IDEARIUM.ORG è un progetto di Leandro Agrò & Andrea Benassi. Collaborano: Matteo Penzo, Daniele Cerra, Aaron Brancotti, Teresa Colombi, GianAndrea Giacoma e di tutti gli autori.


eTech Report! …dall’unico italiano presente a SanDiego

March 13th, 2005 di Leandro Agro
in , , , , , | Letture: 2126

Le tecnologie emergenti sono molto diverse se viste dagli USA. Questo può e deve farci riflettere sull’europa dei telefonini e l’Italia degli assenti. Parola dell’unico italiano (pazzesco!) che ha visto l’eTech dal vivo.

Disclaimer
Non so se farò mai in tempo a riorganizzare queste note perchè siano davvero intellegibili per tutti, ma proprio per questa ragione NON aveva senso attendere di avere un lavoro perfetto per pubblicarlo. Eccovi quindi quello che sono riuscito a riportare -al volo- all’Etech: la più importante conferenza sull’innovazione tecnologica al mondo.
E’ anche inutile dire che l’eTECH ha avuto una copertura globale -in tempo reale- incredibile, per cui la mia testimonianza non è utile in quanto enciclopedica(anche perchè è tutt’altro), bensì perchè tenta di cogliere quelle sfumature e quell’atmosfera che spesso segna la differenza
tra ciò di cui si parla e ciò che -invece- accade!

Alcuni link per l’eTech:
- FOTO
su Flickr

- Il
programma
- il
BLOG in real-time
- Le
altre Fonti

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Premessa
Essere l’unico italiano presente all’eTech di
San Diego mi ha dato modo di provare sensazioni forti e tra loro diverse.

1) Ho pensato di essere "l’unico stupido" a cui è venuto in mente di
spendere i soldi necessari per stare una settimana a 10mila chilometri da casa.
2) Ho pensato che poteva "essere colpa degli americani" che non hanno "coinvolto"
abbastanza partner ed aziende europee (nota: gli europei presenti erano al più 10
su 500)
3) Ho pensato che -in Italia- sento governi e governanti di ogni ordine e grado
parlare di innovazione! …ma alla fine io ero l’unico Italiano presente qui,
con il suo fardello di orgoglio personale ed una inusuale italica vergogna.

…anche per questo, ci tengo a ringraziare le persone che mi hanno aiutato
ad essere qui: Antonio
Rizzo, Flavio De Paoli, Gianluca Dal Lago
e -naturalmente- Carmen.

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15 Marzo (Intro di Pete
O’reilly. Seguono… Bezof, Flickr, Applied Minds…)
Intro: Pete O’Reilly
Nel discorso introduttivo di Pete O’Reilly ci sono
molte citazioni di ciò che vedremo dopo in dettaglio, ma anche alcune
evidenze che non hanno lasciato traccia e vale la pena di evidenziare subito.

apertura dei lavori all'etech di san diego - leeander 2005

1) Google, Flickr, ed altri siti assolutamente cool hanno introdotto un costume nuovo sulla Rete: sono in Beta permanente.
Lascio a voi ogni riflessione, ma mi sovviene anche che su Idearium come
su leeander.com la Beta posta accanto alla versione c’è da
sempre!

2) Nell’acronimo P2P, la "P" significa PERSONE (people).
…E da qui parte il filo rosso che unisce il voice-over-IP di SKYPE con i Social
Network di LinkedIn.

Ma quello che più colpisce già da questa intro è che: la
cosa che di più importa ed appassiona le menti ed i desideri della sala
sono i MOTORI DI RICERCA di nuova generazione, le WEB-APPLICATION alla Flickr,
ed il connesso tema della visualizzazione delle informazioni.
D’altro canto, anche Simone Pozzi -incontrato ieri nel LAB di interaction & Cogniction
di UCSD- mi aveva parlato del SEARCH come dell’argomento di maggiore interesse
nei progetti di ricerca finanziati da privati.

Inutile dire che -dietro questi termini vecchi come la new-economy- c’è un
fuoco tutto nuovo ed un business che non potrebbe essere più motivato e concreto.
Vediamo…

Flickr ***
La gente della LudiCorp -quelli
di Flickr per capirci- ha esordito smentendo le voci che vorrebbero vederli rapidamente
sparire dentro ad una delle grandi come Microsoft o Kodak, e -chiarito come stanno
le cose- ha cominciato a snocciolare la loro visione del mondo di Flickr.

Flickr è assolutamente up-to-date su temi caldissimi come: information visualization,
social network, API. Su Flickr le informazioni/immagini possono essere visualizzate/aggregate
in ben 62 modi diversi. Tutta una serie di funzioni "tipiche" come le postcards
sono state reinventate introducendo interfacce alla "exposé" e
sopratutto dei super-innovativi pannelli di ricerca per colore. …spero che
le foto rrendano l’idea, ma comunque sia: State su Flickr.

Modzilla **
Per chi ancora è fermo all’Internet Explorer non ho ricette! Provate con
un dottore. Tutti gli altri sanno benissimo cos’è Mozilla e
qui a San Diego non è stato detto nulla di super-rivoluzionario. In poche parole,
SW come iTunes mostrano che è tempo di "browser verticali", mentre SW come Flickr
mostrano che è tempo di "web application avanzate". Mozilla è praticamente l’unico
browser configurabile e customizzabile per fare tutto ciò. Per informazioni
chiedere alla Apple.

NOTA: quando 500 persone chiuse in una unica stanza pistolettano tutti con Internet
in WI-FI, due cose sono chiare. 1) Non bastano le prese… di corrente. 2) quando
la Rete è lenta la web-application fatica! (e parecchio).

