IDEARIUM.ORG è un progetto di Leandro Agrò & Andrea Benassi. Collaborano: Matteo Penzo, Daniele Cerra, Aaron Brancotti, Teresa Colombi, GianAndrea Giacoma e di tutti gli autori.


Raymond Kurzweil è la Singolarità Tecnologia

November 3rd, 2006 di GianAndrea Giacoma
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Il 16 Maggio di questo anno si è svolto alla Standford University il Singularity Summit.
Il concetto di singolarità è stato adottato, nell’ambito della futurologia, per descrivere un salto di qualità della conoscenza scientifica e tecnica talmente ampio e profondo da rivoluzionare in modo drastico e imprevedibile l’uomo e il mondo.

Il primo ad utilizzare il termine singolarità, in questo senso, è stato il matematico Vernor Vinge e probabilmente il più conosciuto teorico della singolarità è, attualmente, Raymond Kurzweil.
I singolaristi ci invitano a prendere atto che la diffusa idea di progresso lineare della tecnologia non rappresenta la reale curva di crescita. Sembrerebbe, infatti, che stia avvenendo un incremento esponenziale della tecnica. Se il trend rimane il medesimo viene ipotizzata una impressionante accelerazione, nei prossimi 50 anni, che pone all’orizzonte scenari difficili da immaginare.

L’idea di riferimento è una generalizzazione della Legge di Moore, secondo la quale i processori raddoppiano di potenza ogni 18 mesi. Bisogna ammettere che, per quanto riguarda l’interpretazione ristretta e specifica ai processori, la Legge di Moore si è effettivamente rivelata corretta sino ad oggi.

 
Kurzweil propone di guardare ai prossimi 30-50 anni secondo un’ottica di sviluppo esponenziale della tecnica in generale, in quanto lo sviluppo dei computer finirebbe, a suo parere, per innescare un effetto domino di feedback positivo anche sulle altre tecnologie e conoscenze scientifiche. Diversi singolaristi sono convinti che in un futuro non così lontano, attraverso vari stadi “evolutivi”, grazie allo sviluppo in campi tra cui le nanotecnologie, i super computer (in grado di simulare l’intero cervello) e le conoscenze scientifiche specifiche vi sarà una progressiva “ibridazione” tra uomo e tecnologia. Da questa accelerazione, dovrebbe sorgere la prima A.I. in grado di confrontarsi e integrarsi con quella umana e un giorno di superarla magari fondendosi ad essa.

Ora, tralasciando i sogni cyborg di Kurzweil e Co., ci tengo a chiarire che non condivido il transumanesimo “forte” che caratterizza molti promotori della singolarità ma ritengo un errore non considerare le intuizioni sul nostro futuro che emergono da questi filoni di pensiero. All’interno di molte ipotesi selvagge come quella delle super A.I. che si auto-organizzeranno-produrranno, soppiantando l’evoluzione biologica e modelli semplicistici come la riduzione dell’ipercomplesso sistema cervello-mente ad una banale stima di 10 alla sedicesima calcoli al secondo, vi sono spunti su cui è interessante riflettere.
Come avevo già scritto in “Tecnologie e scienze del vivente” la velocità di calcolo presa singolarmente è riduttiva, in realtà, già ai tempi del calcolatore a manovella di Pascal, l’uomo era superato nella velocità di calcolo da una macchina, il problema è allora di intendersi su cosa sia la cognizione, l’intelligenza, la vita, i sistemi emergenti e ipercomplessi. Io credo che lo stiamo iniziando a capire solo a desso ma riprenderò questo punto più avanti.

Credo che nessuno di noi possa negare la progressiva diffusione e “naturalizzazione” (nel senso di integrazione culturale ed emotiva) della tecnologia, è sotto gli occhi di tutti.

L’invenzione del computer ha permesso un’accelerazione impressionante della ricerca scientifica e la conoscenza in generale è in piena trasformazione con la diffusione di internet. La possibilità di rendere ancora più efficaci la gestione e produzione di conoscenza sono notevoli e difficili da immaginare.
Internet sta cambiando le tradizionali logiche di possesso, creazione e diffusione della conoscenza. Stanno iniziando a cambiare i media, i rapporti tra utente ed esperto (paziente-medico, cliente-produttore, cittadino-stato, studente-scuola). I network posso velocizzare la selezione e facilitare la produzione di idee innovative. Allo stesso tempo cresce la complessità, l’incertezza, la “knowledge and digital device” e la quantità di informazioni da gestire aumenta. Aumenta, quindi, la necessità di una cultura di Personal Knowledge Management più sofisticata e le nuove tecnologie vengono progettate secondo un Interaction Design sempre più competente del “sistema uomo”, grazie alle crescenti conoscenze scientifiche in ambito, cognitivo, psicologico e neurofisiologico.
Le ibridazioni tra uomo e tecnologia hollywoodiane alla Kurzweil dovranno attendere, ma è indiscutibile che l’interazione uomo macchina sta migliorando significativamente e diventa sempre più “naturale” concepire la propria conoscenza come un qualcosa di diffuso tra la nostra mente e le “macchine cognitive” che ci sono di supporto.
 
