IDEARIUM.ORG è un progetto di Leandro Agrò & Andrea Benassi. Collaborano: Matteo Penzo, Daniele Cerra, Aaron Brancotti, Teresa Colombi, GianAndrea Giacoma e di tutti gli autori.


I muri dell’e-learning

December 17th, 2004 di Daniele Cerra
in | Letture: 5534

Quando i pregiudizi e le barriere psicologiche diventano i veri nemici dell’eLearning.

Nel corso degli ultimi anni l?e-learning è stato visto di volta in volta come una rivoluzione o come un completo fallimento. C?è chi lo ha demonizzato ? e purtroppo continua a farlo ancora oggi ? additandolo come un surrogato alla moda e a basso costo della formazione tradizionale che pone tecnologia e aspetto economico al di sopra di quello didattico, e c?è invece chi lo considera la panacea di tutti i mali dell?era dell?informazione (o come dice qualcuno ?dell?accesso?) che, attraverso non ben definite potentissime tecnologie Web, è destinato a mandare in soffitta qualsiasi altra forma di trasferimento di competenze e conoscenze.
Pare superfluo sottolineare come queste due posizioni estremizzate siano di solito sostenute da chi non ha esperienza diretta di progettazione e gestione di sistemi di e-learning. Ormai infatti le tecnologie e le metodologie di Instructional Design legate all?e-learning si sono consolidate raggiungendo un livello medio di sufficienza diffuso su larga scala, e si è altrettanto radicata la consapevolezza che concetti come efficacia didattica ed economicità sono quanto di più relativo possa essere detto aprioristicamente sull?e-learning: ogni caso fa storia a sé.
Se tali punti di vista sembrano oggi paradossali - tuttavia non per questo poco diffusi come può facilmente sperimentare chi si occupa di progettazione di e-learning in ambiti aziendali o scolastici - indagare sulle motivazioni che portano a formulare tali opinioni può mettere in luce alcuni aspetti relativi alla realizzazione di corsi di e-learning o sistemi di knowledge management che siano efficaci e di successo.

 
Il peso del pregiudizio
Quando ci si inserisce in un sistema strutturato secondo logiche fortemente consolidate e si propone un?innovazione accade spesso di trovarsi di fronte a dei veri e propri muri costituiti dalla non conoscenza delle opportunità derivanti dall?innovazione, dal pregiudizio nei confronti di ciò che può cambiare quello che ?è ed è stato fino a oggi? e dalla mancanza di motivazione per modificare il proprio modo di agire secondo nuove regole.
Per quanto riguarda il caso specifico dell?e-learning, perché tale innovazione venga accettata e sfruttata al meglio, in altre parole perché non fallisca, è necessario innanzi tutto abbattere le barriere psicologiche e i pregiudizi che vengono innalzati sia dai discenti sia, con conseguenze molto più gravi e motivazioni più ?colpevoli?, da chi come i docenti o i formatori devono essere parte attiva e propositiva della realizzazione dei corsi on-line. Una volta abbattute le barriere psicologiche, sarà certamente più semplice superare anche quelle tecniche e tecnologiche che, in passato, troppo spesso sono state additate come l?unica causa del fallimento dei progetti di e-learning. Per la loro particolare criticità , analizzeremo alcune delle barriere psicologiche relative alla sfera di chi è coinvolto nei processi di creazione dell?e-learning.
 
I sistemi scolastici
Nel mondo scolastico la paventata adozione massiccia dell?e-learning rappresenta di fatto una rivoluzione non solo della metodologia didattica ? che grazie all?apporto dell?e-learning acquisisce nuove potenzialità ? ma anche del processo di produzione degli oggetti di insegnamento e dell?organizzazione interna. Sia nell?ambito dell?insegnamento primario sia in quello universitario o post universitario, quando infatti si decide di integrare i propri sistemi didattici con corsi erogati on-line ci si trova a dover far fronte a un?esigenza organizzativa e produttiva che richiede il cambiamento di alcuni schemi tipici degli ambienti scolastici.
 