DOMANDA: ma se tutto avviene dentro un browser e -per quanto le diverse applicazioni
siano diverse- queste possano essere basate su un unico browser alla Mozilla…
allora a chi serve un Sistema Operativo? in questa sala nessuno sta realmente
lavorando su files locali. Tutto avviene con webapp come Movabletype, flickr,
A9, etc. Vale la pena di riflettere e chiedersi se davvero c’è un limite
in questo ragionamento.

Applied MindsApplied Minds ****

Daniel Hillis:Segnatevi il nome,
perchè è un grande!
La presentazione di Applied
Minds
comincia con l’elogio al concetto di Remix. Ripensare le tecnologie
esistenti e quelle future cominciando dal cambiare le prospettive, dal fare incontrarevisioni
differenti, dal mettere insieme tecnologie che non hanno mai collaborato prima.
Gli esempi sono eclatanti ed un po’ alla Carelmann.

Ma a cosa serve mettere insieme tecnologie diverse?
Daniel Hillis tira fuori dal suo cappello un dinosauro (esoscheletro semovente
controllato da PC), ed innumerevoli robot semoventi. INCREDIBILI!
Parla poi dell’integrazione e del REMIX che fanno -con naturalezza- i bambini
che smontano e rimontano i loro giochi.

Ma
l’applauso più lungo della giornata Daniel Hilllis lo strappa con il suo
tavolo geografico sensibile al tatto.
Non soltanto cartine mobili, zoomabili, etc. ma sopratutto cartine dotate di
layer diversi (mappa geografica piuttosto che economica, sociale, etc). Il tutto
accessibile in modo super-immediato attraverso tecniche di interazione gestuale
ben pensate!
Infine, Hillis mostra un tavolo speciale. Il materiale con cui è costruito è capace
di plasmarsi seguendo le curve altimetriche delle cartine che vi vengono visualizzate
sopra. Di fatto il tavolo diventa istantaneamente una mappa 3D. AMAZING!

nota: mi viene in mente che Antonio Rizzo di "remix" ne parla da almeno cinque
anni. Così come mi piace pensare che il portare l’Eye-Tracking nella prospettiva
delle TLC o dell’Healthcare è -di fatto- una grande operazione di remix.

jeff bezof - leeander 2005

Il VIP del giorno: JEFF BEZOF (Amazon.com) **

Per lo speech basta una riga http://www.a9.com.
Cercate quel che volete e date un occhio a come vengono aggregati (e talil aggregazioni
sono editabili) i risultati della ricerca. Semplicemente impressionante.
…ma ovviamente, Bezof è un personaggio e non poteva non regalarci una emozione
in più: all’inizio della demo, lui fa lo splendido e -nel frattempo- sul computer
compare una dialog box del microsft updater che chiede se si "desidera
aggiornare il sistema ora". Quando Bezof si gira -preso dal panico- clicca
rapidissimamente YES!!! ed il pubblico grida NOOO ed appaluade.
Pochi attimi dopo un tecnico apparso dal nulla rimette in linea il computer e
la demo riparte. Bezof scuote la testa e pontifica sul fatto che "in una demo
la cosa più importante è non farsi prendere dal panico".

rashid etech leeander 2005

RASHID! ***
Rashid è un
personaggione già da sè, e vederlo targato SENIOR VICE PRESIDENT
di Microsoft aggiunge medaglie alla già forte impressione. Il suo speech
è quel "normale" successo che da lui ci si attende. Comincia
da una telecamera dotata di particolari sensori che consentono di riconoscere
il "momento" e le "condizioni" più adatte ad uno scatto.
Poi Rashid mostra queste stesse telecamente per situazioni estreme, ivi comprese
quelle wearable.

…ma quello che strappa gli applausi è un sistema di telecamere e di proiezioni
che trasforma prima un tavolo e poi una "parete di vetro" in un mondo
interattivo dove ogni immagine diventa viva, ogni contenuto viene istantaneamente
digitalizzato, ogni oggetto e editabile direttamente toccandolo sulla parete/tavolo.

Next.Yahoo.com **
Quelli di Yahoo Research sono molto piegati su se stessi e non lo negano affatto.
Il loro focus è la ricerca e tutte le opportunità che questa consente.
Non è roba da poco perchè -come sappiamo- dalla ricerca nascono
gli agenti e tutto il resto delle componenti intelligenti di quelli che sono
i computer che vorremmo.

La gente di YAHOO dice cose abbastanza forti. Ad esempio compone una scala del
valore che parte dal parere esperto, si sviluppa attraverso il parere collettivo
(community) e finisce con il parere della community di esperti. Dalla ricerca
si arriva quasi alla democrazia digitale. Ma l’esperienza migliore è quella
di andare su next.yahoo.com e provare tutti i servizi in via
di sviluppo. Grande roba! Occhio alle MAPPE, tema caldo dell’eTech.

…Altre informazioni http://research.yahoo.com

labs.GOOGLE.com ***
La gente di Google comincia dal mostrare Google
suggest
una versione di google che completa/suggerisce –lettera
dopo lettera- le parole più cercate
e dice quante risposte google ha per quel termine.

Anche da Google lavorano con le mappe, e le fanno davvero bene (data
la mappa puoi scorrerla dentro ad una finestra)
.

Ancora meglio quando mostrano la possibilità di customizzare le risposte di google
a partire da un profilo utente che ognuno può inserire in pochi click. E’ normale
avere dei dubbi su un profilo del quale -provabilmente- ci si dimentica troppo
facilmente. In ogni caso sul sito dei LAB di
GOOGLE
c’è un gran bel pezzo di
futuro.

Tralascio alcuni interventi…
storiella di Kevin Kealy: lui che “aggiusta” la
configurazione ad un tizio incontrato per caso da starbucks (per permettergli
di accedere alla rete wireless-internet) ed il tizio alla fine gli dice:”hei
sai davvero usare i computer per uno della tua età”.
Lui ha 47anni.

