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iPod: il primo palmare di successo non ha nulla a che fare con i telefonini e non deve travestirsi da PC-ristretto all’osso!

December 14th, 2004 di Leandro Agro
in | Letture: 7636

La storia dei palmari è la storia di rivoluzioni tanto annunciate quanto abortite.

In questa pagina

- Breve storia dei palmari (che non hanno funzionato)
- Device dedicati contro oggetti tuttofare (quanti fallimenti!)

- Tra qui ed il wearable…
- I palmari specializzati (ecco la "Most
innovative"
FlashLite APP)
- iPod: Applicazioni e features future

- Conclusioni


Brevissima storia dei
palmari
La storia dei palmari comincia per molti versi dal
Newton di Apple: prima macchinetta capace di elaborare informazioni, creare
documenti, e -sopratutto- primo caso in cui un hardware cercava di leggere
e riconoscere la scrittura di un essere umano. "Graffiti" era una
pura magia. Vederlo in uso lasciare supporre futuri incredibili e contesti
d’uso che rivoluzionavano l’ICT.

l'ultimo dei NEWTONPersonalmente possiedo ancora un Newton MessagePad di ultima generazione, e
persino un prototipo dello stesso (in legno) che mi è stato regalato
mentre ero in coda alla mensa di Apple a Cupertino. Ricordo bene due cose del
momento in cui ricevetti quel regalo da un perfetto estraneo: il fatto che
ci misi diversi minuti per capire -mentre ascoltavo il mio interlocutore- che
mi stesse "regalando" un pezzo di legno
intagliato, e l’entusiamo di averlo ricevuto perchè a lui era piaciuta la presentazione
di un mio progetto di allora. :)

Era il luglio 1997 e -mentre gironzolavo all’interno dell’infinitive
loop di Cupertino- gli apple-people griffatissimi presentavano il System8.
Jobs era tornato e con lui la prima grande purga made in Apple. Sui tetti
del palazzo che fu sede della Newton c’erano striscioni e lavoratori sul passo
di guerra. Nel ‘98, il primo palmare aveva ufficialmente finito di vivere,
mentre gli utenti del Netwon cominciavano a lavorare su quella community che
avrebbe dato loro una seconda
vita senza la Apple
.

Dopo un paio d’anni comparve il PALM OS e la febbre ricominciò a salire. In
quegli anni ero Vicepresidente della Altoprofilo Spa, e le riunioni erano un
continuo rumoreggiare di PALM che si scambiavano dati.

Non è che negli anni tra il ‘98 ed il 2000 mancassero laptop, portatili,
etc, ma i desktop imperavano, gli OS non riuscivano ad essere robusti, e la
portatillità non
aveva quella leggerezza ed efficienza tale da poter sbarrare la via all’uso
business dei palmari. Potevano farcela, eppure…

Nel 2002 avevo definitivamente abbandonato anche il mio PALM. Un Mac Titanium
mi seguiva sempre (e non ha ancora smesso). Il desktop è sparito sia
dalla scrivania dell’ufficio che da casa. SUi tavoli da riunione non c’erano più palmari, ma portatili!
I portatili sono diventati sempre più piccoli e -in definitiva- hanno respinto
l’attacco del palmare tuttologo. Certo, anche il PC desktop andava reinventato
(e ancora una volta sarà la Apple a farlo) ma la principale conseguenza del
successo dei portatili è stata quella di ricacciare i palmari in una nicchia
senza uscita apparente: quella delle tecnologie che sonoa ncora alla ricerca
della propria killer-APP.

Dal 2003/04 continuo a vedere sempre più palmari che si fingono telefoni
(non senza equilibrismi) e sopratutto palmari che scimmiottano i navigatori
per auto. Ancora una volta -per un attimo- qualcuno ci ha creduto, ma nel giro
di un anno il termine Smartphone è svanito, le vendite dei superpalmari Treo
si è bloccata ed un certo TOM
TOM

ha mostrato a tutti cosa davvero desiderassero gli utenti in fatto di navigatori
per auto.

