Meet Winy Maas
May 30th, 2007 di Paolo Guglielmoniin architettura, leeander, maas, meetthemediaguru, SecondLife | Letture: 1847
Ieri sera (mart 29/06/07) un cliente mi manda in agenzia delle birre in omaggio. Così, per fare il simpatico. E io? Beh, io vado alle 19.30 in Mediateca di via della Moscova, dove sta per iniziare il Meet The Media Guru, uno degli incontri a scadenza periodica che la Mediateca milanese organizza con i guru mondiali del settore media e new technology.
…E dove soprattutto so che troverò un Leandro più multitasking del solito. Già, perché è lì che sta approntando lo streaming per la versione Second Life dell’evento oltre che fare un numero indefinito di altre cose. A cosa servono gli amici, mi dico? Gli lascio una birra, per lubrificargli il multitasking, e corro a casa a godermi lo spettacolo, in mezzo agli avatar di scrittori, creativi, designer, tecnocrati, e pure di DestroyTv: sta riprendendo la scena che ovviamente manda in streaming in diretta sul suo sito di instant documentary.
Snocciolata questa breve premessa, ora è giusto sappiate che quello consumatosi ieri in Idearium su Second Life (SLUrl) non è stato un Meet the Media Guru come gli altri. Assomigliava più a un rito. Di fatto, gli avatar di cui noi siamo il residuo organico erano tutti in adorazione di Winy Maas.
Lui: più che un architetto urbanista; uno sciamano a cavallo dei mondi. Con un mantra ben preciso: “optimization”. Una parola che, in bocca a lui, rifulgeva di una ricchezza semantica così multiforme da ubriacarci. Winy is his name, Wino was the audience.
Prima di tutto, ottimizzare la progettualità: architettura come ambiente. Ambiente non solo naturale –ambiente sociale, politico, emotivo, urbanistico, virtuale. Architettura come progettazione di un ambiente in cui essere protagonisti, in cui un abitante ha un luogo e una voce: una forma concreta di democrazia diretta.
E poi ottimizzare le tecnologie. Non solo uno strumento per realizzare progetti: la tecnologia diventa la sostanza stessa della progettazione. La sua materia e insieme il suo risultato. La virtualità non è solo territorio di simulazione di un progetto, ma il progetto stesso: hardware e software si fanno ambiente, città, luogo. E i nostri avatar stavano lì, a prendere coscienza che Second Life non è un’utopia della mente: è il primo battito di una nuova carne, di un potenziale che potrebbe e dovrebbe portare la società molto lontano. Di sicuro Winy Maas molto lontano ha portato le nostre ambizioni, ieri sera.
Solo un dubbio mi è sopravvenuto, a server spenti: ma una società così evoluta, può essere composta da persone non altrettanto evolute? Una società così “intrisa di Information and Communication Technology” – come recitava la presentazione dell’incontro – come si porrà nei confronti di mio suocero che non ha ancora imparato a mandare un sms?
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nota del bevitore di birra:
- qui trovate tutte le altre foto della serata
- il video di Maas sarà ancora disponibile per un paio di settimane sull’isola di idearium, zona Porto, palazzo MeetTheMediaGuru







June 5th, 2007 at 10:43 am
se non fossi inciampato in pocker di martini
ci saremmo rivisti. l’avatar del bar basso mi ha trattenuto.
take care
c
October 30th, 2007 at 1:25 pm
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April 20th, 2008 at 12:43 pm
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