NOKIA Tangible Media
Forse quelli che hanno scelto di vedere questo seminario NON erano preparati
sull’argomento tangible media che -in effetti- suona ancora abbastanza esotico
anche a queste latitudini… Questo almeno a dire dagli applausi che i due ragazzi (giovanissimi)
di NOKIA si sono portati a casa. Altra cosa è parlare obiettivamente
del loro speech. Fondamentalmente questi due ragazzi hanno in mano delle applicazioni
basate su TAGS adesivi (ultima moda dell’interaction design, che Antonio
Rizzo a Siena usa già da un pezzo)
che
hanno usato anche per il loro "effetto speciale": uno scambio di business
card attraverso due telefonini che si "toccano" come fossero dei bicchieri
di cristallo al momento del brindisi.
Per il resto la loro presentazione è gradevole e ben fatta, ma composta
sopratutto delle giuste citazioni a Paul Dourish (embodiment) e Iroshii Ishi
(smart objects).
…il buon Dimitri Negroponte mi
ricorderebbe che al MediaLab -almeno 10/12 anni fa- Negroponte sn. presentò una tecnologia dove la business card si scambiava
con una stretta di mano. Certo il sistema di NOKIA (o meglio l’applicazione di
Nokia) è più scalabile, però gli anni passano ed io ho ancora
in tasca (di una camicia a fiori) dei biglietti da visita in pura carta.

Builind Application without SW
Mah! Dietro ad un bel titolo ad effetto si è celata una pubblicità delle
prossime features di SalesForce.
Grande forza bruta (le performance del sistema sono
eccellenti)

ma l’interfaccia del SW in demo è così confusa e primitiva da rendere indistinguibile
una schermata dall’altra! …il che in un SW tutto basato sulle procedure è davvero
un clamoroso insuccesso.

Nel complesso: Pessima demo. Pessimo uso del microfono. Pessimo feeling
con il pubblico. Segnatevi il nome di: Adam
Gross
e forse riuscirete ad avitarlo nelle prossime conferenze.

NOTA: Questo à l’unico speech che ho commentato con molta voglia di dirne
solo male, ma -che
a me piaccia o no- almeno un terzo della gente in sala usava SalesForce nella
propria azienda.

Microsoft Research **
Quando uso un SW di Bill Gates, finisco spesso per chiedermi
cosa facciano i 750 ricercatori della Microsoft. Oggi sarà Phill
Fawcett
-ricercatore capo e venture
capitalist
- a svelarci l’arcano!
Si parte con un video autopromozionale in cui "ci spiegano" quanto è difficile
fare LA NUOVA VERSIONE DI UN SOFTWARE CHE IMPATTA su così tanti
utilizzatori! Così lo speaker -che aveva cominciato a convincere-
presenta una slide in cui spiega qual’è il suo ruolo (who cares) e finisce
poi per perdere del tutto la sua credibilità quando presenta un video
promozionale della Microsoft Research. A questo punto può solo
sperare negli "effetti
speciali", e questi -almeno in parte- arrivano a partire da
una interfaccia grafica (windows? )tutta nuova chiamata TESLA.

Premesso che NON si capisce
bene QUANDO e DOVE questa nuova GUI dovrebbe trovare spazio, di per sé l’interfaccia
appare subito molto pulita. Nulla di nuovo: desktop, icone, mouse e tutto
il resto, ma con features carine come la visualizzazione "raccolta
per tipi, autori, estensioni" (che consente di riordinare rapidamente
il contenuto di una finestra) o i "filtri" (che consentono
di eliminare dalla visualizzazione di una finestra quei file di un qualche
genere, tipo o tags che sia deselezionato nella colonna di sinistra della
finestra). ….insomma, una interfaccia super-pulita graficamente, ma
pensata con la testa di uno che sul proprio PC usa una sola cartella
e ci butta tutto dentro. Follia? NOOOO! Siamo nel tempo
dei SEARCH ENGINE. Gmail docet! Voi fate pure casino, tanto poi il search
trova tutto lui.

…una volta trovati tutti i file e/o pezzi di informazioni che volete,
potete trascinarli in una area della finestra che può essere usata
come repository di oggetti (a quel punto tra loro linkati) e usarli per
slide-show, pagine web, etc.

…certo, sapere che la GUI di windows è tutt’altro che perfetta è un
primo punto, ma almeno due domande mi sorgono spontanee.
domanda spontanea 1): ma questi della M$ ci stanno facendo vedere una
GUI che difficilmente potrà sostituire il normale windows a cui tutti sono così abituati
e -per di più- che servirebbe soltanto quando avranno un search
embedded nel sistema operativo? Si. E’ questo che stanno facendo.
domanda spontanea 2): ma qualcuno dei 750 non potremmo distrarlo da queste
nuove cose e fargli dare una sistemata a WORD?

Seguono altri microinterventi su mappe di informazioni, GUI windows-like
per pocket-pc (caratterizzata da una interfaccia zoomabile alla exposé che però si
usa ovunque: dalla foto all’agenda) ed altri temi visti, rivisti e qui
peggiorati -almeno graficamente- da M$.

L’impressione è che tutto sia puntato su una nuova serie di pocketPC
pen-based dalle eccellenti performance computazionali e grafiche!
Nel complesso però… rimane l’impressione di vedere tanti muscoli
(5 persone su 750 le hanno portate solo per fare la presentazione) per
nulla.

In pratica: Microsoft ha molte più armi (e GUI) di quanto non
ci si possa attendere. Ha persino questa GUI chiamata TESLA che potrebbe
tener testa all’ OS X di Apple, soltanto che la posizione di MICROSOFT è quella
di chi non vuole essere un innovatore e forse NON può innovare.
Insomma, neanche
la stessa MICROSOFT può abbattere WINDOWS.
Il mostro
vive di vita sua.

