pallina? E cosa ne direste di tutti i giochi di labirinto, come il PacMan? Oppure un gioco come questo, geniale riedizione di Marble Madness:
http://giochi.it.msn.com/bloxorz.html
ma controllato, appunto, inclinando fisicamente la superficie? …ehi, è solo una idea, e anche banale, perché a questo punto possiamo giocarci l’altra carta - cioè lo schermo double-touch - e mescolarla con questa… inclinarlo per fare cadere cose dall’alto, oppure per opporsi al loro moto, e contemporaneamente usare le dita? Cosa ne dite di uno Space Invaders dove gli alieni tentano di scappare e voi li dovete tenere lì inclinando l’iPod e, contemporaneamente, al posto di sparare dovete schiacciarli? Insomma, la trasformazione dello Shoot ‘em Up in Crush ‘em Up… senza dimenticarsi che col double-touch possiamo riconoscere un vero e proprio linguaggio gestuale, estremamente intuitivo e che ormai nel mondo dell’interazione multimodale è uno standard: allontanare e avvicinare i polpastrelli per lo zoom, traslarli in direzioni diverse per ruotare. Il Re degli Alieni bisogna farlo girare su se stesso per distruggerlo? Oppure bloccarlo sotto al dito e poi shakerarlo come un Negroni? Con l’iPod Touch puoi farlo secco! Si possono inventare decine di mosse magari estremamente stupide, ma praticamente sconosciute al mondo dei videogiochi… fare girare il più velocemente possibile un braccio incernierato con una massa ad una estremità… o fare dei Lemmings che scivolano sul ghiaccio e che puoi salvare prendendoli al volo o vacendoli rimbalzare contro il tuo dito… e chi si ricorda The Incredibile Machine? E non dimentichiamoci del Bluetooth… già mi vedo gente che non si conosce raccogliere sfide all’ultimo slope, lanciate dai rispettivi iPod messi in modalità StreamChallenge… La dimensione e l’aspect ratio poi ricordano anche un mazzo di carte, che potrebbe essere sfogliato col pollice; l’accelerometro può distinguere tra lo stato verticale, quando guardiamo le nostre carte, e lo stato orizzontale ovvero il momento in cui la carta viene giocata. Avere un dispositivo che si mantiene in Discover Mode (grazie a Bonjour) in attesa di qualcuno che voglia raccogliere la nostra sfida a WoW, Yu-Gi-Oh!, Magic o Briscola… tornei improvvisati in metropolitana…
2) La Wii, o meglio il WiiMote.
Ora, fatevi un favore e andate a vedervi tutti i video di questo tipo, peraltro non sconosciuto ai lettori di Idearium:
http://www.youtube.com/profile?user=jcl5m
Il Multi-Touch Interaction Using The Wii Remote lo avevamo già visto… ma avete visto l’applicazione di head-tracking, sempre con il WiiMote? E il sistema per collimare i videoproiettori? E i Foldable Displays? E la lavagna multimodale proiettata?
È evidente che siamo in presenza del Genio. Questo tipo sta facendo fare la figura dei cialtroni a un sacco di gente. Mi sembra di essere tornato indietro di 15 anni, ai tempi di Joe Gradecki, di PCVR e della Homebrew VR. Hacking allo stato più puro e sublime. Io VOGLIO, fortissimamente VOGLIO questo Jonnhy Chung Lee alle prossime Frontiere dell’Interazione di Idearium… comunque, il punto è che evidentemente il WiiMote apre orizzonti inesplorati - e questo lo sapevamo - ma si presta anche a usi tutt’altro che scontati, come quello dell’utilizzo “al contrario” - ovvero come telecamera - per fare headtracking di alta qualità a un costo irrisorio. E non c’è bisogno di una Wii: il WiiMote è anche lui Bluetooth, quindi comunica direttamente con un computer… Quindici anni fa uno dei più grossi problemi per chi si occupava di Realtà Virtuale erano i cavi. Ora, semplicemente, i cavi non ci sono più. Oggi (16 Gennaio 2008) Apple ha presentato il suo Air: un portatile così coraggioso da non avere la presa Ethernet. Solo wireless. Sollevando un polverone, peraltro. Ma come dimenticare i palombari che schernivano i primi sommozzatori chiamandoli “i senza coda”?
Sul WiiMote c’è da lavorare, ma soprattutto c’è da pensare: telecamera a infrarossi, accelerometro, pulsanti, il Nunchuck opzionale che aggiunge un secondo accelerometro e un joystick, il tutto senza fili, via bluetooth… per dire una cosa DAVVERO banale: provate a pensare a un combattimento contro Darth Vader, con uno schermo gigante retroproiettato e un sistema di tracking 3D… i pezzi ci sono tutti, ormai. Si tratta di assemblarli… e questa, ripeto, è un’idea banale…
Che colore scegliereste per la vostra Spada Laser?
Aaron Brancotti/Babele Dunnit





January 18th, 2008 at 2:25 pm
Ovviamente, non appena ci sarà una data ed un luogo, provvederemo ad invitare questo tranquillo genio dal nome un pò cantante western ed un pò karate: Jonnhy Chung Lee.