Genetica e tecnologia: la frontiera degli dei?
March 9th, 2007 di Nico Guzziin einstein, futuro, ibridazione, religione, tecnologia, umanità | Letture: 1352
2001 Odissea nello spazio.
C’era una volta la scimmia che veniva osservata da creature lontane, le stesse che l’avevano catapultata in quel sistema solare per motivi di sperimentazione. Il suddetto mammifero scoprì l’utensile, così iniziò la sua modesta e lenta via verso l’evoluzione mentre lontano dalla Terra si fregavano le mani per vedere chi aveva fatto le migliori previsioni sulle tappe evolutive della tecnologia, della scienza e conoscenza di quell’animale razionale che stava diventando l’uomo come lo conosciamo oggi.
Gli uomini si abituarono a venerare le cose più disparate, senza avere avuto un’idea molto precisa dell’oggetto della venerazione, che nel caso fosse esistito o esistesse oggi si è comunque modificato troppo nel corso dei millenni, questa la forza e la debolezza di tutte le religioni, la vaghezza dell’oggetto e a volte anche del messaggio che può variare a seconda di chi interpreta. Qualcuno ha ipotizzato che sia esistita una cultura e una religione originaria che accomunava tutti gli abitanti della Terra, o chissà, forse quella religione esiste ancora oggi.
Dunque le scimmie progredirono nella razza umana, il progresso tecnologico spiccò il volo nonostante l’avversione delle sacche più tradizionaliste della cultura, della religione e della gran parte delle istituzioni; nulla poteva essere fermato però, in quanto è essenza stessa dell’uomo guardare avanti, studiare, conoscere, sperimentare; la morale, le leggi, la consuetudine e le religioni avrebbero potuto fermare il processo solo per qualche tempo ma in prospettiva non avrebbero potuto nulla.
Nacque quindi dalle mani umane una macchina sviluppatissima in grado di sostituire in toto l’uomo che in questo caso diventava per la stessa macchina semplicemente un addetto alla manutenzione, la macchina per questo decise di eliminarlo, sembrava avercela fatta, ma le risorse creative dell’uomo erano maggiori e alla fine fu l’uomo a spuntarla proprio sul punto del non ritorno.
2102 Odissea degli Dei.
Ipotizziamo un secondo percorso. Invece che sull’importanza della sola tecnologia costellata di meccanica, elettronica e microchip, focalizziamo l’attenzione sulla biologia molecolare, la clonazione, la riproduzione di organismi viventi, anche geneticamente modificati ai quali eventualmente ed efficacemente si aggiungono nanotecnologie sviluppatissime per garantirne il controllo delle funzioni; una sorta di unione tra uomo e macchina, un’ibridazione.
L’uomo che per altro grazie alla clonazione riuscì a trovare l’elisir di lunga vita (il sistema pensionistico andò rivisto completamente), selezionò diversi donatori e i loro geni, costituendo da essi un gruppo di persone, maschi e femmine, nate da sperimentazione di laboratorio, in grado di vivere in particolari condizioni, le stesse presenti su un altro pianeta, in un altro sistema solare. Ricordate ora le creature di cui ho parlato all’inizio? Quelle creature diventammo noi, catapultammo quel gruppo di persone in un altro sistema solare a crescere e progredire.
Impararono anch’essi a venerarci, ma dopo centinaia di anni su quel pianeta non avevano che una visione sfumata, idealizzata, cioè religiosa di noi, dei loro padri, poiché smettemmo di interferire nelle loro decisioni e azioni dopo avergli dato tutti gli strumenti fisici e mentali perché potessero sopravvivere e vivere, in prospettiva, in condizioni sempre migliori.
Eravamo diventati noi gli dei.
Questo viaggio potrà esservi sembrato fantascientifico, in parte forse fuori tema visto che ho addirittura trattato della religione, ma in fondo so anche che avrete compreso che il punto centrale di questa creativa dissertazione rimane l’attuale costante sviluppo della genetica e della tecnologia, con le loro possibili interazioni. Per concludere in modo degno così mi permetto di citare due aforismi di Albert Einstein: “L’immaginazione è più importante della conoscenza” e “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.”
Nonostante l’ansia, le paure e le plausibili degenerazioni, è difficile se non impossibile contrastare il progresso scientifico, tecnologico, l’estensione e la riproduzione dinamica della società della conoscenza, di cui Internet attraverso siti ufficiali ed istituzionali, ma anche comunità virtuali, forum, blog specialistici che nascono dal basso, è diventato un pilastro fondamentale. E’ caratteristica peculiare dell’uomo spingersi sempre oltre l’ultima stazione evolutiva raggiunta.




