Liberatutti: la community che ti viene a trovare
December 15th, 2004 di Marco Mattioliin accessibilità , Liberatutti | Letture: 5646
Accessibilità ? Ecco la testimonianza concreta di Liberatutti: community dedicata alla disabilità .
Mi presento, sono il gestore di Liberatutti <http://www.liberatutti.it/> , una community online dedicata alla disabilità . Provo qui a raccontare l?esperienza di questa community, gli obiettivi raggiunti, e i metodi per raggiungerli, descrivendo quello che potrebbe essere definito asetticamente un progetto, ma che per noi che vi partecipiamo attivamente è sicuramente molto di più. Parlando di disabilità non posso non iniziare da una delle paroline magiche più attuali sull?argomento: l?accessibilità dei contenuti digitali.
L?accessibilità non è talvolta questione di grandi ideali, ma di piccole soluzioni.
Ormai termini quali ?accessibilità ? e ?usabilità ? dei siti web sono diventati familiari un po? a tutti gli utenti di internet.
Cercando ?accessibilità ? in Google vengono rilevate 462.000 corrispondenze, e questo non può che essere salutare per una corretta ristrutturazione della Rete delle reti.
Il problema è che spesso questi termini rimangono confinati in un limbo teorico, sradicati dalla loro valenza iniziale, e usati per alimentare dibattiti interminabili sull?uso o meno delle tabelle in html , sul fatto che sia meglio usare div id anziché div class o viceversa, sullo stabilire il perfetto contrasto cromatico in una pagina web.
Accessibilità per l?accessibilità a volte, e non accessibilità per l?utente finale.
E? a mio modesto parere, anche fatta di quotidianità la questione dell?accessibilità dei siti web.
Di espedienti ?napoletani?, di prove e controprove con utenti con limitazioni visive e/o motorie, di capacità da parte dei web designers di comprendere finalmente che non tutti hanno a disposizione una connessione fastweb, non tutti hanno un monitor 19 pollici, non tutti usano una risoluzione elevatissima, e non tutti insomma hanno voglia/motivazione/possibilità di perdere troppo tempo per decifrare interfaccia e contenuti di un sito web.
Nota: leggere dieci libri sull?accessibilità non vale quanto installare Jaws e usarlo almeno per un?ora
I tempi in rete sono veloci, e i siti potrebbero essere paragonati a dei negozi: perché dovrei andare in un?attività commerciale con la porta nascosta in cima ad una rampa di scale, gli scaffali raggiungibili solo tramite sgabello, il commesso assente e i prodotti senza etichetta?
Se non spalanchiamo le porte della nostra attività , come del nostro sito web, i clienti (visitatori) che vi entreranno saranno una minoranza, la minoranza appunto, che è riuscita a superare la ?selezione all?ingresso?.
Ma di questi tempi, più che di buttafuori (metaforici) all?ingresso, avremmo bisogno di ?buttadentro?, proprio come avviene di fronte alle pizzerie di Trastevere o di Venezia.
E per buttar dentro occorre garantire agli utenti di trovarsi più o meno tutti sulla stessa griglia di partenza al momento di entrare in un sito, non dare a nessuno la sensazione di sentirsi indesiderato o impossibilitato di fruire completamente dei servizi offerti.
Tecnicamente vuol dire offrire diversi layout (impostazioni) di visualizzazione. Vuol dire creare dei css (fogli di stile) che permettano di ingrandire i testi, di invertire il contrasto dei colori, di stampare una pagina del sito senza consumare ettolitri di inchiostro.
Vuol dire disseminare le pagine di suggerimenti visivamente nascosti, ma che siano immediatamente recepibili dalle sintesi vocali (i software usati dai non vedenti per ?ascoltare? i contenuti di una pagina web, di cui il più utilizzato è Jaws).
Se un utente non vedente si autentica nel sito, è in grado di percepire immediatamente di essere stato riconosciuto?
Siamo sicuri che sulla sommità di ogni pagina del nostro portale venga indicato esattamente in che pagina siamo?
Insomma, stiamo aiutando l?omino (termine affettuoso per descrivere la voce sintetica di Jaws) a raccontarci quello che incontra? A dirci dove siamo? A farci capire che siamo in un sito e non in un altro?
E siamo sicuri che tutti gli utenti del nostro sito siano in grado di ?srotellare? con il mouse sopra e sotto, a destra e sinistra, senza troppa fatica?