E con il fallimento dell’ennsimo revamping a suon di moduli GPS o
GSM, anche quest’ultimo tentativo palmare di cambiare il mondo rischia di finire
(o è già finito) rapidamente nel dimenticatoio.
Certo, c’è anche chi grida VITTORIA e prova a far
telefonare la gente dal palmare, ma -ancora una volta- mi chiedo se abbia
senso. Inoltre… Nonostante l’apprezzabilissimo sforzo dei più sofisticati
palmari tuttofare
: voi quanta gente conoscete che ne possegga
uno?

…Eppure la lezione che si può apprendere da questa breve storia è semplice: il "palmare" di
più grande
successo della storia
è il GAMEBOY!

vita da Gameboy
In aggiunta a ciò, bisogna ricordare
che i giochi elettronici portatili sono stati prodotti da NINTENDO
a partire dal 1980
, ovvero ben prima che oggetti
come il Newton (1993) o PALM (1996) facessero la loro comparsa. Insomma, che
si tratti di DONKEY KONG o dell’ultimo gioco tratto da Hollywwod, NINTENDO -da
quasi vent’anni- riesce a farci giocare sempre e ovunque.

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Device dedicati Vs.
oggetti tuttofare
Compaq IPAQ Una delle premesse fondamentali in ambito
device mobili, palmari, handheld o comunque vogliate chiamarli, è quella relativa
alla sincronizzazione.
In effetti, il palmare è chiamato ad essere un surrogato
temporaneo
delle funzioni estese del PC di casa e -in quanto tale- deve poter
garantire l’esecuzione di quasi tutti i compiti previsti dal PC casalingo nonché
un perfetto allineamento (sincronizzazione) delle versioni dei documenti da noi
elaborati.

Il palmare avrebbe dovuto consentire la visualizzazione/modifica/creazione/gestione
di:

  • PIM (personal information Management. Es. Memo,
    to-do list, agenda, email, etc)
  • libri elettronici
  • Mappe (GPS)
  • Intrattenimento (giochi, musica, etc.)
  • …ma anche applicazioni dedicate come: Amministrazione
    Remota di Reti, comunicazione avanzata (telefonferenze), SW dedicati per
    iol magazzino, le consegne e/o la gestione ospedaliera.

Questa è stata sin dall’inizio la visione
imperante, ed a questa visione si ispirano oggi sopratutto i produttori di
telefonia.
serie di telefonini con browser web

Vi siete già dimenticati delle promesse di PC-ePhone? (l’ultimo
a destra qui sopra)
Beh, guardate allora a questi
scenari d’uso (video)
prodotti dalla NOKIA per il lancio del nuovissimo 7700.
Potreste scoprire che l’oggetto dei vostri desideri è stato inventato. Finalmente
potete usare l’excel, l’agenda e telefonare con un unico device!

Domanda: Ma siamo poi così sicuri che la gente muoia dalla voglia di
usare l’excel mentre è in strada o sul treno? Non ci sono i computer
poratili per questo? Non è evidente il problema relativo allo schermo
ed all’ergonomia generale che l’uso dei "telefoni tuttofare" può portare?
Basterà l’esperienza
del widescreen
dell’ultimo nato di casa NOKIA a fornire una buona esperienza
d’uso?

E’ vera tecnologia -ovvero qualcosa che aiuta l’uomo
e ne migliora la vita- o siamo difronte soltanto ad un pò di muscolatura
hardware?

Ma c’è davvero bisogno di questa portatilità estrema delle nostre funzionalitÃ
business? E se SI, basta la potenza di calcolo e l’ergonomia di un palmare?
Se sino ad oggi NON ha funzionato, è colpa delle "N" tecnologie ancora inadeguate
perchè si possa costruire l’oggetto definitivo -oppure- si tratta di uno scontro
che i palmari NON possono vincere: quello con le inamovibili caratteristiche
fisiche degli essere umani?

