Capire i Sistemi Operativi
October 19th, 2005 di Dario Rodighieroin Scott McCloud, Understandig Comics | Letture: 3583
In tenera età Scott McCloud era seriamente intenzionato a diventare un professionista degli scacchi. Con il passare degli anni, decise di rinunciare a questa idea e si iscrisse al college. Probabilmente nessuno sentirà mai la mancanza dello scacchista McCloud, ma la scelta di allora ci regalò un fumetto unico, uno strumento che ci permette di capire quanto sia importante la trasversalità delle discipline.
Quello che voglio spiegare in questo breve saggio è quanto un fumetto possa essere strettamente legato ad alcune discipline estremamente attuali, come possa essere utile a Will Eisner quanto a Andy Hertzfeld. Per farlo mi servirò del capitolo tre di Understandig Comics, Blood in the Gutter.
Gutter nella lingua inglese significa grondaia, condotto, rigagnolo. Ma per chi è appassionato di fumetti gutter è quello spazio bianco che divide una vignetta dall’altra e nelle pagine stampate è proprio questo artificio di divisione che crea la sensazione della sequenzialità. E’ questo limbo che permette alla nostra immaginazione di creare una sequenza animata fra i singoli riquadri di un fumetto, di immaginarci un film.
Scott McCloud chiama il passaggio fra le vignette transazione ed è proprio su questo concetto che vorrei ora spostare l’attenzione, cercando di capire come viene usato nell’arte sequenziale.
Per esempio il fumetto è in grado di rendere il trascorrere del tempo
o la dinamicità di un’azione, di spostare il centro della dinamicità su oggetti differenti ma strettamente legati a loro o di muovere il punto di vista su scene a distanze non più vicine, dare una descrizione dello spazio circostante oppure dare una sensazione di estrema estraneità.
La transazione ha la capacità di comunicare al lettore concetti difficili quali il tempo, lo spazio, la causa, l’effetto, etc. e la cosa sensazionale è che lo fa in un modo estremamente immediato e funzionale.
E traendo spunto da quest’arte, nelle prossime righe vedremo come rapportare la transazione a un sistema operativo come l’OS X, adottato dalla Apple.

Per esempio la moment-to-moment ci comunica lo scorrere del tempo. Infatti cosa succede su un sistema operativo quando avviamo il sistema stesso o scarichiamo un documento dalla rete? Viene visualizzata una barra che offre una facile lettura del tempo trascorso e del tempo mancante.


La action-to-action non è forse l’azione sul nostro bottone di conferma? Se schiaccio, esso appare premuto e mi dà la conferma della decisione da me scelta. Un esempio lampante di feedback.


Quando invece avvio un’applicazione da un’icona, la subject-to-è un artificio simile al precedente che comunica all’utente un feedback esterno. Infatti l’applicazione appare in un piano diverso da quello dell’icona.


E invece il cambio di contesto utilizzato nella scene-to-scene non ricorda Exposè, che permette uno switch extra-contestuale?


La aspect-to-aspect dovrebbe essere invece l’idea che comunica tutto l’ambiente di lavoro. Ovvero spostarsi da un’applicazione all’altra in modo intuitivo e permettere dei cambi di contesto altamente duttili.


La non-sequitor sembrerebbe invece essere una transazione da evitare, un qualche cosa estraneo e disturbante da escludere in un sistema chiuso. Ma come visualizzare meglio un messaggio di errore se non con un qualche cosa estraneo e disturbante?

Fare questi paragoni, per quanto sciocchi possano sembrare, è stato estremamente facile. Queste leggi che appartengono al mondo dei fumetti si dimostrano malleabili e adattabili al sistema operativo OS X, ovvero a un buon uso dell’arte dell’interacition design.
Dopo queste piccole verità, chi avrebbe il coraggio di dire che l’interaction design e il fumetto siano dei mondi estranei? Chi rischierebbe di azzardare che il fumetto non ha nulla a che vedere con il cinema o che parlare di interaction design non è parlare del cinema stesso?
Cercare di dare un’interpretazione all’interaction design come arte in se non è semplice, però questo saggio può far capire quanto questa disciplina sia una delle più trasversali del panorama attuale. Una disciplina che passa dagli oggetti per arrivare alle persone seguendo leggi che solo l’esperienza può spiegare ma non scrivere.





November 5th, 2005 at 6:51 am
BELLO! Molto interessante e ben illustrato, lo utilizzero’ per le mie lezioni!
Roberto Dadda
November 9th, 2005 at 10:12 am
molto interessante
November 10th, 2005 at 10:23 pm
complimenti polling man! mi è piaciuta proprio questa messa in parallelo, a mio avviso è chiara, efficace e dall’approccio interessante, mi metterò anch’io a cercare qualche metafora interessante in campo lingusitico.. mi piace anche il tuo stile di scrittura ed esposizione : )
spero di beccarti in giro per il disco, dato che frequento la specialistica in comune con la facoltà di informatica : P