A questo proposito dovremo accertarci di aver inserito nel nostro sito un giusto numero di access keys o tasti rapidi, con sobrietà e misura, altrimenti cadremmo nel terribile ?disability clash?, ovvero scontro tra disabilità , termine che conio in questo momento e sul quale pretendo i diritti d?autore sino alla quarta generazione
The Disability Clash
Cosa intendo con scontro di disabilità ? Semplicemente il pericolo di focalizzare l?ergonomia di un sito a tutela di una particolare fascia di utenti, rischiando di creare ostacoli per gli altri.
Se riempio il sito di access keys o tasti rapidi, per facilitare chi ha grossi problemi di movimento delle mani, rischio di creare un?interminabile sfilza di letterine o numeretti che gli utenti non vedenti saranno costretti a sorbirsi ogni volta che Jaws li incontrerà .
Se creo un sito con caratteri molto grandi, che venga incontro agli ipovedenti, cioè a chi ci vede poco, rischierò di creare pagine di una lunghezza interminabile, ostiche quindi per chi, come dicevamo prima, non gradisce srotellare troppo, o per chi semplicemente ha una risoluzione video molto bassa, e vedrebbe pagine chilometriche.
Sarebbero (e sono) quindi infinite le prove da fare, dovendo non solo usare tutti questi accorgimenti, ma assicurandosi che il tutto sia visto correttamente con varie risoluzioni, con vari browser, con vari dispositivi.
Per non incorrere quindi in questi conflitti, occorrerebbe progettare un sito cercando di renderlo mediamente facile per tutti, mediamente gradevole per tutti.
Il mediamente è forse la parola chiave, il cercare di coprire più eventualità di fruizione possibili.
Il tenere conto che accessibilità e usabilità non sono solo parole destinate alla persona disabile e/o con esigenze particolari.
Quando ho freddo in casa e le dita fredde e stremate dal lungo picchiettare sulla tastiera mi fanno male, benedico il fatto di trovare in un sito dei menu accorpati, vicini, e in cima alla pagina che non richiedano uno spostamento acrobatico del cursore.
Quando mi bruciano gli occhi o un calo di vista, sono felicissimo di poter scegliere tra più grandezze di visualizzazione, esattamente come quando dopo che torno da una semplice visita oculistica, con l?atropina negli occhi, trovo sollievo nel poter selezionare un fondo scuro per le pagine che visualizzo.
Insomma, tutti abbiamo il nostro quarto d?ora di disabilità , parafrasando Andy Warhol, e non tenerne conto sarebbe poco intelligente e poco lungimirante, nonché poco produttivo parlando da gestore, venditore o tecnico di servizi web.
Ok, abbiamo parlato di tecniche, sintesi, css, usabilità …ma le persone?
Liberatutti è una community, e come tale si fonda esclusivamente sulle persone, e sul valore aggiunto che chilometri di parole, profili, foto, aggiungono ogni giorno al sito.
Una volta costruita l?intelaiatura, edificato il codice, finito di ?stuccare? il layout, si aspettano ovviamente gli ospiti.
Ricordo perfettamente la festa per le 200 pagine viste il primo giorno di Liberatutti (3/3/2003).
Ricordo le 5000 pagine viste il giorno del primo compleanno di Liberatutti.
Ricorderò sicuramente il giorno (preventivato per gennaio 2004) in cui raggiungeremo il primo milione di pagine viste.
Dati esigui forse, per altri tipi di portali. Insperati per noi che parliamo di disabilità .
Soprattutto per noi, che parliamo disabilità senza darlo troppo a vedere, mi spiego meglio:
nel portale non ci sono carrozzine, cateteri, arcobaleni colorati, e tutto quello che di solito soddisfa l?audience quando si parla di queste cose. Non ci sono i bannerini lampeggianti con foto di ragazzi down sorridenti, o i pop up che offrono il ?calendario dei disabili?.
Non c?è insomma il clima di ?festa dell?associazione? che spesso caratterizza i siti del settore.
Come dicevo prima, credo che la caratterizzazione vera stia nell?inseguimento di una sempre maggiore ergonomia del design, nel creare le basi di partenza per una convivenza allargata e semplice per tutti.
Che il sito parli di disabilità si intuisce, se si leggono le news, se si leggono alcune rubriche, se si analizza il forum.