IPOD:LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DEL PALMARE
Il cambio di paradigma impostosi con l’iPod è quello per cui il palmare è un
semplice PLAYER, inadatto per definizione alla creazione/editing di nuovi
documenti o contenuti. Allo stesso tempo viene esaltato il concetto di sincronizzazione
che diventà "portatilità " del dato e consente una
inedita capacità del
palmare di dialogare con gli oggetti di casa (come TV, stereo, etc) e persino
con le nostre automobili. In nessun
istante l’iPod vive senza un computer con iTunes che sta da qualche parte
nella nostra vita.

In questo sta il successo dell’iPod:
ridurre il numero delle funzioni e divenire pervasivo.
Ricetta
a cui va aggiunta la fantastica interfaccia Apple ed il design di Johathan
Ive.

Ma l’altro grande cambio di paradigma che l’iPod impone è quello legato alle
attività a cui è destinato. Il più potente
palmare mai prodotto
(60Gb di
HD, con Firewire e connettività totale non sono features comuni) NON
è destinato alle nostre necessità business
, ma alle
nostre necessità creative. In tal senso, il successo dell’iPod è molto
più vicino a quello del GAMEBOY che ai fallimenti di IPAQ e gli altri, e
questo dovrebbe farci riflettere.

Approfondimento su iPod & iTunes: Articolo
che spiega perchè l’iPod può considerarsi
-a differenza di ogni altro palmare- un vero progetto di Interaction Design
.

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Tra qui ed il wearable…

Quando avremo a disposizione delle tecnologie miniaturizzate
che oggi non sono immaginabili, e delle Reti Wireless estese come il Pianeta,
allore sarà impossibile parlare di fallimento dei palmari.

il desktop reinventato dai transformerNon perchè immagino che saremo tutti con un comunicatore tipo quello di Star
Trek in tasca, bensì perchè sarà possibile basare la propria esperienza d’uso
su rivoluzionari schermi pieghevoli (o avvolgibilil) e su larghezze di banda
che NON richiederanno al device portatile di avere memorie residenti basate
su hard-disk.

Flash memory sempre più potenti conterranno i nostri dati personali
e di accesso, e piccoli oggetti con monitor flessibili si apriranno all’occorrenza
sulle nostre scrivanie.

Questi device proietteranno tastiere (o altri input
device) sul tavolo, o leggeranno il nostro sguardo e ascolteranno la nostra
voce. Comunque sia, saranno piccolissimi e con caratteristiche da TRANSFORMER.

Ed ancora prima che il neo-desktop modello transformer giunga al suo apice,
lo strem potrebbe fondersi con quello dei wearable computer. Dando così origine
ad una tecnologia di tipo completamente pervasivo dove i singoli oggetti sono
spesso "stupidi" o "passivi" ed usano la
nostra presenza come attivatore
.

Non è un futuro remoto, bensì una gara di velocità che passa per i MacMini,
gli iPod Shuffle e sopratutto i microscopici SONY VAIO. C’è già un’offerta
hardware che potrebbe slittare rapidamente verso il wearable. Forse,
tutto
sta nel rinunciare a voler per forza usare l’approccio di excel.

un futuribile SONY VAIO

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I palmari specializzati
Molti degli oggetti che sono troppo costosi per aggredire il mercato consumer
ed abbastanza inteeressanti per risolvere problemi specifici, diventano "macchine
dedicate" per il mercato professional. In tal modo sopravvivono nicchie di business
che consentono alla tecnlogia di evolvere verso il mercato di massa ed allo stesso
tempo fare qualche ricavo.

