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C’era una volta il cellulare che diventò computer

February 19th, 2005 di Michele Sciabarra
in | Letture: 2680

Come, senza accorgercene, the next-big-thing dell’informatica è arrivata tra di noi. Con il nome di “smartphones” ha cambiato la vita di chi è più ricettivo nell’aprire i pacchetti tecnologici che ci vengono “propinati” quando compriamo qualcosa, ed è arrivato non dall’alto (i computer che si riducono a palmari) ma dal basso (i telefoni che crescono fino a diventare computer).

Nella notte dei tempi nacque il telefono cellulare. Era agli inizi
grosso e pesante: veniva infatti spesso usato al posto del mattone per rapinare le gioiellerie. Inoltre telefonare costava un mare di soldi (ancora ricordo le terribili mille lire al minuto dei primi tempi).

Ma fu un succcesso: prima come status simbol. "Caspita", pensavano le ragazze, "questo telefona al cellulare come fosse niente; sicuramente è un tipo che ha un sacco di soldi, quindi è molto sexy".

Poi piano piano il cellulare è arrivato nelle tasche di tutti. Perfino nella mia. Per quanto io sia considerato dai più un tecnomaniaco, la verità è che non lo sono: ancora oggi organizzo le mia giornata con carta e penna. E tutto questo dopo aver posseduto tre diversi modelli di palm, uno sharp zaurus, un motorola accompli a008, un Nokia 3660, attualmente Nokia 6600; e sto ripetutamente minacciando le casse della ditta con l’intenzione di voler acquistare un (costosissimo) SonyEriccson P910i (anche se continuo a rimandare nella speranza di veder comparire qualche sconto sostanzioso).

Ma nessuno di questi dispositivi ha mai soddisfatto le mie necessità organizzative. Forse perché il mio modello mentale di organizzazione più che un organigramma sembra un piatto di spaghetti alle cozze.

Quindi avevo rinunciato a ogni speranza di avere un "palmare" che serva a quello che tutti dicono (mentendo) che serva: organizzarsi, gestire gli appuntamenti, avere una rubrica, fissare un calendario. …Infatti non so perchè vengono sempre omessi i videogiochi.

Nella mia vita pratica, gli appuntamenti ci sono quando il tipo si presenta (inatteso) nel tuo ufficio; la rubrica dei numeri di telefono è quel foglietto sparso che si trova nella tua scrivania (di solito lo scontrino della tintoria). Infatti questo foglietto viene regolarmente recuperato dal cestino della carta straccia quando ti serve il numero. Il calendario è buono al più per fare una statistica degli appuntamenti rimandati o andati a buca della settimana.

Ragion per cui dopo aver distrutto il mio accompli a008 in vicissitudini che non posso raccontare dato che il sito non è rated "violento - non adatto ai bambini", mi ero orientato all’acquisto di un TELEFONO PER TELEFONARE.

Per intenderci, il buon vecchio motorola accompli 008 era un quasi palmare: acquistato nella speranza di non dover portare in tasca sia un palm che un ericcson, il primo per cercare i numeri di telefono (quei pochi che venivano trascritti dalla mia cernita settimanale del cestino) e il secondo meramente per telefonare.

Sulle prime il mio accompli era una bella cosa, era perfino PROGRAMMABILE IN JAVA. Ma in realtà era scomodo. Agenda MAI USATA, difficoltà di data-entry (paragonabile all’arte di fare graffiti nelle caverne).

Cercare la penna per comporre il numero era diventata un’ostacolo che causava rovinose cadute quando dovevo telefonare mentre prendevo l’autobus. Una volta ho dato una serie di gomitate negli occhi a una signora (un po’ bassina per la verità) mentre componenevo un numero con cellulare e pennino.

Quini dissi BASTA, voglio un telefono. Solo un telefono. Nient’altro che un telefono. Esclusivamente un telefono. Un normalissimissimo telefono. Beh… però magari con qualcosina di simpatico. Per esempio, almeno un po’ di Java per i giochini, e nulla più.

E quindi dopo un po’ di giri, scelsi, l’anno scorso, un Nokia 3660. E lì cambiò il mio modo di vedere le cose sui telefoni-quasi-palmari e i palmari-un-po’-anche-telefoni. Il nokia 3660 infatti è uno strano strumento perché è molto ben camuffato da telefonino.

