IKEA: quando il design non è solo estetico
September 29th, 2005 di Daniele Cerrain ikea, instructional design, usabilità | Letture: 15651
La grande industria del mobile fai da te ha del design “estremo” uno dei punti fondamentali della propria politica commerciale.
Quando si parla di progettazione di siti o portali o di moda è facile capire come un buon design (nelle rispettive declinazioni Web e Fashion) sia un requisito fondamentale per il successo commerciale e funzionale di un’iniziativa.
In altri ambiti tuttavia l’importanza del design risulta meno evidente ma, nonostante questo, a una più accurata analisi del dietro le quinte si capisce come dedicando l’opportuna attenzione ad alcuni aspetti del design si riescano ad aprire prospettive commerciali od operative destinate ad avere un notevole successo. Uno dei casi più clamorosi è quello dell’Ikea, società che dal nord dell’Europa si è fatta strada anche il Italia introducendo in quello che probabilmente è il mercato più esigente ed “educato” nel campo del design del mobile e dell’arredamento una filosofia del tutto nuova.
Design: il successo dell’Ikea
I mobili egli accessori dell’Ikea non sono certo più belli, originali o di qualità rispetto a quelli prodotti dai marchi italiani, nonostante questo il loro successo è tale che praticamente tutti coloro che abitano nelle province dove esiste uno dei grandi magazzini Ikea hanno in casa quanto meno un pensilino o una poltroncina di dichiaratamente sbriciolevole truciolato nordico. Nelle righe seguenti non parleremo in modo sistematico tutti i motivi del successo dell’Ikea, ma ci limiteremo a prendere in considerazione alcuni aspetti particolarmente significativi della strategia commerciale adottata che mettono in luce l’importanza delle diverse declinazioni del design all’interno del gruppo, tralasciando volutamente di parlare delle complesse logiche interattive ed emozionali dei punti di vendita Ikea e delle considerazioni estetiche sui prodotti venduti.

Siamo tutti falegnami
Una delle chiavi del successo dell’Ikea è senza dubbio quella di poter mantenere i prezzi al dettaglio molto contenuti. Questo è possibile in gran parte per il fatto che i mobili e gli accessori vengono montati direttamente dall’acquirente. Come è possibile però che una casalinga che non ha mai preso in mano un cacciavite riesca a montarsi da sola la libreria che le è stata recapitata smontata in 5 scatoline e 100 pezzi? Chi ha acquistato un mobile dell’Ikea sicuramente si sarà reso conto di quanto ogni aspetto del prodotto sia stato pensato per renderne facile il montaggio. Dall’imballaggio alla conformazione delle diverse componenti per l’assemblaggio, dalla fornitura delle chiavette al libretto di istruzioni, ogni dettaglio del prodotto è chiaramente derivato da una precisa volontà di rendere più “usabile” il prodotto stesso. Questa strategia globale di design dell’usabilità fa sì che (quasi) chiunque sia in grado di montare in autonomia mobili che, se prodotti con tecniche standard, sarebbe impensabile riuscire ad assemblare con solidità da soli. Rendere semplici le attività difficili, abilitare persone non già capaci di eseguire operazioni di cui non si ha già esperienza e conoscenza teorica è uno degli scopi pienamente raggiunti dai designer dell’Ikea.
Che nessuno sbagli!
Per quanto tutto sia pensato sin nei minimi particolari per essere facile, durante la fase del montaggio esistono numerosi momenti in cui il falegname alle prime armi rischierebbe di compiere gravi errori. Per esempio, di fronte a un imballaggio rinforzato dal nastro adesivo la prima azione che viene in mente di compiere è quella di prendere un taglierino o un coltello e scatenare i propri istinti repressi sull’incolpevole imballaggio. Così facendo, vista la particolare consistenza minimalista degli imballaggi Ikea, si sfregerebbero irreparabilmente le ante del mobile. Fortunatamente un saggio interaction designer che vive in una gelida foresta del nord ha pensato di prevenire questo errore posizionando proprio lì dove chiunque inizierebbe ad affondare la lama del taglierino un bel messaggio a caratteri cubitali con tanto di grafica che indica di non utilizzare oggetti taglienti per aprire l’imballaggio. L’attenzione prestata all’interazione tra prodotto e utente durante la fase di montaggio è tale che sia davvero difficile commettere dei grossolani errori anche l’utente meno esperto, a meno che, ovviamente, non si decida di non leggere le istruzioni o i messaggi presenti sugli imballaggi.