Ma aldilà delle tipicità della diffusione di certe tecnologie, la strada del
palmare specializzato è davvero sensata. La prova è nella maggiore capacità di
penetrazione che ha qualuque palmare quando gli si associa un add-on come un
modulo GPS o altro. Ma sopratutto la prova sta nell’evidenza del valore economico
che può avere un palmare che integri funzioni specifiche di certi mercati professionali.
Ad esempio un palmare che sappia farre delle rilevazioni di qualunque genere
(dal catastale, alla misurazione delle polveri sottili, raccolta dati tramite
sensori, etc). Un device portatile dotato di caratteristiche così peculiari e
-se possibile- di un buon software che giri su un vero PC, consentirebbe grandi
ottimizzazioni di tempi e costi, mantenendo un alto grado di flessibilità e mobilità .

un palmare dedicato alla dieta
Un palmare dedicato alla dieta.
Questo palmare in foto (sopra) è una finzione che ho trovato su WIRED, e che
consentirebbe una oculatissima gestione della propria dieta. Dei sensori potrebbero
essere usati per una rapida misura delle componenti grasse (ed altro) del cibo,
ed il display potrebbe darci anche delle proiezioni del nostro stato di salute
o proporre delle alternative.
Una roba così vi sembra tecnicamente poco
realistica e con troppo poco mercato?
Beh, forse avete ragione.

Che ne direste invece di avere un palmare specializzato come assistente nello
shopping?


Io mi sono stato coinvolto nella produzione di un concept di questo genere da
una azienda di Boston che è capitanata da un mio grande amico: la SmartWorlds.

Il tentativo fatto andava nella direzione dello sviluppo di un palmare appositamente
nato come assistente nello shopping. Il device si sarebbe basato su una tecnologia
software chiamata iShop e sarebbe stato acquistabile anche dai privati. Sopratutto l’idea
era però quella di dotarne i grandi MALL e negozi e renderlo gratuitamente disponibile
ai consumatori fisicamente presenti.

Anche grazie ad iShop la spesa sarebbe stata più intelligente ed il negozio avrebbe
avuto l’opportunità di dimostrare la propria convenienza economica così come
di fare up-selling e cross-selling (ovvero spostare l’attenzione del consumatore
verso prodotti di gamma più alta e/o prodotti correlati).


IL DESIGN

Nel concept del device dedicato all’iShop è stato curato ogni aspetto. E’ stato
disegnata l’inferfaccia utente (impreziosita da concetti come lo smart-bookmark
ed altre soluzioni che non c’è spazio
per raccontare), ed anche molti dettagli costruttivi. Una per tutte la cover in
plastica colorata che proteggeva il device dalle cadute ed era
facilmente sostituibile e customizzabile con il brand del negozio.

LA COLLANA
Uno dei problemi di un devide dedicato allo shopping era se tenerlo in mano o
meno.
Io avevo già provato ad usare un palmare per muovermi in uno spazio intrigante
come quello del MOMA
di San Francisco
con un iPaq che faceva da guida alla mostra, e l’esperienza
NON era stata positiva..

Allora decisi di dotare il device di una collana. Ricordo anche che ci fu qualche
resistenza iniziale, ma anche che persino un design più avanzato affidato a terzi
(io avevo il compito di definire le caratteristiche generali nel concept) venne
dotato di questa collana.

Ora ne è passata di acqua sotto ai ponti, ma vedere l’iPod Shuffle appeso al
collo di Jobs -da questo punto di vista- è stata un’emozione.

prove di ergonomia con un PALM

IL LETTORE DI CODICI A BARRE
Nel device dedicato ad iShop, il cuore di tutto era il lettore
di codice a barre. Sarebbe bastato orientare una telecamera (posta sul taglio inferiore
del device) verso un codice a barre, ed il software lo avrebbe letto e collegato
a tutte le informazioni sul prodotto (visualizzandole a video).
Inizialmente pensammo a varie soluzioni tecniche per realizzare questo lettore
di codici, ma poi venne fuori l’idea di usare una telecamera "normale" (a
parte l’ottica) e riconoscere il codice via software.

…state pensando che l’idea del codebar reader è insulsa? Non si può fare
con una telecamera "normale"? SBAGLIATO! Ecco come uno dei software
più belli che ci sono in circolazione "DELICIUS LIBRARY" usa
la iSight (telecamera firewire di Apple) per leggere i codici a barre.

Ma, torniamo all’iShop…
Se pensate alle modalità d’uso di iTunes ed aggiungete la possibilitÃ
di inviare da ogni dove le informazioni raccolte dal vostro iShop dotato di codebar
reader, allora siete nella situazione ideale per divertirvi con uno dei software
più fichi del momento: Delicius Library.

