IDEARIUM.ORG è un progetto di Leandro Agrò & Andrea Benassi. Collaborano: Matteo Penzo, Daniele Cerra, Aaron Brancotti, Teresa Colombi, GianAndrea Giacoma e di tutti gli autori.


Il computer imita l’uomo

March 9th, 2007 di Nico Guzzi
in , , , , , , | Letture: 1490

Lo scorso gennaio è stato pubblicato un articolo su uno dei siti Internet del M.I.T. che ha dato notizia della creazione da parte di alcuni scienziati di un nuovo modello per computer capace di rappresentare e riprodurre specifici processi del cervello umano.

Il fisico Tomaso Poggio, uno degli scienziati coinvolti in questa ricerca del McGovern Institute for Brain Research del Massachusetts Institute of Technology ha infatti sottolineato che nonostante si sia parlato spesso, fino ad oggi, di computer che potessero imitare il cervello umano, la ricerca nei campi dell’informatica e dell’intelligenza artificiale è proseguita sviluppandosi indipendentemente dagli studi di neurologia, senza mai venirne realmente in contatto.

Oggi dunque sembra essersi compiuto il primo passo verso un’interazione tra le due scienze.

Thomas Serre, facente parte del team di sviluppatori di questo sistema di elaborazione, ha affermato che la sua interfaccia visuale e il suo funzionamento permetterà ai neuroscienziati di pianificare al meglio studi ed esperimenti, avendo possibilità di apprendere molti più aspetti del sistema nervoso e delle sue degenerazioni, quali la schizofrenia.

Su che cosa si basa il modello sviluppato? Quali sono le relazioni con la mente umana?

L’obbiettivo è stato quello di far riconoscere al computer nel modo più efficace possibile, attraverso dunque un modello biologico che agisce come la mente umana, ogni oggetto presente in un’immagine, precisamente quella di una qualsiasi via di città, distinguendolo dagli altri. Il database si chiama non a caso Street Scenes ed è possibile scaricarlo e visionarlo liberamente.

Il risultato è stato molto confortante. Nei sistemi attuali le classi di riconoscimento degli oggetti sono molto specifici (ad esempio quelli per riconoscere un volto, un’auto ecc…), essi hanno bisogno di un database molto preciso a cui fare riferimento e l’oggetto da individuare non deve essere molto differente nelle caratteristiche (luce, dimensioni, posizione) dal modello presente nel database; ora il nuovo sistema promette più versatilità, con lo stesso algoritmo il computer riesce infatti a riconoscere un’ampia gamma di tipi di oggetti differenti con grande rapidità e maggiore flessibilità.

Leave a Reply

Nico Guzzi

Nico Guzzi
Laureato in Scienze Politiche ed Istituzioni Europee nel 2006 (Università di Parma). Attualmente studente di laurea specialistica in Giornalismo e cultura editoriale - Gestione dell'informazione in ambito digitale (Università di Parma). Scrivo articoli per diversi siti internet tra i quali www.warnews.it, del quale sono uno dei redattori. Per riflessioni e maggiori informazioni riguardanti i miei interessi può essere molto utile vagare tra i post del mio blog. http://nicoguzzi.blogspot.com/
accessibilità apple architettura architettura terapeutica blogosfera california classic coding colore computer comunciazione comunicazione CSS DA design design evolutivo desktop domotica drinklink ecommerce edutaiment eGov elearning eMarketing emotional design entertaiment ergonomia eventi eye tracking flash frontiers07 gaming Genetic Algorithm gomma gui human vision idearium identity imac information architecture innovazione instructional design intelligenza collettiva intelligenza connettiva interaction design interattività emotiva interfacce iphone ipod Italia iTV ivrea IxD Jakob Nielsen Jef Raskin job KM knowledge management Limerick LO maeda mediateca micro display Milano MIT mobile musei nintendo paperless percezione podcast privacy programmazione realtà virtuale rivoluzione informatica robot Rodney Brooks Roma scrittura SecondLife siena Singolarità singularity SL social web spaces standard survey test usability usabilità user experience UX visual design VR web web2.0 wii wireless Zurigo