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Design Emozionale del Minimalismo

April 17th, 2007 di Davide Casali
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Come molti lettori di Idearium sapranno, il termine Design Emozionale è stato coniato da Donald Norman nel libro “Emotional Design” (consigliato nel caso non facesse già parte del vostro bagaglio culturale, fortunatamente il titolo si è mantenuto anche nella versione italiana).

Per design emozionale si intende uno specifico punto di vista nell’ambito del design che prende in considerazione l’aspetto emotivo del rapporto persona-oggetto. Per questo motivo è considerato un aspetto dello user centered design. Il design emozionale suddivide la sua analisi in tre aspetti che vanno bilanciati correttamente…

Il design emozionale suddivide la sua analisi in tre aspetti che vanno bilanciati correttamente:

  1. Design Viscerale “è quello che fa la natura” (p. 64). Si tratta di un design semplice, attraente e piacevoe indipendentemente dal background culturale. E’ legato all’impatto viscerale immediato che si ha nei confronti di un oggetto, piacevole perché ‘affine’ alla nostra stessa natura.
  2. Design Comportamentale “è tutto basato sull’utilizzo” (p. 68). E’ l’ambito del design solitamente coperto dall’usabilità. Norman definisce quattro caratteristiche: funzione, comprensibilità, usabilità, sensazione fisica. E’ quello trattato nel suo libro “La Caffettiera del Masochista” (”The Design of Everyday Things”).
  3. Design Riflessivo “è legato al messaggio, alla cultura e al significato” (p. 82). Prende in considerazione l’aspetto di significato personale e sociale che un particolare design ha. L’utilizzo di uno stile identificherà un prodotto con la categoria sociale che fa uso di quello stile e si caricherà di significato di conseguenza.

L’approccio Minimalista al Design

Approccio Minimalista al Design: iPod and Wii
Questo tipo di approccio è stato ben rappresentato nella tecnologia recente da iPod e Wii, che in modi e tempi diversi hanno formato una rivoluzione nel loro mercato. Seppure sia forse precoce per il Wii, le considerazioni che sto per fare sono indipendenti dai motivi per cui forse il Wii non “sfonderà” il mercato.

  1. Il design viscerale in questo caso specifico è il più interessante. L’approccio minimalista infatti soddisfa il bisogno funzionale sollecitando passivamente l’immaginazione della mente umana. Pensiamo ad uno strumento quale una Xbox 360: un design di questo tipo urla ai quattro venti un target sociale, un certo stile e una certa mentalità. Ma pensiamo anche più semplicemente all’orologio Casio citato dallo stesso Norman: si tratta di un design che, in modo a volte inutile, cerca di fare vedere complessità, un certo tipo di complessità. E’ difficile immaginare su un orologio di questo tipo una grafica barocca, o dei graffiti paleolitici.
    Un prodotto che invece fonda il suo design sul minimalismo, è invece equivalente ad un foglio bianco: anche lui è evidente non riuscirà a sottrarsi dai valori del design riflessivo (che vedremo fra poco) ma su un foglio bianco è la nostra immaginazione che è libera di creare. Non c’è niente che suggerisca uno stile, una emozione, un piacere. Quello che è presente esce da noi stessi.
  2. Il design comportamentale è egualmente e forse più efficacemente risolto da un approccio minimalista, per quanto non vi sia una grande differenza da un buon design usabile. Forse l’unica differenza è che l’approccio minimalista non ha nient’altro al di fuori dello stretto necessario per essere funzionale. Questo non significa che debba essere povero, come ogni buon usabilista sa (e come iPod e Wii dimostrano). E’ anche interessante notare che sia più difficile essere minimalisti su un prodotto complesso che non esserlo. In certi casi può essere un interessante esercizio mentale (una sorta di domanda per stimolare il pensiero laterale: “se io non ho niente, come posso interagire?”).
  3. Il design riflessivo è la prima scusa che viene citata dai superficiali per il successo dell’iPod (”è di moda” e l’argomentazione finisce lì). Il fatto che il prodotto non è nato ‘di moda’ ma lo è diventato, è invece significativo. Infatti inizialmente ci sarà sicuramente stato un fattore di affezione verso il marchio Apple che avrà portato qualcuno all’acquisto, ma non sarebbe sufficiente di per sé a giustificarne l’ascesa. Stesso discorso per il Wii, che in questi mesi ha doppiato PS3. Indipendentemente da queste considerazioni legate al prodotto specifico, comunque l’approccio minimalista tende a produrre qualcosa che va a solleticare l’immaginario della perfezione: un oggetto perfettamente liscio su tutta la superficie, senza giunti se non dove voluto, senza differenti colori se non per un motivo.

Lo spunto che volevo proporvi, è sintetizzabile dal fatto che un approccio minimalista al design, come iPod o Wii, stimola il livello viscerale dell’immaginazione. Gli altri livelli vengono di conseguenza e sono stati analizzati in profondità, ma secondo me non è da trascurare questo impatto emotivo.

Il fatto che sia ‘neutro’ e che quindi solleciti ‘passivamente’ sono due elementi essenziali. La neutralità, perché l’assenza di una connotazione precisa lo rende piacevole per chiunque. Con i debiti adattamenti, potremmo dire che si tratta di una sorta di ‘one size fits all’. Pensate di contro a PS3 e Xbox360, che sono chiaramente orientate per essere imponenti: non a caso Xbox360 ha come target primario i giovani videogiocatori mentre Wii ha per target l’intera famiglia dai giovani agli adulti (si, ancora non mi è chiara la scelta della PS3 e il target ‘tutti’).
La sollecitazione passiva della fantasia è il passo successivo, perché la persona è libera di assegnare un qualunque significato emotivo e immaginario all’oggetto. Diventa quindi più facilmente parte di me e della mia identità. Probabilmente non tanto come un prodotto personalizzato o più vicino ai miei gusti, ma più facilmente “spostabile” rispetto ad un prodotto già connotato in origine.

Una considerazione a margine: il brand è poco visibile, quasi nascosto sia su Wii che su iPod. Alla faccia delle marche che vendono perché c’è un nome e poco altro, questi due prodotti nascondono il loro logo per evitare di imporsi. E’ la dichiarazione che non ne hanno bisogno, che sono lì per voi e non per fare pubblicità a qualcuno (anche se poi non è così, la loro fisicità dice questo).

Quindi: Wii e iPod, indipendentemente dalle loro funzioni e da tutti gli altri fattori che han contribuito alla loro diffusione, erano già in partenza prodotti per essere piacevoli per chiunque.

One Response to “Design Emozionale del Minimalismo”

  1. Il design viscerale del Natale « Dany’s Blog Says:

    […] Tutta colpa del design emozionale…e più nello specifico del design viscerale (ovvero quel design legato all’apparenza esterna delle cose) che si fonde poi irrimediabilmente con il design riflessivo (ovvero quel design più legato alla soddisfazione personale, quel design che ci porta a saccheggiare negozi e bancarelle pensando che prima o poi l’oggetto ci servirà o che in qualche modo in casa nostra starebbe benissimo…) […]

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Davide Casali

Davide Casali
Solipsista atipico. Questa è forse la definizione migliore per l'autore, Davide Casali aka Folletto Malefico "@. Programmatore, grafico, fotografo. Scrittore, disegnatore, creativo. Utopista, osservatore. Sbaglia come tutti, ma ama correggersi. E' Interaction Designer & Architecture Designer, lavora in Maison,the e segue alcuni progetti nel suo tempo libero. E' laureato magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione e si interessa di psicologia sociale applicata alle tecnologie.
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