Quella di chi possiede -magari- l’ultima
vesione della raffinatissima Delicius Library che -con il semplice invio di un
codice- consente di crearvi librerie -virtuali e non- di tutti i media che vi
piacciono di più.

Potreste creare una sorta di libreria privata delle cose che vorreste acquistare
o leggere completa di ogni particolare informativo, semplicemente leggendo qualche
codice ISBN mentre fate shopping. Oppure, per il processo inverso, potreste sapere
tutto su un libro che avete appena scovato in libreria, prendendo le informazioni
direttamente da AMAZON. :)

Che l’idea sia tutt’altro che peregrina lo dimostra il fatto che nella stessa
Delicius Library è previsto l’uso della telecamera iSight di Apple come codebar
reader. …soltanto che qualcuno -con iShop- ci aveva pensato un paio
d’anni prima. :)

//www.delicious-monster.com/
NOTA: Secondo me questi signori della DELICIUS
MONSTER
si contendono con i miti della OMNIGROUP la
maglia per la più raffinata software house. Sarà un caso che stanno
entrambe a Seatlle?


PERCHE’ NON USARE UN TELEFONINO?
Dell’ipotesi di sviluppare un palmare ad-hoc, o comunque di realizzare industrialmente
una qualche versione customizzata di un palmare esistente, se ne parlò per tutto
il 2003.
Uno degli interlocutori più convinti della NON opportunità di fare
un’azione di questo tipo fu Dimitri
Negroponte
. Intanto cominciavano i lavori per portare iShop
su un telefonino.

iShop su Nokia 6600
Quasi subito si comprese che era sufficiente immettere il codice prodotto (ades.
il codice ISBN per un libro) attraverso la tastiera del telefono e poi si sarebbe
riusciti a ricreare la stessa esperienza utente che era resa possibile
dal device dedicato. Inoltre dei rumors sempre più accreditati annunciavano
la prossima disponibilità di telefonini dotati di Flash player e la Macromedia
stava reclutanto idee (e persone) capaci di movimentare la comunità di sviluppatori
di quello che sarebbe diventato FlashLite.

Ben presto il device dedicato fu superato dall’esperienza utente resa possibile
da un qualunque telefonino con Java o FlashLite e da questa esperienza imparammo
una lezione importante: per giustificare un palmare dedicato di cìvuole anche
un compito che non sia possibile fare altrimenti.

…beh, il resto della storia di IShop è cronaca recentissima. Sino al premio
Macromedia per l’uso più innovativo di FlashLite
vinto
(da Giuseppe Taibi) nel febbraio 2005.

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Oggetti iPod:
Applicazioni & features future

Determinato che il successo dell’iPod sta nelle sue
linee e -sopratutto- nella sua capacità di essere "un sistema" integrato
HW/SW dedicato alla musica, rimane un grande dubbio: Come far evolvere
questo successo?

Se è verò che l’overload di features può rendere l’iPod
un altro device tuttofare (categoria sin qui perdente sul mercato), è altresì vero
che è impossibile pensare
di vincolare per sempre l’iPod alla musica. Anzi è anacronistico, in quanto
esiste già (io ne posseggo uno) l’iPod-Photo, che consente di collegare
l’iPod ad ogni genere di schermo Tv e fare degli slide-show delle vostre immagini
preferite. …e dato che un JPEG è un JPEG indipendetemente se dentro
c’è la foto della
vostra ragazza o una slide di powerpoint
, ecco che esiste già la tecnologia
necessaria per fare delle bellissime demo powerpoint
portandosi dietro soltanto
il vostro fido iPod-Photo.

Come far eveolvere allora iPod?
Qui sotto trovate subito il sogno segreto di ogni maccofilo (sopratutto italiano):
un iPhone! e naturalmente -per la sindrome da oggetto tuttofare- ecco che spuntano
tastiere per l’invio di email ed SMS (modello blackberry) e l’iPod si trasforma
in un player video (magari da usare al posto del classico lettore DIVX che avete
attaccato alla TV del salotto).