Lo guardi e sembra un telefono. Lo prendi in mano e pesa come un telefono. Un po’ pesantino per la verità, ma storicamente ho avuto telefoni più pesanti. Premi i tasti NUMERICI e telefoni. E’ un telefono, serve per telefonare. E lo si può fare nel modo che di solito si usa con i telefoni: non zapping con il pennino su un touch screen. Non digitazioni su tastiere qwerty a scorrimento con trishift a due mani per attivare i numeri sennò scrivi "bfsdjkfji" invece di "334765378".

Almeno un telefono mi sembrò al momento dell’acquisto. E lo acquistai nel momento in cui io, normalmente considerato uomo bionico per la quantità di appendici tecnologiche che ci circondano, mi ero immedesimato nella categoria dei tanti, normalmente definiti dai tecnici, altezzosamente, UTONTI. E infatti per un po’ lo usato SOLO per telefonare. Poi o cominciato a girare per i menù, e l’ho trovato molto ricco di funzioni. Poi ho cominciato a scaricare i giochini in Java, e ho visto che erano carini.

Insomma, un telefono apparentemente nella categoria dei telefoni "normali" compresa una media programmabilità videoludica. Per la verità l’esistenza del Java sposta già il telefono su una categoria diversa, perché già diventa "estendibile", e quindi almeno
in senso lato PROGRAMMABILE. Ma al di là dell’elemento tecnico, a questo punto sostengo che dal punto di vista dell’utente NON si può ancora definire un computer. Semmai è come una console per videogiochi, metti la cartuccia e giochi.

ngage

Questo tipo di telefoni-console è una categoria molto ampia ad oggi. Praticamente lo sono tutti i telefoni che costano almeno un euro oltre i 100.

Un computer invece è generalmente un dispositivo un po’ diverso e più generale, con il quale si può fare un po’ di tutto. Una console è un po’ meno di questo. Per questo motivo non considero ancora dei
"computer" i telefoni che hanno solo la programmabilità in Java. E’
una distinzione puramente di tipo "tassonomico", perché tecnicamente SONO dei computer, hanno un processore e un software.

Ma la programmabilità è accessibile in maniera parziale, e non è la loro principale prerogativa. Le caratteristiche che invece caratterizzano i nuovi cellulari "smart" (detti anche volgarmente smartphone) è la loro programmabilità a tutto tondo, compresa la dotazione di un VERO sistema operativo, e la possibilità di intervenire con il software su qualunque aspetto del telefono, che sia l’avvio, i menù, la possibilità di rompere le scatole con il bluetooth e internet eccetera eccetera.

Il mio nokia 3660 era, inavvertitamente, un VERO smartphone, e io questo non lo sapevo. Davvero, GIURO che quando l’ho comprato NON avevo notato che era "basato sul Symbian operating System 6.1". Me ne sono accorto troppo tardi, dopo aver constatalo la ricchezza dei menù e delle interfacce e ho scoperto il nutrito software aggiuntivo che si poteva trovare su Internet (molto, buono, e spesso gratuito).

Sofware che non erano SOLO giochi. Dal punto di vista dell’utente il mio smartphone mi ha rivelato un mondo nuovo in quanto è in grado di:

  • navigare sul web (e non solo wap)
  • accedere alla posta elettronica (non solo sms ma anche email, e usando IMAP e quindi condivido le caselle con il mio client desktop!)
  • visualizzare allegati in formato doc e pdf (già)
  • farmi chattare con i protocolli di instant messaging più noti (ICQ, MSN etc etc)
  • accendere e cambiare canale della televisione (davvero!)
  • visualizare ebook
  • in abbinata con un "navigatore satellitare", fornisce i percorsi per perdersi prima e meglio.

e molto, molto altro.

Ecco, QUEL cellulare ha passato il confine verso il computer, confine solo accennato ma non definitivamente oltrepassato dai molti telefoni che offrono si i giochi Java ma si fermano lì (e potrebbero in realtà fare molto di più). Ma sul mercato ci sono ancora molti altri cellulari che non permettono di fare questo.

Quindi è il momento di trarre una morale. In principio sono nati parecchi ibridi palmare-telefono in molte e diverse forme. Ma non hanno avuto un grandissimo successo. La via che sta portando ad un successo planetario la nokia è quella di fornire dei dispositivi che assomigliano in tutto e per tutto a dei telefoni (compresi i limiti della tastiera solo numerica), ma hanno dentro il potenziale di un vero computer.

