IDEARIUM.ORG è un progetto di Leandro Agrò & Andrea Benassi. Collaborano: Matteo Penzo, Daniele Cerra, Aaron Brancotti, Teresa Colombi, GianAndrea Giacoma e di tutti gli autori.


e-learning molecolare

April 22nd, 2005 di Daniele Cerra
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Strutturare progetti di e-learning realmente efficaci indirizzati ad utenze adulte può richiedere l’abbandono di consolidati paradigmi didattici come, per esempio, l’uso dei corsi.

Addio ai corsi: la griglia didattica (link a immagine)
 
Per molti utenti, docenti e instructional designer, e-learning è sinonimo di corsi on line. Corsi a volte di per se esaustivi di un argomento, a volte complementari ad altri corsi. Spesso tali corsi sono congeniati seguendo le più avanzate metodologie di instructional design e adottano strumenti multimediali di qualità. Quasi sempre si svolgono in maniera lineare prevedendo un punto di inizio, una sequenza di trattazioni propedeutiche che portano a conseguire finalità ben precise come l’acquisizione di conoscenze o capacità. Troppo spesso, tuttavia, tali corsi si rivelano totalmente inefficaci.
 
Un po’ per abitudini didattiche derivate da un approccio pedagogico di progettisti che intendono il discente come una tabula rasa su cui costruire mattone dopo mattone un castello di conoscenze e capacità, un po’ per esigenze produttive che vedono nei corsi e negli oggetti didattici (learning objects) l’apoteosi di un’efficiente catena di montaggio dell’instructional design, si è infatti portati a definire come elemento base di ogni forma didattica on-line il corso on line.
 
Quando si affronta la progettazione di piani didattici complessi che, soprattutto in ambito aziendale e professionale, sono mirati al raggiungimento di finalità molto concrete come l’acquisizione di una competenza lavorativa non posseduta e che riguardano utenti già inseriti nel contesto lavorativo da tempo, il modello di instructional design basato sui corsi mostra dei grandi limiti in termini di efficacia.
 
Questo accade essenzialmente per due serie di motivi:
  • la personalizzazione dei corsi è sempre molto limitata e raramente dimostra la flessibilità, il ritmo e la capacità di presa sugli schemi mentali e gli stili di apprendimento di utenti adulti che già hanno alle spalle esperienze lavorative e conoscenze ben radicate.
  • i corsi, che affrontano orizzontalmente un argomento nella sua interezza, costringono gli utenti a seguire un percorso lineare che non tiene presente in alcun modo le conoscenze/esperienze/capacità degli utenti. Il corso quindi rischia di non compenetrarsi con le conoscenze degli utenti e addirittura di forzale o sovrascriverle. Da tale difetto deriva la percezione che l’utente ha di corso “noioso” e “poco concreto”, caratteristiche devastanti dal punto di vista motivazionale e che aumentano esponenzialmente la percentuale di abbandono dei corsi.
Come superare tali ostacoli?
 
Integrando ai classici modelli di instructional design alcune attività progettuali supplementari, è possibile incrementare sensibilmente l’efficacia dei progetti realizzati puntando essenzialmente sulla personalizzazione del percorso formativo.
 
Sul classico schema progettuale (per brevità non si considerano le fasi di implementazione e verifica) composto da
  • definizione della finalità (es. una competenza, un insieme di conoscenze) e conseguente mappatura delle “monadi” (es. informazioni, pratiche, teorie) che permettono di conseguirla
  • progettazione e realizzazione dei corsi e degli oggetti/attività didattici (che solitamente si occupano di una delle monadi identificate nel punto precedente)
occorre quindi innestare un momento di profonda analisi dei destinatari di tali corsi costituito da diverse fasi tra cui:
  • mappatura delle competenze/conoscenze dell’utente
  • progettazione di un sistema didattico basato su tecnologie informatiche flessibili che renda l’utente protagonista del proprio percorso formativo, permettendo sia scelta sia dei contenuti, sia di assecondare il proprio stile di apprendimento.
Avendo ben presente che l’efficienza produttiva e il complesso rapporto tra costi, risorse utilizzabili e tempi di produzione non permette se non in casi eccezionali di effettuare una personalizzazione totale del progetto formativo sul singolo utente, è comunque da prendere in considerazione come un’analisi del processo didattico effettuata avvalendosi di un sistema come quello della griglia didattica (v. esempio semplificato nell’immagine allegata) abbia diversi risvolti positivi in termini di efficacia.
 
Riuscendo - attraverso l’utilizzo di piattaforme tecnologiche di knowledge management che consentono un alto livello di profilazione degli utenti e di una parallela analisi tutoriale - ad applicare le informazioni dedotte dall’analisi dei discenti tramite griglia didattica, si incrementa l’efficacia dei progetti formativi non solo perché si interviene sensibilmente sulle due criticità viste in precedenza, ma anche perché si aggiunge valore didattico grazie a un sistema di mappatura delle competenze. Tale sistema di mappatura permette di visualizzare e rendere noto all’utente (così come ai responsabili della sua formazione) quale sia NON il suo “livello generico” di preparazione, ma il dettaglio delle singole competenze.
 
Accanto a una strategia di istructional design mirata a realizzare contenuti massimamente efficaci, è quindi indispensabile prevedere lo sviluppo di supporti informatici in grado di combinare i risultati ottenuti dalla somministrazione di elementi didattici e di analisi delle competenze individuali (test, prove pratiche, analisi dei curricula, raccolta di riferimenti comportamentali ed attitudinali, studio delle dinamiche e degli stili di apprendimento ecc.) che sappiano misurare e visualizzare i punti di intervento delle singole professionalità.

One Response to “e-learning molecolare”

  1. antonella Says:

    Mi interesso di E-learning e credo nella grande potenzialità di SL per l’insegnamento delle lingue. ho cercato di leggere il tuo articolo “e-learning 2.0? Lunga vita all’e-learning, anzi, seconda vita!” ma sembra che la pagina non esista o ci sia un errore. Potresti “aggiustarla” o almeno farmi avere il testo?
    grazie mille.
    Ah… per adesso ho spizzicato solo qui e là sul tuo blog, ma sembra moolto, moolto interessante.

    antonella

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Daniele Cerra

Daniele Cerra
Direttore responsabile di testate giornalistiche (Enjoyin - www.enjoyin.it - ) e giornalista pubblicista freelance(WinMagazine, InternetMagazine e altre testate), svolgo da diversi anni attività di progettazione e consulenza come Web Content Manager, Instructional Designer e (Business) Community Designer per grandi aziende. Per saperne di più su di me e i miei interessi... www.danielecerra.it
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