I Robot di Mr. Woo: la povertà convive con la singolarità .
October 8th, 2007 di Leandro Agroin cina, robot, Singolarità , woo | Letture: 953
Prendete un genio cinese che vive in campagna in condizioni di semipovertà e la cui moglie lamenta il suo “non pensare al denaro ma solo e sempre ai robot”. Considerate i mezzi che può avere una persona povera, assolutamente NON istruita, che non conosce l’inglese, non ha accesso ad alcun network di pensiero e cultura e -soprattutto- può lavorare soltanto a partire da materiale di scarto. Poi date un occhio a cosa è capace di fare (incredibile) e chiedetevi cosa significa.
Mr. Woo non conosce certo tutte le tecnologie di base che utilizza, e quindi è autoevidente che noi -come esseri umani- abbiamo già sviluppato siano riutilizzabili in “n” modi. Il concetto è molto vicino a quello di una SCIENZA che è in ritardo (per non dire ininfluente) rispetto agli hacks che Mr. Woo e tutti gli altri sperimentatori -dentro e fuori le companies- fanno senza troppo pensarci su. Ciò determina una accelerazione che ha il sapore del disordine creativo, del fermento di un ecosistema tra uomini e tecnologie che preclude l’autogenesi.
eh si, in questa capacità di geniale ri-assemblaggio di Mr. Woo, io ci vedo uno scenario quasi post-singolarista. Anche se il suo “laboratorio” ricorda molto il negozio di Watto in Star Wars Episodio I, Woo sarebbe il personaggio ideale per un cartone della Pixar! o forse il segnale più forte che qualcosa sta accadendo. Sono curioso di sapere cosa ne diranno domani (mart 9) i singolaristi del drink-link di idearium!





October 8th, 2007 at 12:24 pm
Veramente impressionante, la verità è che siamo troppo abiatuati alle realtà pronte e servite da non fermarci ad utilizzare la più grossa tecnologia a nostra disposizione… i nostri neuroni.