Taking back Television
In questo caso è utile un piccolo
background
… su quello che si definisce progetto
per l’Open Suorce Media
. Se non state prendendo sul serio
questo speech, allora potrà farvi riflettere il fatto che lo speaker -Tim Halle- è uno
che di interactive TV ne sa parecchio, ed ha nella sua lista clienti "corporation" come
Motorola & Nike ma anche rockstar come Metallica o U2. Questa gente
-sede a Cambridge, MA- fa sensatissimi discorsi utili a traghettare la
iTV dei set-top-box (stanza prima di partire) verso la TV digitale del
futuro.
Qui trovate alcuni loro paper che
coprono sia i temi del business che quelli dello standard da adottare.

…certo che -dopo aver sentito tutte le belle storie sugli standard e
sulle opportunità di business- preferisco comunque a vedere la TV senza queste "interazioni" che
finiscono sempre con un trivial o con una pubblicità. Alla iTV non
mancano solo gli standard ma anche le idee.

iFabricate: Collaborative Atom Hacking ***
Il discorso della progettazione e prototipazione povera. Il
tipo che tiene lo speech
è tutt’altro che normale e -a suo dire-
il BLOG può essere il principale motore per la realizzazione della
documentazione di progetto. Gli esempi sono semplici quanto eclatanti: TronGuy.
Tutto questo per arrivare al loro ultimo prodotto (anche perché dicono
di averlo finito il week-end subito precedente all’eTech) iFabricate.
…si parte subito dall’osservare la definizione di super-beta (che sublima
il concetto di Beta permanente introdotto da Pete O’Reilly), ma aldilà della
release quello che iFabricate è il sistema semi-automatico
per produrre rapidamente la documentazione di progetto/montaggio di qualsivoglia
oggetto/tecnologia.

Molto FICO il tool che consente di aggiungere note dinamiche alle
immagini per -ad esempio- facilitare
l’assemblaggio di oggetti ed altre funzioni da scaffale IKEA. Questa idea, sommata
ai social network ed ai blog a cui si ispira, rischia di esplodere nel MANUALE
DI COME E’ FATTO IL MONDO
. Da come si costruisce un elicottero a
come si fanno i biscotti. Tutto -infatti- può (e forse dovrebbe) essere
raccontato come un progetto. Background.

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Neil Gershenfeld - etech 2005 leeander

16 Marzo (Bit’n Atoms, Applied Minds, Lesson
from Classroom, Nokia…)
Bits and Atoms: Neil Gershenfeld **
Il MIT di Boston fa la sua comparsa all’eTech con il prof. Gershenfeld
del Center for Bits and Atoms.
La premessa di Neil è forte: negli anni ‘40 e
‘50 c’era la computer
science
.
Oggi abbiamo computer migliaia di volte più potenti di allora, ma dov’è la
scienza? Fantastica la slide che mostra tutti i passaggi per costruire una macchina
che
"non fa quasi nulla" come lo ScreamBody ed
altre incredibili inutilities tecnicamente avanzatissime. Il MIT continua ad
essere la DEMO company che guida il pianeta nell’esplorazione delle infinite
possibilità della tecnologia e -almeno oggi- propone "n" cose
che hanno una funzione: divertire la platea. Guardatevi il video
(39mb)
dello ScreamBody di Kelly Dobson.

Il Bit’n Atoms ha una visione che si rifà a Negroponte sia nei temi che
nei metodi, ad esempio con la creazione di laboratori ingiro per il mondo, in
Paesi avanzati come nel terzo mondo. Non è dunque strano vedere bambini
dell’africa o dei villaggi rurali dell’India giocare (e formarsi) con tecnologie
modernissime ma NON già pronte all’uso. In modo che sia anche l’esperienza
fatta insieme a dare forma e funzione a molte delle tecnologie disponibili.

segue la conversation con Neil
Gershenfeld ***

Ecco i partecipanti,
tra cui spicca Bran Ferren della Applied
Minds
: il massimo della tecnologia insieme
al massimo della creatività.

Una delle cose che viene più fuori in questo Talk è la necessità di
ricominciare a fare SCIENZA nel modo più Leonardesco (anche se nessuno
ha citato Leonardo). Serve l’arte nella programmazione, l’architettura nella
forma, la creatività
nella funzione, etc. In fondo non è distante da quella visione olistica
che è
madre dell’Interaction Design, soltanto che qui nessuno usa termini fichi (ed
ambigui come "interaction design"). Qui parlano Rocket
Science
e la fabbricano
con le to-do list e -grande novità- la creatività.
Neil Gershenfeld  - etech 2005 leeander
Anche oggi la conferenza è iniziata alla grande.

C’è chi parla di Spma (All complex Ecosystem Have
Parasites)

…forse non sono molto interessato, ma non mi pare di sentire nulla
di nuovo
.

REMIXING HTTP *
Avete mai sentito il termine SwarmStreaming?
Justin Chapweske -under 30 Ceo della Onion Networks- è qui per dirci che
nel mondo di Internet qualcosa
potrebbe cambiare
.

WIKIPEDIA and The Future of Social Computing ***
Jimmy Wales in persona! Ieri il VIP era Bezof, oggi probabilmente è Jimmy
Wales, e questo la dice lunga su quanto qui conti il Social Networking e quanto
i Wiki e Flickr stiano prendendo spazio alle corporation. Durerà?

una delle cose interessanti che Jimmy ha detto è naturale quanto rivoluzionaria:
Wiki è il futuro di quei siti che offrivano la homepage personale (geocities)
ed apre lo spazio alle "community" che si generano attorno a temi specifici.
…e 170 community nei primi tre mesi di lancio delle community su Wikipedia
è davvero un bella conferma.