Poiché infatti realizzare un corso di e-learning richiede conoscenze e metodologie che ben di rado fanno parte del patrimonio del personale docente, è necessario o diffondere tali competenze, o in alternativa trovare chi le possegga e sia in grado di trasformare il sapere dei docenti in corsi on-line.
Nel primo caso, consigliabile dal punto di vista didattico in quanto i detentori del sapere ne gestirebbero direttamente le modalità di divulgazione, si rende necessario trasformare i docenti in discenti e richiedere, successivamente all?acquisizione delle nuove competenze, uno sforzo produttivo che si aggiunge a quello tradizionalmente sostenuto dalla forza docente. Inutile sottolineare come tale soluzione sia destinata a far sorgere forti resistenze psicologiche che possono essere rese esplicite o, più spesso, taciute e quindi più difficilmente affrontate.
La seconda opportunità , che dovrebbe dare più garanzie di qualità e suscitare meno resistenze da parte del personale docente, si scontra con la realtà economica dei diversi istituti didattici che non affatto scontato possano permettersi di ampliare il proprio organico con Instructional Designer specializzati in on-line learning o tutor per la gestione dei corsi e dell?attività didattica. Quest?ultima soluzione potrebbe inoltre suscitare dubbi da parte del personale docente che si vedrebbe esautorato di parte dei propri compiti.
 
Le aziende
La situazione nelle aziende è spesso ancora più complessa dal punto di vista delle barriere psicologiche. I processi didattici infatti sono meno lineari (vedi l?articolo ?e-learning o Knowledge management??) al punto che spesso si perde la distinzione tra emittenti e destinatari della conoscenza, inoltre sono ancora più forti le resistenze ai cambiamenti e all?apprendimento tra gli adulti piuttosto che tra i giovani. Nell?azienda ritornano così di primaria importanza le barriere psicologiche anche lato utente, cioè quelle che, come insegna l?andragogia, rendono meno incline l?adulto a intraprendere percorsi di formazione che possano mettere in discussione i propri schemi mentali e le conoscenze acquisite con l?esperienza di anni. Oltre a lavorare sulla motivazione del discente, è necessario anche saper abbattere le barriere psicologiche che si stratificano quando a un dipendente o un collaboratore viene richiesto di condividere le proprie conoscenze con i colleghi attraverso un sistema di knowledge management. Se infatti è già complesso motivare una figura aziendale a intraprendere un percorso di formazione continua on-line che, pur essendo faticoso, presenta il chiaro vantaggio di aggiornare la professionalità personale, ben più difficile è indurla a divulgare il proprio sapere a favore di colleghi che, in molte aziende, sono visti in realtà come concorrenti interni.

Bastone o carota?
Le considerazioni precedenti puntano a sottolineare l?esistenza di problemi che devono essere necessariamente presi in considerazione quando ci si avvicina all?e-learning. Purtroppo la soluzione a tali problemi non consiste in una formula valida in ogni situazione in quanto di fatto le variabili delle diverse realtà didattiche e l?eterogeneità dei profili psicologici e motivazionali delle persone che ne sono coinvolte richiedono una valutazione caso per caso. Come esistono università illuminate in cui i professori hanno voluto farsi promotori dell?innovazione sobbarcandosi carichi di lavoro aggiuntivi, così ci sono situazioni dove ogni minimo cambiamento è percepito come una minaccia da scongiurare.
Ciò che sicuramente può influire positivamente sull?accettazione del cambiamento è lavorare sulla motivazione. Al di là di discorsi retributivi o economici non sempre possibili, il cambiamento dei processi didattici può essere percepito più positivamente se se ne comunicano i vantaggi (per docenti e discenti o tra colleghi) che ne derivano piuttosto che se viene imposto dall?alto come editto dal quale non ci si può esimere.
Da questo punto di vista è fondamentale elaborare a livello strategico una politica di marketing dell?e-learning mirata a diffondere all?interno del personale docente o di ambiti aziendali il valore dell?innovazione intrapresa e a comunicare le opportunità che derivano da una partecipazione attiva al progetto.

One Response to “I muri dell’e-learning”

  1. rita Says:

    Gentile Dottor Daniele Cerra,

    sono una studentessa e sto facendo la tesi sulle resistenze/difficoltà di apprendimento dell’adulto. Uno degli aspetti in particolare che mi interessa sono proprio le resistenze verso e- learning. Ho letto il suo articolo sui i muri dell’e-learning del 17 Dicembre 2004. Mi potrebbe indicare qualche bibiografia o sitografia per indagare meglio su questo aspetto?

    La ringrazio
    Distinti saluti

    Rita Alessandroni

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Daniele Cerra

Daniele Cerra
Direttore responsabile di testate giornalistiche (Enjoyin - www.enjoyin.it - ) e giornalista pubblicista freelance(WinMagazine, InternetMagazine e altre testate), svolgo da diversi anni attività di progettazione e consulenza come Web Content Manager, Instructional Designer e (Business) Community Designer per grandi aziende. Per saperne di più su di me e i miei interessi... www.danielecerra.it
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