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Intel’s way to the ultra mobile future

April 19th, 2007 di Leandro Agro
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Niente di incredibilmente nuovo se non la sincronizzazione estrema dei devices. Però è fatto bene, c’è molta coerenza nei sistemi e -soprattutto- si riprende una discussione oramai interrotta da anni: quella sul pervasive computing attivo.

7 Responses to “Intel’s way to the ultra mobile future”

  1. Xander Says:

    WoW!!!

    Peccato che tutto ciò sia tutt’ora ben lontano dall’essere realizzabile. Oltretutto vorrei capire come funzionerebbe l’uso dei computer con interfaccia a voce per i power-user, per gestire informazioni “complesse”..

    Naturalmente, in tutto questo, spero si parlerà sempre meno di un certo s.o., per richiamarsi a soluzioni ben più aperte e disponibili all’ utenza.

    Saluti.

  2. Davide Casali Says:

    In realtà, l’unica cosa che credo ad oggi fuori portata sia la durata sensata delle batterie su dispositivi così piccoli e i costi di realizzazione…

    …supponendo la possibilità di sviluppare con i mezzi attuali un design tecnico perfettamente studiato, reputo che questa realtà sia già possibile.
    Purtroppo per dire un dispositivo come quell’orologio richiederebbe batterie mostruose.

    Per il resto, condivido Xander: modularità. Alla fine, è sempre questa la carta vincente. :)

  3. Jan Says:

    Quoto. E’ facile fare reel accattivanti con interazione naturale. Ma poi progettare una device multifunzione di quel tipo è compito ben più arduo.

    Inoltre vorrei puntare il focus sui problemi di velocità e privacy. Un’interfaccia audio è sempre il metodo + rapido per completare il task? Ed è il metodo che garantisce un buon livello di privacy (ex, voglio che gli altri sentano cosa dico o sentano lo la sintesi vocale dei messaggi per me? Come gestiamo il recovery nel dettare vocalmente un testo? Come gestiamo le eccezioni?

  4. alberto d'ottavi Says:

    eheh, son più d’accordo con l’approccio possibilista di davide. non è che le cose si debbano fare esattamente *così*, ma è chiaro che andrà comunque “così”

    oggi siamo alla platform. intel sta proponendo Viiv (senza neanche troppo successo) come piattaforma di prodotto, ma il loro progetto è ben altro. Viiv è un passaggio necessario, ma la vision è il trasferimento seamless di contenuti e informazioni da un device all’altro (processo nel quale, of course, loro vedono centrale il pc, mentre altri - e.g. sony - vedono centrale altra roba). oggi il problema è la conversione dei contenuti: ho un video digitale, voglio vederlo in hd sulla tv ma posso anche trasferirlo su un player portatile, il cellulare o lo stesso notebook, magari compresso in divx, per guardarlo in treno

    poi il trasferimento dati (la sincronizzazione, come ha detto leandro) e quindi l’integrazione con la rete. poi l’estensione ad altri ambienti: il carputing è una delle frontiere (mi è piaciuta l’idea del palmare che gestisce anche le funzioni dell’auto, bell’antifurto *togliere la cpu dall’auto*!!! nascerebbero subito dei cracker incredibili ma con una security tipo bluetooth avrebbero vita difficile :)

    l’interfaccia vocale, in questo caso, mica è un’idea sbagliata: ci siamo abituati al GPS che ci parla, se capisse anche qualcosina sarebbe mica male (ah se capisse “abbassa volume”, ma che ci vuole?)

    bellobello :)

  5. Fabio Masetti Says:

    stasera sono umanista e lascio da parte le previsioni tecnologiche (fattible comunque quasi tutto, budget a parte) per il il vido è veramente fico, bella la fotografia bella musica, grande il ritmo. Punta al lato oscuro della forza, dipingendo uno scenario alla blade runner che non angoscia solo perchè con i device vai ben oltre alla sopravvivenza ma detti le regole. i pubblicitari sono dei geni. siamo al livello artisco comunque

  6. Leandro Agro Says:

    aggiungo che, in fondo, quello che il video mostra sono “MONITOR FICHI MA STUPIDI” che sono collegati a banda larga e replicano delle informazioni che sembrano far capo ad una base dati univoca. E’ come se ognuno di noi avesse una propria architettura tecnologica client-server. Quindi, da qualche parte in Rete, c’è il server che colleziona tutte le informazioni che mi riguardano, ed io mi ci posso collegare attraverso client (i vari devices mostrati nel video). Dal personal computer ad una virtual private area network, senza neanche passare per il network-PC.

    Piccola nota aggiuntiva: questi schermi stupidi hanno UI molto fiche e -in diversi casi- pienamente multimodali. Niente di impossibile se pensiamo a chip di tipo MEMS (con sensori integrati) e una banda DAVVERO LARGA.

  7. psuqwikmwp Says:

    Hello! Good Site! Thanks you! fofzvizmazb

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Leandro Agro

Leandro Agro
Founder of Idearium.org, the first Italian eZine/community for UX designers, and co-producer of the Interaction Frontiers conference. Design & Vision Director at Kallideas Spa + Partner at SrLabs Srl. Leandro has more than 12 years of experience as an interaction designer and manager of IxD teams. He specializes in next generation user interfaces that provide human-like interaction with intelligent virtual assistants. At Kallideas, in Milan, Italy, Leandro is providing detailed specifications for the behaviors of such virtual assistants, including gesture, language, and social skills; defining emotional models that let these assistants respond to the moods of users; and designing visual user interfaces and voice-recognition systems. Before joining Kallides, Leandro was Advanced Design Director at the innovative startup SrLabs, where he focused on eyetracking for the usability market. While there, he led a design team that created the first hands-free, multimodal GUI with voice and gaze input. . Previously, he was co-founder and Vice President of a large eConsultancy with offices in Milan and Boston. Leandro studied interaction design at the Domus Academy, in Milan, Italy. He is actively involved with the Milano Bicocca University, TorVergata University, and others. Leandro is a prolific writer on topics from IxD, usability, and UX to natural, multimodal user interfaces. http://www.leeander.com
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