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Il Dr. McQuillan, l’iPod e l’apprendimento dell’inglese

February 28th, 2006 di Andrea Benassi
in , , | Letture: 6956

Non posso dire di conoscere bene l’inglese, comunque me la cavo benino.
Ho cominciato studiandolo a scuola, ho continuato leggendo pagine e pagine web in inglese, ma i miglioramenti più significativi ci sono stati quando ho avuto a che fare con persone di lingua inglese.
D’altra parte questa non è una novità, anzi, è opinione diffusa che “se vuoi davvero imparare, devi andare là”.
Ma io ‘là’ non ci posso andare, se non per brevi periodi, quindi sarà difficile che impari bene l’inglese.

Certo, esistono scuole come il ‘British’, ma in genere richiedono diversi soldi e tempo, cose queste che a me mancano quasi sempre.

Ultimamante però ho scoperto un altro modo che sta dando i suoi frutti: English as a Second Language Podcast.
English as a Second Language Podcast (o ESLPod) è un’iniziativa del Center for Educational Development di Los Angeles ed è un podcast.

Ma cos’è un Podcast?
Il termine podcasting è un neologismo basato sulla fusione di due parole: iPod (il popolare riproduttore di mp3 della Apple) e broadcasting.
Nel dicembre 2005, il dizionario americano New Oxford ha dichiarato Podcasting ‘parola dell’anno’, definendo il termine come “a digital recording of a radio broadcast or similar program, made available on the Internet for downloading to a personal audio player“.
Diverse altre fonti trovano inesatta questa definizione, dato che per il podcasting non sono strettamente necessari né l’utilizzo di iPod (o altri lettori mp3) nè una trasmissione tradizionale (broadcasting).
Eppure, sulla base della mia recente esperienza, io trovo che questa definizione chiarisca molto bene la natura del Podcasting, che NON significa ‘scaricare un elenco di file audio e poi ascoltarseli’ (questo esisteva già prima!). L’iscrizione’ ad un podcast è casomai simile all’abbonamento ad un magazine audio: l’abbonato riceve regolarmente programmi audio trasmessi via internet, e può ascoltarli nella modalità e nei tempi che gli sono più congeniali.

Modalità e tempi congeniali. Ecco uno dei punti di forza del podcasting: non è necessario stare davanti ad un computer. Tramite un piccolo lettore tipo l’iPod, il podcast è sempre con noi, in una tasca o appeso al collo, quando siamo in tram o mentre facciamo jogging.
Il computer entra in gioco solo per l’aggiornamento, che avviene in modalità ‘push’: basta collegare il lettore e il resto succede da sé.

Nel luglio 2005, il Dr. Jeff McQuillan, professore di linguistica applicata, deve aver pensato che questa novità faceva proprio al caso suo. Avrebbe usato il podcasting per insegnare l’inglese ad una platea vasta quanto il web (o forse sarebbe meglio dire quanto l’iPod).
Il 22 luglio 2005 esce la prima puntata di ESLPod, che comincia così:

Welcome to English as a Second Language Podcast… I’m your host, Doctor Jeff McQuillan, from the Center for Educational Development in BEEAUUTIFUL Los Angeles, California. This podcast is for those who want to improve their listening and speaking abilities……”

Dopo questa breve introduzione - che col tempo è diventata una specie di “Gooood morning Vietnam” per le migliaia di iscritti in tutto il mondo - il Dr. Jeff continua con una storia o un dialogo: “Dining at a Restaurant”, “Seeing Old Friends”, “Reading the Newspaper”….
Il tutto si svolge in 3 fasi:

  1. Una storia o un dialogo letti ad una velocità leggermente più lenta del normale
  2. Una spiegazione (sempre in inglese) della maggior parte delle espressioni e termini usati nella parte 1
  3. Una ripetizione della storia o dialogo, questa volta a velocità normale (“native rate of speech”)

Per una durata di circa 15 minuti a puntata.

