Raymond Kurzweil è la Singolarità Tecnologia
November 3rd, 2006 di GianAndrea Giacomain Kurzweil, Moore, Singolarità | Letture: 5780
Il 16 Maggio di questo anno si è svolto alla Standford University il Singularity Summit.
Il concetto di singolarità è stato adottato, nell’ambito della futurologia, per descrivere un salto di qualità della conoscenza scientifica e tecnica talmente ampio e profondo da rivoluzionare in modo drastico e imprevedibile l’uomo e il mondo.
Il primo ad utilizzare il termine singolarità, in questo senso, è stato il matematico Vernor Vinge e probabilmente il più conosciuto teorico della singolarità è, attualmente, Raymond Kurzweil.
I singolaristi ci invitano a prendere atto che la diffusa idea di progresso lineare della tecnologia non rappresenta la reale curva di crescita. Sembrerebbe, infatti, che stia avvenendo un incremento esponenziale della tecnica. Se il trend rimane il medesimo viene ipotizzata una impressionante accelerazione, nei prossimi 50 anni, che pone all’orizzonte scenari difficili da immaginare.
L’idea di riferimento è una generalizzazione della Legge di Moore, secondo la quale i processori raddoppiano di potenza ogni 18 mesi. Bisogna ammettere che, per quanto riguarda l’interpretazione ristretta e specifica ai processori, la Legge di Moore si è effettivamente rivelata corretta sino ad oggi.
Ora, tralasciando i sogni cyborg di Kurzweil e Co., ci tengo a chiarire che non condivido il transumanesimo “forte” che caratterizza molti promotori della singolarità ma ritengo un errore non considerare le intuizioni sul nostro futuro che emergono da questi filoni di pensiero. All’interno di molte ipotesi selvagge come quella delle super A.I. che si auto-organizzeranno-produrranno, soppiantando l’evoluzione biologica e modelli semplicistici come la riduzione dell’ipercomplesso sistema cervello-mente ad una banale stima di 10 alla sedicesima calcoli al secondo, vi sono spunti su cui è interessante riflettere.
Come avevo già scritto in “Tecnologie e scienze del vivente” la velocità di calcolo presa singolarmente è riduttiva, in realtà, già ai tempi del calcolatore a manovella di Pascal, l’uomo era superato nella velocità di calcolo da una macchina, il problema è allora di intendersi su cosa sia la cognizione, l’intelligenza, la vita, i sistemi emergenti e ipercomplessi. Io credo che lo stiamo iniziando a capire solo a desso ma riprenderò questo punto più avanti.
Credo che nessuno di noi possa negare la progressiva diffusione e “naturalizzazione” (nel senso di integrazione culturale ed emotiva) della tecnologia, è sotto gli occhi di tutti.
Internet sta cambiando le tradizionali logiche di possesso, creazione e diffusione della conoscenza. Stanno iniziando a cambiare i media, i rapporti tra utente ed esperto (paziente-medico, cliente-produttore, cittadino-stato, studente-scuola). I network posso velocizzare la selezione e facilitare la produzione di idee innovative. Allo stesso tempo cresce la complessità, l’incertezza, la “knowledge and digital device” e la quantità di informazioni da gestire aumenta. Aumenta, quindi, la necessità di una cultura di Personal Knowledge Management più sofisticata e le nuove tecnologie vengono progettate secondo un Interaction Design sempre più competente del “sistema uomo”, grazie alle crescenti conoscenze scientifiche in ambito, cognitivo, psicologico e neurofisiologico.
Le ibridazioni tra uomo e tecnologia hollywoodiane alla Kurzweil dovranno attendere, ma è indiscutibile che l’interazione uomo macchina sta migliorando significativamente e diventa sempre più “naturale” concepire la propria conoscenza come un qualcosa di diffuso tra la nostra mente e le “macchine cognitive” che ci sono di supporto.
A mio parere la visione dei singolaristi è spesso riduzionista e semplicistica ma penso sia necessario che qualcuno provi a lanciare in ipotesi fino ai limiti della nostra immaginazione. Le intuizioni hanno bisogno anche di questo atteggiamento.
E’ comunque in atto una rivoluzione in molti campi del sapere scientifico e tecnologico che intaccano tradizionali dicotomie su cui costruivamo la nostra identità, la nostra conoscenza.









October 23rd, 2007 at 10:23 pm
[…] btw: Per chi NON AVESSE informazioni di background su Ray Kurzweil ed il concetto di singolarità tecnologica, fate riferimento a questo post introduttivo su idearium (di GianAndrea Giacoma) o leggete le riflessioni del Gruppo italiano che si occupa di singolarità, oppure visitate il sito di David Orban. […]
November 5th, 2007 at 11:05 pm
[…] Se non sapete ancora cosa sia la Singolarità Tecnologica leggetevi questo post. […]
November 6th, 2007 at 1:33 pm
[…] Se non sapete ancora cosa sia la Singolarità Tecnologica leggetevi questo post. […]
May 10th, 2008 at 10:07 am
Ciao!
Potresti leggere anche questo riguardo all’Epocalisse e futurismo di Kurzweil:
http://www.wired.com/medtech/drugs/magazine/16-04/ff_kurzweil
anche se è in lingua inglese è molto interessante.
;)
June 26th, 2008 at 2:53 pm
La Singolarita’ e’ Vicina, di Ray Kurzweil in italiano:
Prologo: http://www.estropico.com/id321.htm
Primo capitolo: http://www.estropico.com/id259.htm
December 6th, 2008 at 1:18 am
[…] Lo sviluppo della tecnologia non segue un percorso lineare bensì esponenziale e il grafico si sta impennando. Anche i futurologi più ispirati non riescono a scorgere quello che tra 50 anni potrebbe essere il rapporto tra uomo e macchina. C’è chi sostiene (Ray Kurzweil) che si vivrà un’integrazione fisica tra noi e la tecnologia e l’intelligenza -oltre chiaramente alla soma- di noi umani sarà potenziata, completata, ibridata dalla macchina. […]
December 6th, 2008 at 1:19 am
[…] Lo sviluppo della tecnologia non segue un percorso lineare bensì esponenziale e il grafico si sta impennando. Anche i futurologi più ispirati non riescono a scorgere quello che tra 50 anni potrebbe essere il rapporto tra uomo e macchina. C’è chi sostiene (Ray Kurzweil) che si vivrà un’integrazione fisica tra noi e la tecnologia e l’intelligenza -oltre chiaramente alla soma- di noi umani sarà potenziata, completata, ibridata dalla macchina. […]
February 21st, 2009 at 6:20 am
[…] Certo amo l’idea di popter avere una stampante 3D con cui rendere fisica la mia isola su Second Life, ma sono conscio dei limiti che separano una “foto tridimensionale di cera”, da un oggetto animato o funzionante. Quello, credo che ancora per molto tempo sarà il DHL dei miei e-fornitori a “materializzarlo” e -su questo punto- dissento dalle sperenza di Sterling così come dalle prediche sulla singolarità di Kurzweil. […]
July 27th, 2009 at 11:45 pm
[…] Lo sviluppo della tecnologia non segue un percorso lineare bensì esponenziale e il grafico si sta impennando. Anche i futurologi più ispirati non riescono a scorgere quello che tra 50 anni potrebbe essere il rapporto tra uomo e macchina. C’è chi sostiene (Ray Kurzweil) che si vivrà un’integrazione fisica tra noi e la tecnologia e l’intelligenza -oltre chiaramente alla soma- di noi umani sarà potenziata, completata, ibridata dalla macchina. […]