Ma abbiamo voluto evitare di ostentare una forte identità ghettizzante, che potrebbe inibire il ?visitatore per caso? che ha trovato il nostro sito cercando in Google ?chattare gratis?, per esempio.
Credo che quando si parla di argomenti come la disabilità , a volte molto duri, si debba dare la possibilità agli altri di conoscerci, di annusare con circospezione, di incuriosirsi, più che ribadire un?identità forte della community.
Questo perché il sito ha una sua identità forte per definizione, parlando appunto di argomenti forti, e attenuandone l?impatto (la forma) possiamo permetterci di non attenuarne i contenuti.
Oltretutto credo anche che nel 2005 si possa parlare di disabilità in modo chiaro e naturale, abbandonando finalmente le impostazioni pietistiche o assistenzialistiche che l?immaginario popolare vuole legate a certi temi.
Tra i quasi 900 iscritti a Liberatutti posso ad occhio e croce contare un buon 85% di persone disabili, di tante fasce d?età , di diversa provenienza geografica, con diversa disponibilità economica.
Ognuno ha qualcosa da dire, da aggiungere, da proporre, e soprattutto ognuno può portare un?esperienza di vita che inneggia al rispetto della diversità , pur nell?amore per l?uguaglianza.
E se ci sono 25000 messaggi nel forum (in soli 10 mesi di vita del sito) che raccontano tutto questo, vuol dire che il volersi raccontare e confrontare è un?esigenza tangibile, e non l?astrazione di un webmaster con ?un?idea meravigliosa?, citando il mai dimenticato Cesare Ragazzi.
Community aperte, community chiuse?
Può sembrare una domanda stupida, ma la community è come un organismo vivente.
Introdurre al suo interno elementi nuovi può rafforzarlo come comprometterlo.
Ti faccio degli esempi molto concreti: recentemente ci siamo ?aperti? agli utenti non vedenti. Non che prima l?accesso gli fosse negato ovviamente, ma storicamente, e per motivazioni personali, all?inizio tendevamo a concepire la disabilità come ?sedia a rotelle?, e lo facevamo inconsciamente. Quando ci siamo resi conto dell?errore abbiamo dedicato innanzitutto molte più news ai non vedenti, inoltre abbiamo realizzato una delle pochissime chat perfettamente compatibili con Jaws, testata a partire dalla versione 4.5 della sintesi.
Abbiamo inoltre chiesto a tutti gli utenti di accompagnare le immagini inserite nel forum con descrizione testuale, e abbiamo introdotto nelle pagine di profilo la possibilità di inserire un file audio oltre che fotografia personale.
Ci sono stati all?inizio alcuni problemi di convivenza, dibattiti su ?io sono più disabile di te?, ?tu prendi la pensione più alta?, che sono dibattiti poi reali nel mondo della disabilità e non nascono certo in Liberatutti, ma alla fine la convivenza si è rafforzata in un modo bellissimo, ed una delle poche cose che mi rende orgoglioso, è vedere la sera ragazze e ragazzi ciechi poter chattare.
Dicevo, come community viviamo di accessi, di interscambi, e per questo cerchiamo in tutti i modi di aprirci al mondo esterno, a volte sbagliando obiettivo, come capitò nei primi mesi di vita: la voglia di ?internazionalizzazione? ci aveva fatto iniziare collaborazioni con grosse communities estere tipo yourable <http://www.yourable.com/> in Inghilterra, o grossi forum americani. Collaborazioni che come abbiamo imparato, non possono essere gestite al meglio da una community volontaria e che rischiavano di impantanarci in ore di traduzioni, e di disperdere le forze di chi ci stava dando una mano.
Come ?compitino? per il 2005 stiamo osservando attentamente la nascita di nuovi piccoli siti, e abbiamo in mente di creare un piccolo network italiano tra siti partner, in modo da poter creare una rete di informazioni ?fresche?, lontane da quell?attitudine pietistica che spesso viene adottata nel nostro settore. E a ricordarci che le collaborazioni fruttano, sono eventi come il recentissimo raduno interchat, che ha visto oltre 50 persone fiondarsi a Milano per una cena in compagnia, superando le presenze raggiunte dai Liberaduni ?puri?.