Ma parliamo della mia esperienza.
La mia esperienza è che… FUNZIONA.
Dopo circa un mese di ESLPod quotidiano la mia comprensione dell’inglese è molto migliorata.
Mi ascolto ESLPod la mattina mentre vado a lavoro in auto, la sera quando torno a casa e a volte anche a letto prima di addormentarmi.
Come dice il Dr. McQuillan, non importa se la prima volta non capisco tutto, l’importante è ascoltare ogni puntata almeno 2 o 3 volte, il resto viene da sé.
Tutto questo - cosa fondamentale - non mi porta via tempo, perché mentre ascolto il podcast sto sempre facendo qualcos’altro. Dovessi stare un’ora o due al giorno al computer solo per questo… non ci starei.

Evidentemente non sono l’unico ad essere così entusiasta, perché oggi ESLPod è seguito in oltre 70 paesi e intorno a questo è nata sul web una community di persone che esprimono apprezzamenti, danno suggerimenti, chiedono consigli, fanno richieste o, più semplicemente, si scambiano opinioni.
Questo ha permesso anche di migliorare l’offerta, che si evolve continuamente grazie soprattutto ad un’analisi del feedback (per fare un esempio, la fase 3 è stata introdotta proprio perché richiesta a gran voce).

E’ interessante anche notare quante manifestazioni di affetto ci siano verso il Dr. McQuillian (“la sua voce mi tiene compagnia”, “mi sembra di conoscerla da sempre”…).
In effetti Jeff è un tipo sveglio e ha capito velocemente quali erano le potenzialità del mezzo: tramite il podcasting è possibile creare un feeling molto simile a quello tra gli speaker radiofonici e i loro ascoltatori. Questo permette di tenere vivo l’interesse, ma non solo: i commenti del Dr. McQuillan (pochi, misurati, ma efficaci) fanno avvicinare anche ad un diverso modo di pensare e di esprimersi, elemento di fondamentale importanza se si vuole conoscere non solo una lingua ma anche una cultura diversa.

Ma allora ESLPod è la soluzione definitiva per l’apprendimento dell’inglese?
Purtroppo no.
Come è facile intuire, il requisito minimo è che un pò d’inglese lo si sappia già.
E poi il podcasting va benissimo per migliorare la Listening Comprehension ma un po’ meno per lo speaking, che a mio avviso ha bisogno di metodi in cui l’utente abbia parte più attiva.

Certo è che la Listening Comprehension è un punto fondamentale nell’apprendimento di una lingua, ed in questo senso il podcasting si pone come strumento innovativo, stimolante ed efficace.

3 Responses to “Il Dr. McQuillan, l’iPod e l’apprendimento dell’inglese”

  1. baldo Says:

    bellissimo. peccato che per andare al lavoro ci metto 5 minuti (e quindi non riuscirei ad ascoltare i 20 minuti di mp3).

    Cmq non ho ancora capito che cosa voglia dire il termine podcast? non è semplicemente un mp3? o al massimo un rss che contiene un link ad un mp3? boh, sto termine mi sembra abbastanza una “web 2.0 bubble”…

  2. Marco Says:

    Anche io sono un grande fan del dott. McQuillan, che trovo senza dubbio il migliore tra gli ESL podcaster (scrivete ESL podcast su Google o qualunque portale di podcast e scoprirete un vero e proprio genere…).
    Concordo totalmente sulla tua analisi. Nello scenario di apprendimento di una lingua straniera (da parte di persone che lavorano e stanno nel proprio paese), il problema principale è trovare il tempo e la motivazioen di studiare la lingua.
    L’ESL Podcast si inserisce in questo: ascolti nei ritagli di tempo (in attesa dal medico, in palesra, ecc.) e si moltiplicano le occasioni di ascolto della lingua.
    Impossibile con altri strumenti “Pervasivi” di apprendimento.

  3. sonique mp3 Says:

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Andrea Benassi

Andrea Benassi
Negli anni 90 musicista e tecnico del suono. Dal giugno 2001 sono ricercatore e sviluppatore all'INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione per l'Innovazione e la Ricerca Educativa) di Firenze che opera nel campo della ricerca e innovazione didattica. Dal novembre 2002 collaboro a Idearium. Dal 2005 il mio principale campo di studio e di lavoro è il mondo virtuale di SecondLife. Ne parlo su SecondLifeBlog.it e su SecondLearning.it
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