La vite autorototraslante
Oltre alle istruzioni, per poter montare un mobile realizzato con tecniche standard è necessario utilizzare strumenti particolari ed eseguire operazioni manuali molto complesse. Ikea adotta invece una filosofia diversa, realizzando componenti speciali che permettono di eseguire il montaggio velocemente e con strumenti normali come, per esempio, un cacciavite. Un esempio consiste nelle particolari viti e perni metallici che non corrispondono ad alcuno standard industriale ma che sono stati ideati espressamente da Ikea e che costituiscono un compromesso tra prestazioni (cioè tenuta e affidabilità) ed esigenze di montaggio, adattandosi perfettamente a singole linee di mobili e alla morbidezza del legname usato. Per citare un caso specifico, esistono dei sistemi di fissaggio con viti metalliche (apparentemente dalla forma bizzarra) progettate per essere montate in pochi secondi con un normale cacciavite e che, con tecniche e componenti standard, avrebbero invece richiesto l’uso di giunti cardanici o brugole particolari, nonché una notevole capacità manuale. Ogni prodotto è quindi disegnato non solo in base a requisiti estetici e funzionali del prodotto finito, ma anche in base alle esigenze di montaggio e trasporto.
Senza parole (instructional design)
Il più prezioso alleato durante il montaggio dei prodotti Ikea è il libretto di istruzioni. Anche in questo caso la scelta di Ikea è originale: servirsi di un libretto interamento composto da disegni e senza descrizioni testuali. Questo tipo di approccio all’instructional design presenta il duplice vantaggio di poter da un lato offrire all’utente un aiuto più intuitivo rispetto a descrizioni testuali, dall’altro consente di ridurre i costi per la produzione di istruzioni multi-lingua. Lungi dall’affermare che si tratti del sistema di “formazione” addestrativia sul campo più efficace immaginabile (per esempio supporti fotografici e qualche descrizione testuale ogni tanto renderebbero più semplice l’interpretazione di alcuni passi a volte troppo sibillini), si può comunque affermare che le istruzioni fornite siano funzionali e usabili in quanto, per esempio, consultabili con un solo colo d’occhio mentre si hanno le mani impegnate e ci s trova a distanza dal foglio impossibilitati a muoversi.
Design dell’efficenza
Per quanto riguarda il trasporto e la logistica, il design di prodotto sembra non essere esente da requisiti legati proprio a rendere più semplice meno costoso lo stoccaggio dei lotti. Esistono, a questo proposito, casi eclatanti come delle poltroncine in plastica che, per via del materiale e della forma cava all’interno, possono essere trasportate e stoccate in pile davvero poco voluminose e non necessitano nemmeno di imballaggio. Dal punto di vista dell’utente finale, la progettazione di oggetti facilmente trasportabili o conservabili si riflette sul prezzo complessivo del prodotto riducendo considerevolmente l’incidenza delle voci in esame.
Concludendo…
La strategia di design a tutto campo adottata da Ikea ha permesso di far breccia in un mercato che, come quello italiano, ha fatto storicamente della qualità e dell’estetica i due cardini della progettazione di mobili e accessori per la casa.





November 17th, 2006 at 10:00 pm
Questo articolo è veramente SUPER! Complimenti! Mi permetti di linkarlo nel mio spazio web riservato a tutti i fans e i dissacratori scatenati dell’IKEA WORLD?…per riderci e per pensarci…www.inpuntadipenna.com Grazie cmq!
October 26th, 2007 at 8:31 pm
Molto dettagliato questo articolo. Complimenti. Anch’io ho scritto un post sull’Ikea.
http://felipegonzales.blogspot.com/2007/10/ikea-pro-e-contro.html
Leggi e commenta se vuoi.
October 16th, 2008 at 12:49 am
mi piace questo articolo, devo fare l’essame su un tema simile mi potete dare qualche consiglio, grazie