In pratica ci stanno vendendo degli smartphone dentro, che di fuori sembrano dei normali telefoni vecchio stile. Per capire come funziona basta consultare un catalogo MediaWorld. Nella categoria "smartphone" accanto ai computer c’è un dispositivio Treo 600, un telefono che però presenta una tastiera Qwerty invece del tastierino numerico. Nello stesso catalogo 3 pagine più avanti sono presentati come "telefoni" vari Nokia con un tastierino numerico.

Però io SO (e voi lo sapete pure) che in realtà quei Nokia oggi sono più "smart" come sofware dello smartphone Treo. E tantissimi oggi comprano degli smartphone… senza saperlo!

nokia6600

Per esempio il Nokia 6600 è incredibilmente diffuso, è il telefono che vedo pi spesso in circolazione al momento. E ho capito che qualcosa è cambiato. Prima il pc, poi internet.

La "next-big-thing" è già nelle vostre tasche, ed è il cellulare che avete comprato perchè aveva la fotocamera, ma ha già dentro un sistema operativo programmabile.

Non lo sapete ancora (come non lo sapevo io) ma la vosta vita è già cambiata. La mia vita è in effetti cambiata: oggi uso più il cellulare per leggere la posta elettronica del pc, e a volte lo faccio perfino quando sono tranquillamente seduto alla scrivania con il pc acceso, aperto e collegato ad Internet…

4 Responses to “C’era una volta il cellulare che diventò computer”

  1. Vincenzo Says:

    Ma sei riuscito a farlo funzionare con il tom tom?

  2. michele Says:

    come si chiama il programma per cambiare canale?

  3. mariapaola Says:

    senti io ho capito pochissimo di quello che hai scritto,ma voglio solamente sapere se i giochi che
    scarico dal cellulare (motorola RZVX o qualcosa del genere)in che modo li posso vedere sul computer,e’ possibile?Magari giocandoci a tutto schermo! Un’altra cosa,se mi permetti e cioe’
    scaricare i giochi dal computer o meglio i file su cd o dvd non so’,in poche parole copiarli si puo’?
    Lo so’ che e’ illegale ma…..

  4. DANIELE MAURO BANDINI Says:

    vagando nei motori di ricerca per cercare di dare delle risposte a miei quesiti mi non imbattuto nel Vs. sito e spero possiate darmi una mano: premetto che non sono un esperto di informatica perdonate quindi le mie difficoltà e imprecisioni; si tratta di questo, vorrei sapere se un utente dal telefono cellulare, chiamando un classico risponditore ad albero (tipo telecom) può interrogare un database (tipo access) presente in rete e quest’ ultimo fornire risposta a questa interrogazione in automatico mediante un sms (ipotizziamo la prenotazione di una prestazione sanitaria dove io devo ricevere le informazioni con il nome dello specialista, la data della visita, l’ ora e il costo della prestazione) e continuando…. una volta
    ricevuto il messaggio contenente le informazioni può l’ interessato richiamare e accettare la prenotazione con conseguente aggiornamento automatico del data base che dovrebbe riinviare il messaggio di conferma definitiva. grazie Daniele Bandini

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Michele Sciabarra

Michele Sciabarra
Mi piace definirmi un programmatore, o almeno questo è il mestiere che sento il mio, nel profondo dell'annimo. Tuttavia i fatti mi dicono che la mia attività reale è un'altra, anzi parecchie altre. Per molto tempo sono stato un Formatore, specializzato in Java prima e Linux dopo. Ancora oggi tengo corsi, anche se non così frequentemente come gli anni passati. Ne avrò tenuti finora almeno un centinaio, ma forse sono parecchi di più; semplicemente ho perso il conto.<br><br>Anche se <A HREF="http://michele.sciabarra.com/page/Main" target="nuovo">ho scritto un paio di libri</A>, quello che adesso sono, più precisamente, è Imprenditore. Ho una azienda, chiamata <strong><A HREF="http://www.eprometeus.com/" target="nuovo">ePrometeus</A></strong>, che sviluppa soluzioni software per Internet, usando prevalentemente tecnologie OpenSource (e Java, che non è Open Source, sigh!, ma è molto OpenSource-friendly).
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