Jimmy conclude dicendo che gli è stata offerta una onoreficenza come "innovatore
in ambito tecnologico". Lui ha risposto:"no grazie, io non ho creato
nessun nuovo TAG. La mia è innovazione sociale!". Chi ha orecchie
per udire…

Nota: E’ certamente la cosa più vicina che ho visto al progetto a cui
sono più affezionato "Memories
of Relations
".

segue la conversation con Jimmy Wales
***
Ecco attorno al tavolo quattro
innovatori
che con la tecnologia in senso stretto
non hanno -in fondo- molto a che fare. Loro sono l’onda nuova: il primo impatto
sociale su vasta scala che Internet ha portato nel 21° secolo. Inoltre, con
tre mostri del TAGGING al tavolo, è inutile dire che il
futuro del mondo è nel TAGGARE
, ovvero associare informazioni
semanticamente valide a quegli oggetti digitali che da soli non potrebbero essere
organizzati e correlati in modo "umano". Inoltre, taggare consente
di far emergere degli ordini naturali, evolutivi e quant’altro. DI queste cose
ne parliamo moltissimo persino nelle nostre piccole riunioni editoriali su Idearium.
Fabrizio Ulisse, Andrea Benassi e qchissà quanti altri in Italia vorrebbero
spostare il mondo verso questo orizzonte. Peccato però che in Italia non
sia mai nato -e forse non potrà mai emergere- un Flickr della situazione.
Senza questa capcità siamo
e rimaniamo dei follower.

Attenzione però a come questa gente parla di semantic web. NESSUNO HA
LA BENCHE’ MINIMA INTENZIONE di fare una Internet semantica dall’altro
(alla Tim
Berners-Lee
per intenderci). Rielaborando quello che questa gente insegue,
io potrei dire:"il punto non è riordinare il caso, ma continuare
a viverci dentro tutti. Oggi è sensato fare queste applicazioni e creare
un robusto strato di utilizzatori della internet semantica. Poi vedremo."

Il realismo di questi personaggi e la loro capacità tutta nuova di fare
business con Internet (nessuna di queste compagni è una roba da new-economy) è davvero
impressionante.
Ah, quasi dimenticavo: puntate il browser su Technorati.

Folksonomy, or How I Learned to Stop Worrying and Love the Mess **
Clay Shirky per shirky.com. Il paradigma
di questo intervento è:"anzichè mettere i giochi dentro ai
telefonini, vediamo cosa accade introducendo la logica dei social software e
portando i telefonini dentro ai giochi". Eccovi un esempio.
Ma perchè il telefonino dovrebbe essere un elemento nei nuovi software
sociali? Ovvio, perchè è l’unica tecnologia che TUTTI HANNO E CHE
TUTTI PORTANO CON SE. …ed a sentirla così sembra una buona ragione.

nota: Dovete sviluppare o semplicemente prototipare una applicazione (giochi
sopratutto) per telefonini Nokia? Occhio a Python!

…certo che mi torna in anche mente un progetto che ho visto al Siena
Design Project
e che NON fu selezionato. Peccato non avere una documentazione
adeguata on-line.

Lesson learned from Calssroom ****
Evidentemente non sbagliavo a pensare ai ragazzi di Siena… in questo intervento
vengono infatti mostrate "n" realizzazioni e progetti di studenti di
Interaction. Ad esempio: WiFi
sense
, Needies.
La lezione di Domus Academy (e delle altre scuole europee) è arrivata
lontano, ed ora questa gente (es. Tisch
ITP
) fa molto sul serio. Infatti loro sono all’etech
mentre i nostri aprippista culturali no.

NOTA: tutto questa storia è MALE, molto male. In qualche modo stiamo perdendo
l’ultima cosa che in Italia facevamo meglio degli altri: questo genere di progetti
di interaction che hanno la capacità di sviluppare concept innovativi
e prototipare servizi, device etutto quanto serve per arrivare ad un passo dal
prodotto. …Certo DA o Ivrea non sono mai state totalmente "italiane" perchè la
maggior parte degli studenti è sempre venuta dall’estero, ma il fatto
che ora Ivrea chiuda e che DA regge soltanto perchè "costa poco" è davvero
GRAVE. La capacità di innovazione
tecnologica in Italia è distrutta giorno per giorno dall’incuria politica
e la mancanza di cultura delle nostre varie "industrie illuminate" e
dei loro progetti a brevissimo termine.
…e poi parlano di fuga dei cervelli.
:(

Chiudiamo con un sorriso: …alla Tisch ho trovato anche
il progetto (premiatissimo)
di un vecchio amico che deve molto all’Italia. Ciao Dim & complimenti
per lo splendido
progetto
.

Mobile Computing On the
Edge **
Jon
Bostrom
è senior Director Java Technology Platfom in Nokia.
Tiene il palco come pochi e usa un linguaggio forte e markettaro, ricco di
espressioni come "stay on the Edge". Roba che piace un sacco agli
americani! Mostra (e rinasconde rapidamente in tasca) una sorta di pocket-pc/telefono
veramente minuscolo. Esalata Java ed esorta la platea a puntare su Java. Continua
a descrivere le grandi opportunità di business dato dallo "stare
on the edge" -sinonimo ben studiato di innovazione ma anche di ambiente
Nokia- ed occupare posizioni di mercato e margini irraggiungibili ai follower.
…la sensazione però è che interventi -da Corporation- come
questi abbiano molta meno presa di quelli degli outsider alla Flickr e Technorati. …Certo
c’è sempre il dubbio che sia il mio giudizio, ma la conferma la vedo
da quelli accanto a me: quando cominciano a fare check-email…

Building Communities with
Software

***
Come progettare il prossimo software di grande successo? Alla FOGCREEK di
NYC vorrebbero saperlo davvero, e per scoprirlo eccoli partiare dal chiedersi
cos’è il
successo.
Perchè l’iPod ha un successo sciacciante anche contro lettori MP3 molto
più performanti
o meno costosi? Perchè attori più bravi o belli di Brad
Pitt
non
trovano lavoro mentre lui viene pagato milioni di dollari? E’ la celebrità!
Ma anche tutta una serie di altre componenti che potrebbe ben raccontare l’esperto
sociale Ray Oldenburg
.