Si stanno costruendo computer sempre più potenti ma un calcolatore da solo non fa nulla. Sembra una contraddizione, prima infatti scrivevo che i computer sono serviti molto a migliorare la ricerca, ma la questione è quella di vedere il “sistema uomo-macchina” come una co-evoluzione, un circolo virtuoso dove prodotto e produttore si alternano. Lo sviluppo di una potente A.I., che oggi è ancora una chimera, passa attraverso una maggiore conoscenza dell’intelligenza biologica e psicologica che è ha la sua origine nell’organizzaione autopoietica, emergentista e neghentropica della vita.
A mio parere la visione dei singolaristi è spesso riduzionista e semplicistica ma penso sia necessario che qualcuno provi a lanciare in ipotesi fino ai limiti della nostra immaginazione. Le intuizioni hanno bisogno anche di questo atteggiamento.
E’ comunque in atto una rivoluzione in molti campi del sapere scientifico e tecnologico che intaccano tradizionali dicotomie su cui costruivamo la nostra identità, la nostra conoscenza.

9 Responses to “Raymond Kurzweil è la Singolarità Tecnologia”

  1. leeander.com » Il messaggio di RAY KURZWEIL al World Business Forum Says:

    […] btw: Per chi NON AVESSE informazioni di background su Ray Kurzweil ed il concetto di singolarità tecnologica, fate riferimento a questo post introduttivo su idearium (di GianAndrea Giacoma) o leggete le riflessioni del Gruppo italiano che si occupa di singolarità, oppure visitate il sito di David Orban. […]

  2. Idearium » Blog Archive » Singularity DrinkLink Videos Says:

    […] Se non sapete ancora cosa sia la Singolarità Tecnologica leggetevi questo post.  […]

  3. Idearium » Blog Archive » Singularity Drinklink videos Says:

    […] Se non sapete ancora cosa sia la Singolarità Tecnologica leggetevi questo post. […]

  4. hanna Says:

    Ciao!
    Potresti leggere anche questo riguardo all’Epocalisse e futurismo di Kurzweil:
    http://www.wired.com/medtech/drugs/magazine/16-04/ff_kurzweil
    anche se è in lingua inglese è molto interessante.
    ;)

  5. fabio Says:

    La Singolarita’ e’ Vicina, di Ray Kurzweil in italiano:
    Prologo: http://www.estropico.com/id321.htm
    Primo capitolo: http://www.estropico.com/id259.htm

  6. Fuzzonce’s Blog Says:

    […] Lo sviluppo della tecnologia non segue un percorso lineare bensì esponenziale e il grafico si sta impennando. Anche i futurologi più ispirati non riescono a scorgere quello che tra 50 anni potrebbe essere il rapporto tra uomo e macchina. C’è chi sostiene (Ray Kurzweil) che si vivrà un’integrazione fisica tra noi e la tecnologia e l’intelligenza -oltre chiaramente alla soma- di noi umani sarà potenziata, completata, ibridata dalla macchina. […]

  7. Teletrasporto « Fuzzonce’s Blog Says:

    […] Lo sviluppo della tecnologia non segue un percorso lineare bensì esponenziale e il grafico si sta impennando. Anche i futurologi più ispirati non riescono a scorgere quello che tra 50 anni potrebbe essere il rapporto tra uomo e macchina. C’è chi sostiene (Ray Kurzweil) che si vivrà un’integrazione fisica tra noi e la tecnologia e l’intelligenza -oltre chiaramente alla soma- di noi umani sarà potenziata, completata, ibridata dalla macchina. […]

  8. leeander.com » La forma del Futuro Says:

    […] Certo amo l’idea di popter avere una stampante 3D con cui rendere fisica la mia isola su Second Life, ma sono conscio dei limiti che separano una “foto tridimensionale di cera”, da un oggetto animato o funzionante. Quello, credo che ancora per molto tempo sarà il DHL dei miei e-fornitori a “materializzarlo” e -su questo punto- dissento dalle sperenza di Sterling così come dalle prediche sulla singolarità di Kurzweil. […]

  9. fab-lab.it » Hello world! Says:

    […] Lo sviluppo della tecnologia non segue un percorso lineare bensì esponenziale e il grafico si sta impennando. Anche i futurologi più ispirati non riescono a scorgere quello che tra 50 anni potrebbe essere il rapporto tra uomo e macchina. C’è chi sostiene (Ray Kurzweil) che si vivrà un’integrazione fisica tra noi e la tecnologia e l’intelligenza -oltre chiaramente alla soma- di noi umani sarà potenziata, completata, ibridata dalla macchina. […]

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GianAndrea Giacoma

GianAndrea Giacoma
sono uno Psicologo di formazione analitica, un Social Network Designer e un ricercatore all’Osservatorio sul Knowledge Management PKM360°. Mi reputo un professionista ibrido. Lavoro come libero professionista nell’analisi e progettazione dei Social Network, dal punto di vista dei fattori psicologici e sociali che li sottendono, in ambito internet, intranet e community. In vari contesti (organizzazioni, risorse umane, comunicazione, università) sono impegnato a valorizzare la transdisciplinarietà innescata dal paradigma della complessità come cardine dell’innovazione e le convergenze tra Psicologia, KM, Social Networking, Web 2.0, Realtà Virtuale e Società della Conoscenza. Il mio blog ibridazioni.com
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