E? possibile creare quindi una rete di scambio aperta a realtà diverse tra di loro? Io credo di si, del resto l?argomento è tanto vasto da poter coinvolgere siti dedicati all?accessibilità del web, siti scolastici, giornalistici, sociali, artistici, e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente anche i blog potrebbero essere ?armi? di questa piccola rivoluzione, tanto che avrei voluto creare un blog per ogni utente registrato?ma temo che il server potrebbe seriamente decidersi di abbandonare la causa! Sono state illuminanti in questo senso le collaborazioni e le interviste che ci hanno concesso personaggi del calibro di Stefano Benni, Jacopo Fo, Syusy Blady e Patrizio Roversi e altri ancora.
Web meets reality.
Alla fine di tutte queste belle parole, ?l?uomo della strada? si potrebbe/dovrebbe chiedere?si ma alla fine, questo progetto quale utilità reale introduce nella vita di chi lo frequenta?
Non sarebbe una domanda dalla facile risposta, innanzitutto vorrei ribadire l?importanza di una corretta informazione e la diffusione di esperienze raccontate da persone disabili in prima persona.
Se pensiamo che in Italia le persone disabili vengono ospitate dai media solo come freaks a Sarabanda,e come ?casi umani? da Costanzo, come mostri da calendario su Panorama, forse comprenderemo quanto sia utile raccontare le cose da un punto di vista più normale, mostrare il vissuto di persone disabili che la mattina prendono il Quad e vanno a lavorare nonostante una lesione midollare, persone distrofiche felicemente o infelicemente sposate e con prole, persone non vedenti che usano la metropolitana senza avere la sfiga di cascare sui binari.
E a parte questo, potrei citare le centinaia di consulenze gratuite che abbiamo offerto, l?organizzazione di raduni che hanno fatto nascere amicizie e anche qualcosa di più, ma anche la semplice possibilità di passare una serata al pc parlando di tutto con gli altri. E la cosa che forse piace a chi ci frequenta, e che non non facciamo niente perché siamo buoni, lo facciamo perché è normale che debba essere così, perché ci piace tanto raccontare i nostri momenti di diversità a chi è in grado di ascoltare, lo facciamo perché creare una community ci dà soddisfazione e ci realizza. Tutto qui.
Fare una cosa che abbia un senso, questa è la vera gratificazione, in un periodo storico in cui è davvero non facile realizzare qualcosa che non sia fine a se stessa.
Mai come in questo campo la tecnologia può offrire dei risultati che realmente combaciano con il miglioramento della vita collettiva, e mai come in questo campo una community può avere la sua piccola importanza: che annunci in anteprima i progressi delle cellule staminali, o che permetta a due persone con grossi problemi di mobilità di potersi conoscere in chat, un riscontro vero c?è sempre.
E di più, come creatore di ambienti virtuali, credo che non potrei chiedere.
Realizzatori del progetto
Io, Marco Mattioli, come titolare della web agency Compraweb <http://www.compraweb.it/> , ho realizzato grafica, html, programmazione asp, e tutto quello che è l?identità del sito nella forma e nei contenuti. Stefania Palombi, esperta di informazione e disabilità , si occupa delle news, delle consulenze gratuite, e di tutto quello che è informazione. Gabriele Magurno (<http://www.magurno.com/> ) invece ha realizzato le parti di codice più complesse, e ha dato preziosissimi suggerimenti.
Al nucleo base, dovremmo aggiungere i tanti articolisti volontari che ogni giorno arricchiscono sia l?edizione del mattino, che quella serale del sito che ?scatta? quotidiamente alle 17.00.





April 28th, 2007 at 11:07 pm
Hello!
Good Site!
April 29th, 2007 at 12:34 am
Hello!
Good Site!
June 17th, 2007 at 4:42 am
lesbian+fingering+masturbation+video+where+get++%5BURL%3D+http%3A%2F%2Fcashadult.bravehost.com.com+%5Dlesbian+fingering+masturbation+video+info%5B%2FURL%5D+%3F%0D%0A++%3Ca+href%3D+http%3A%2F%2Fcashadult.bravehost.com.net+%3Elesbian+fingering+masturbation+video%3C%2Fa%3E++information%0D%0A++http%3A%2F%2Fcashadult.bravehost.com.org+lesbian+fingering+masturbation+video++information%0D%0A%0D%0ASo+interesting+information%21+Great.+Thank+U+