Di cosa è fatta
la celebrità? come funziona?
una delle componenti è "make the people happy".
…con simulazione scherzosa ma non troppo sulle funzionalità assurde
in windows, ovvero: quando
il tuo computer ha piani tutti suoi su come tu devi spendre il tuo tempo
!
Il punto è: quando la persona perde il controllo del media/tecnologia allora
NON è felice.

Poi c’è la componente "Think about Emotions"…
fin troppo facile.

Infine c’è la componente "Obsesses by aestetics".
Ad esempio:"perchè l’iPod non prevede la possibilità di cambiare la batteria
e -di conseguanza- richiede la spedizione in fabbrica per la sostituzione? non
sarebbe bastato montare una cover apribile come quella dei telefonini?" Si, ma
così la magnifica superficie sarebbe stata rovinata dal bottone/leva di
apertura!

Nel SW l’interfaccia è come la parte emersa di un iceberg. Tutti
sanno benissimo che l’interfaccia è soltanto il 10/15% del codice di un SW, e quindi rappresenta
solo la parte emersa dell’iceberg-programma. Ciò nonostante è soltanto dall’interfaccia
-parte emersa dell’iceberg- che noi ci facciamo un’idea di ciò con cui
ci stiamo relazionando.

Ad ogni modo, questo è stato il
talk più divertente sin qui visto all’eTech e sopratutto non è stato un talk
sull’estetica o sulla stupidità umana. La domanda a cui questo talk cercava
di dare una risposta è:"come fare il prossimo blue-chip product!".
Solito pragmatismo made in Usa. nota: il pragmatismo è ultima cosa prodotta qui. Il resto
è importato dalla Cina.

Ed ecco il colpo di scena: Per dimostrare che ciò che dice ha effetto, il nostro
speaker mette una bella immagine sullo schermo, accende una musica vincente,
ed ci annuncia che "noi non sapremo perchè, ma penseremo uscendo ch eil tuo
è stato un grande speech".
Joel Spolsky
: il migliore venditore che io abbia visto
sin qui!

Remixing Culture with RDF: Running a Semantic Web Search
in the Wild
Per questo talk erano previsti due relatori. Uno il CTO :( l’altro il direttore
creativo. Credo che molto di questo talk dipenderà da chi dei due verrà a
farlo.…e
dato che di RSS, CSS e quant’altro di solito parlano dei "tecnici"…
Solo
che questi due sono tristissimi entrambi. Hanno fatto direttore creativo uno
con grossi problemi di socializzazione. Una
cosa come questa
dopo pranzo uccide. Saluti.

Lessons Learned While Building Basecamp
Proprio accanto c’è il talk di 37signals.
Inizialmente NON avevo scelto questo talk perchè mi sembrava troppo una presentazione
di prodotto (Basecamp per l’appunto). Però la noia dell’RDF mi ha portato qui,
ed ora mi ricordo che il nome di Jason Fried l’avevo già senito.

Jason è l’autore di "defensive
design
", libretto illustrato dalle grandi pretesa
che spiega una cosa semplicissima COME PROGETTARE I MESSAGGI DI ERRORE. Io da
anni dico che "gli errori vanno progettati con estrema cura, perchè il click
successivo butta fuori un cliente", ma MAI mi sarei sognato di farci un libro.
…forse perchè non sono americano. Qui non ci sono i divieti per strada
ma le scritte WRONG WAY.

Jason parla come uno che ha studiato la lezione dei Guru e vuole assolutamente
seguire quel percorso. Jason potrebbe essere il nostro incubo dei prossimi anni,
ma intanto fa bene il suo mestiere di giovane concreto che spiega che progettare
le applicazioni a partire dalle interfacce significa pensare prima al cliente.
Mentre ogni altro approccio toglie attenzione al cliente.

D’altro canto, tutto il messagio di Jason è pragmatico: nell’interfaccia
lascia perdere i belletti che sono time-consuming, e parti dalle basi. Questo
ti consentirà di arrivare prima a dei prototipi funzionanti e prendere
le decisioni chiave QUANDO HAI DAVVERO LE INFORMAZIONI DAGLI UTENTI. Lui lo ha
detto con gran forza. Io non so dirvi se funziona, ma è comunque una ricetta
che ha la sua peculiarità.

Alla 37signals parlano di esperienza su APPLICAZIONI REALI e non credono nel
far testare livelli troppo acerbi e NON funzionanti dei servizi che realizzano.

…insomma, nulla di nuovo sotto il sole, ma basta vedere il loro sito per comprendere
che questa gente conosce il mestiere meglio di tanti Guru. Non so come la 37signal
-che alla fine è una società che fa usability a Chicago- faccia a tener a posto
i conti, ma Jason ha imparato la lezione dei guru ed è qui per pubblicizzare
il suo approccio e l’usabilità al
posto dei grandi nomi consueti. …ma forse io ho divagato: lui era davvero qui
per presentare Basecamp:
decorossissimo prodotto web-based che supporta la gestione dei progetti.

Hardware Hacks from the Far Side **
Un rarissimo -almeno a questa conferenza - speaker europeo (James Larsson - audio
alla BBC
), scelto "forse" per il taglio pragmatico di chi con
l’hardware ci fa un pò quel che vuole
. Questo signore è metà Carelman
e metà Archimede. Fa grandi cose, per ottenere provocazioni o oggetti
tecno-ridicoli. D’altro canto, chi lo aveva incrociato su Wired un’idea
se l’era già fatta.

Cosa fa di speciale quest’uomo? Costruisce trasformatori con delle pinze ed un
tramezzino usando il burro come resistenza. …ed il tutto
funziona finchè il tramezzino è fresco
. Oppure trasforma
un televisore in un oscilloscopio, piuttosto che una trappola per topi (dirottando
l’alta tensione presa dal cinescopio). Cosa c’è di emergente in James?
Una generazione di personaggi che usano la
tecnologia mettendoci le mani dentro come nessuno oserebbe immaginare, ovvero:
-come lo stesso James dice- in modo pericoloso, inutile e -forse- immorale. Un
esempio di immorale? Immaginate un tavolo apparecchiato romanticamente per due.
Fate un istante caso alle posate. Bene, quelle di casa Larrson hanno dei fili
che le collegano ad una apparecchiatura biometrica, e la loro finalità è determinare
stati di stress emotivo. Quest’uomo è pazzo o un artista! Certo ha scelto
di lavorare con una materia davvero arida (parla di sesso schematizzandolo
posizione per posizione in modo divertentissimo. Usa schemi elettrici), ma
rimane un pazzo/artista. Si è riso parecchio, eppure quest’uomo ci fa
riflettere su quanta tecnologia abbiamo in casa e quanto senso avrebbe remixarla
in modo sapiente. Volete iniziare anche voi? Partite da MAKE,
la nuova rivista O’Reilly che è stata
presentata oggi (16/03/05) e che si ispira proprio a personaggi come Larsson
o come il notissimo (almeno in Rete) Torrone di FlashEnabled. Perchè SIAMO
TUTTI MAKERS!
Ivi compreso l’ottimo Phil Torrone
di Flashenabled
,
che era qui a mostrare gli ultimi hacks su ipod & dintorni.

Social Robotics, Scmocial Robotics: Feral Robotics and Some
Other Quacking, Shaking, Bubbling Robots **
Gioca in casa uno dei pochi speaker donna Natalie Jeremijenko,
della UCSD.
Il concetto base della Social Robotics è che questa non è inerente
soltanto i robot, ma anche come noi uomini interagiamo con loro ed attraverso
loro (interessante l’nterazione uomo-animale mediate da un robot finto aniale
nel progetto OOZ).

Qui alcune righe sul suo speech,
ed il sito del programma di ricerca che sta seguendo e che -in pratica- consente
di sapere come upgradare
cani robots
ed altre stranezze. Ecco un lavoro davvero strabiliante
fatto su un cane robot chiamato I-Cybie.
…ma non è niente male neanche questo.

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17 Marzo

Re:MixMe
****
Cosa ci fa qui un
professore in LEGGE
dell’Università di Stanford? Viene a ricordare a tutti
che è assurda la continua corsa al nuovo, al cool, all’incredibile a tutti i
costi. Desidera porre in evidenza come tutti noi SEMPRE e continuamente facciamo
un’opera di re-mix di ciò che vediamo ed ascoltiamo. La
cultura viene creata attraverso un continuo remix
, ed OGGI -grazie
alle tecnologie digitali- PUBBLICARE questo remix è alla portata di tutti.

Lawrence Lassing -così si chiama il nostro prof.- mostra dunque un paio
di incredibili video dove musica, video, politica, vengono rivisitate in modo
davvero pazzesco. Compreso un duetto canatato con labbiale corretto di Bush e
Blair.

Lawrence Lassing pone ora il suo punto:"basta riformare
la tecnologia. Cominciamo a riformare le LEGGI che regolano la tecnologia, la
cultura, il diritto d’autore
".
In una frase CALL PIRACY WRONG. Il che non significa avallare la libera copia,
ma significa NON vietare in alcun modo il REMIX della cultura. Questo perchè
è giusto, è atavico, indispensabile per la didattica ed utile alla
crescita della cultura stessa. Lawrence ripete:"Si devono cambiare
le leggi, o queste distruggeranno la "vostra" tecnologia"
.

Accidenti! Questo ha tutta l’aria di un nuovo manifesto
del copy-left. Quello del REMIX!

- ecco l’anteprima del libro di Lawrence
in italiano
.

segue la conversation con Lawrence Lessig e Cory
Doctorow ***

Per chi non lo sapesse, Cory
Doctorow
, è il coordinatore europeo della Electronic
Frontier Foundation
.
Tutto bello! Grande prova di democrazia americana, ma il punto è:"OK,
la libertà di cultura impone il REMIX, ma quanti bits devo cambiare per dire
che qualcosa che ho prodotto a partire da un content generato da altri è un
mio REMIX e non una COPIA?
"

Military eTech ***
Se non fosse per la UCSD, San Diego sarebbe rimasta una base militare e basta.
Oggi invece è una citta tra le più grandi d’America e le aziende fanno a gara
per venire qui a prendere le menti migliori che l’università è in grado di produrre.
Ciò nonostante, questa è la città dove la MArina Militare USA ha una delle basi
più grandi e basta prendere una delle highway cottadine per vedere le
portaerei sullo sfondo.


Inoltre, tecnologia
e militare sono due parole super-correlate
qui negli USA.
Ecco cosa hanno potuto mostrare dei loro segreti remix. Introduce JC
Herz
(una
consulente della difesa che viene dal campo dei giochi).

Il punto centrale è l’elaborazione video in tempo reale. La prima cosa vista
è stata una applicazione di Eye-Tracking che -appunto in tempo reale-
mostra cosa viene colto dallo sguardo quando -ad esempio- siete alla guida di
un’auto.
La seconda applicazione in real-time è PAZZESCA. Un
sistema -dotato di telecamera- che RICOSTRUISCE IN REAL TIME il 3D di tutto ciò che
vede.
Ovvero, voi andate
ingiro per casa, ed uscite con il progetto 3D già fatto (pattern compresi).
Clamoroso!

Emerging Massive Media ***

Quale il nuovo panorma in un mondo dove potenzialmente TUTTI SIAMO BROADCASTER
e tutti produciamo contenuti? Cosa succede se tutti possono remixare liberamente
i contenuti degli altri? Ne parla Paula Le
Dieu
(coDirector
Creative Archive, BBC).

In poche parole, persino la monacale BBC si è improvvisamente resa conto di quanto
enorme si il suo archivio di trasmissioni e contenuti prodotti e trasmessi, ed
ha preso atto di due cose: 1) non è per nulla certo che in futuro la BBC potrà
continuare questa enciclopedica opera di memorizzazione di tutto. 2) l’opportunità
di attingere a tutti questi contenuti passati e remixarli e -di per sé-
una nuova via per produrre qualcosa di nuovo. Ecco quindi che la BBC (come da
nooi BLOG) ha cominciato a remizare, riprendere, rimodellare il vecchio e farne
il nuovo.

…prendendosi persino una denuncia per violazione del copyright. Eppure, Paula è qui
a mostrare slide con scritte come:"RIP,
REMIX and SHARE
".

The Economics of the Long Tail
*** + Conversation
Chris
Anderson
,
Editor in Chief, WIRED Magazine.

"Forget macroeconomics. While you’re at it, forget microeconomics,
too. The really interesting new work is in nanoeconomics, or economic behavior
in markets of a million niches far down the long tail of demand".
Tutto
lo speech parte da questo articolo.

Siamo passati dall’esplosione della varietà di prodotti, all’esplosione
delle informazioni sui prodotti. Questo cambio di paradigma scolvolge il
modo in cui le persone acquistano
e consumano, proponendo degli scenari
economici super-incoraggianti per tutto ciò che è on-line. Ma questa è solo
la punta dell’iceberg. Qui si parla del modo in cui i consumatori digitali
stanno ripensando (remixing) se stessi.

Joe Kraus (Founder, DigitalConsumer.org) interviene nella conversation.

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Conclusioni
Mai vista una Conferenza così piena di stimoli concreti.
Ben organizzata, con mattina plenaria e pomeriggio con "n" talk concorrenti,
l’eTech da la possibilità di crearsi il proprio percorso all’interno della
Conferenza.
A margine, gli eventi interni di presentazione di prodotto o semplice incontro,
organizzati da Apple, Nokia, Yahoo, ASKJeeves, ed altre compagnia semi-sconosciute
in Italia.

I temi caldi sono: SEARCH, SOCIAL NETWORKING, WEB-APP. Se siete su uno di questi
campi, qui in California vi piioverrano soldi addosso. Lontano da qui o fuori
da questi campi, pure che abbiate le astronavi, non pioverà un
bel niente.

Il dressing code qui non esiste e questa gente NON è il "popolo
degli informatici". Qui sono presenti personaggi molto trasversali.
Gente che fa fatica a darsi una definizione precisa. Certo, se chiediamo
la professione a quelli che passano in corridoio molti diranno SW Engineer,
ma se poi gli chiedi come passa la giornata o su cosa lavora, scopri
che solo una minoranza di questi SW E scrivono codice. Phil Torrone,
lavora in una sorta di agenzia pubblicitaria!
Molti altri mi hanno detto frasi del tipo:"Io lavoro
sul PROGETTO…
" e
non è che siano tutti assunti a legge Biagi! Qui i progetti sono qualcosa
su cui -in generale- puoi contare al punto che diventa parte dell’identità che
tu racconti agli altri.

Una nota la merita un revival del Negropontiano pensiero.
Qui samo ben lontani dal Massachusset, ma era da tempo che non sentivo
tante cose legate al MIT.

E’ comunque difficile parlare di conclusioni…

ma qui a SAN DIEGO è accaduto
qualcosa. Noi -in Italia- ne "sentiremo (forse) soltanto parlare".
Infine, più o
meno dentro alle quattro pareti di casa, chi può continuerà ad
innovare lottando contro tutti, e vedendo la sera al TG qualche minuscolo ministro
parlare di innovazione.

A proposito, vi siete chiesti come mai il world
tour degli U2
parte proprio da San Diego?

Oppure: Sapete perchè alla conferenza sulle tecnologie emergenti la Apple
conta su ben oltre il 50% di penetrazione del mercato?

E perchè poi -anche se è Marzo- qui danno da bere solo acqua ghiacciata
persino prima, dopo e durante il pranzo?

…l’unico modo per rispondere è trascorrere un paio di settimane in California.
E se andate a San Diego non portatevi nulla tranne bagaglio a mano e Surf. Buon
viaggio. :)

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Leandro Agro

Leandro Agro
Founder of Idearium.org, the first Italian eZine/community for UX designers, and co-producer of the Interaction Frontiers conference. Design & Vision Director at Kallideas Spa + Partner at SrLabs Srl. Leandro has more than 12 years of experience as an interaction designer and manager of IxD teams. He specializes in next generation user interfaces that provide human-like interaction with intelligent virtual assistants. At Kallideas, in Milan, Italy, Leandro is providing detailed specifications for the behaviors of such virtual assistants, including gesture, language, and social skills; defining emotional models that let these assistants respond to the moods of users; and designing visual user interfaces and voice-recognition systems. Before joining Kallides, Leandro was Advanced Design Director at the innovative startup SrLabs, where he focused on eyetracking for the usability market. While there, he led a design team that created the first hands-free, multimodal GUI with voice and gaze input. . Previously, he was co-founder and Vice President of a large eConsultancy with offices in Milan and Boston. Leandro studied interaction design at the Domus Academy, in Milan, Italy. He is actively involved with the Milano Bicocca University, TorVergata University, and others. Leandro is a prolific writer on topics from IxD, usability, and UX to natural, multimodal user interfaces. http://www.leeander.com
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