Altro che Windows Media Center! In poco tempo sarà più che sufficiente un iPod!
Ed è in questa differente visione che si gioca la partita tra informatici (perdenti)
e innovatori del costume (vincenti).
…solo che se vi arriva una telefonata mentre state vedendo un film è un casino! Inoltre, le alleanze di Apple con Sony-Ericcson e Motorola, fanno pensare che di iPhone non se ne parlerà per un bel pezzo.

prototipi di iPod disegnati da utenti smaliziati
Insomma, non esagerare con le funzionalità è alla base di tutto, ma c’è anche
un’altra realtà importante: il successo
sta forse nel lasciare da parte molte delle features legate al business per fare
spazio alle nostre necessità creative.
Se palmare con l’Office non ha funzionato, proviamo con allora con iLife!

Il mio iPod preferito? un iPod Shuffle - da polso! Lo
so, non è un pezzo dall’eleganza canonica, ma d’altro canto i miei orologie
preferiti sono i DIESEL.

iPod Shuffle / orologio
(vedi http://www.wired.com/news/images/0,2334,63903-13016,00.html).
La GALLERY di  IpodLounge

Certo, anche la comunicazione è una di quelle necessità umane che
starebbe bene dentro ad un iPod. Il punto è come la si realizza. Ad esempio,
io preferire che fosse il mio portatile a contenere un vero telefono cellulare
che funziona ovunque. Lo userei per la connessione dati (quando non esistono
alternative) e per chiamare per lavoro.
Certo non vorrei dover aprire il computer,
ma semplicemente accedere alle sue funzionalità attraverso un auricolare wireless. Il
portatile dovrebbe poter rimanere nella mia borsa/valigetta o nel cofano dell’auto,
o sulla scrivania nell’altra stanza, ed io dovrei poter ancora chiamare e ricevere.
Ovviamente, se il portatile è troppo lontano (o proprio non è con me), allora
avrò bisogno di un vero telefonino, ma nel mentre quante cose avrò fatto usando
magari anche sistemi di voice-over-IP? Skype è oramai una realtÃ
troppo forte per non entrare nella nostra quotidianità . Adesso potrebbe essere
super-utile un hardware per sostenerlo.

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Conclusioni
I Palmari sono cambiati. Si sono trasformati. Hanno dovuto subire l’attacco
dei mini-PC e dei portatili dall’alto e dei telefoni dal basso. Hanno reinventato
se stessi con lettori MP3, modili GSM, GPS ed altro ancora. Talvolta hanno
cambiato forma e dimensione, divenendo oggetti nuovi -e poco riconoscibili
come palmari- come l’iPod Shuffle. Ed ora? Ora evolveranno provabilmente
verso i device dedicati mentre, -per altre strade- potrebbero fondersi con
mille altri oggetti e tecnologie emergenti.

Certo il palmare non sparirà . Ma tra qui è i communicator di Star Trek, è
possibile che si evolvano con una diversificazione di oggetti sempre più
ampia. Biodiversità che FORSE darà vita ad "n" palmari con la loro Killer-APP,
ma che può anche rischiare di far scomparire la categoria palmare per via
della mancanza di standard interni.

Nel frattempo la premiata ditta Ive & Jobs sta continuando a reinventare
l’intero concetto di hardware per la "gente digitale". E mentre siamo subissati
da decoder fuffa e Media Center mediocri, la Apple ha creato e reinventato
"N" volte i computer compatti; ha fornito i portatili di monitor
widescreen; ha reso i computer quasi invisibili (con il Mini); ha prima "sbagliato" e
poi reinventato i palmari, rendendoli più "adatti" alle attività umane,
ed introdotto centinaia di microinnovazioni (dalla USB alla firewire) su cui
altri non avrebbero puntato per anno.
Per gente vive immersa nella competizione
globale, non è roba
da poco.

varie immagini mostrano la storia dell'evoluzione dei device per la musica portatile
Dal mio punto di vista, l’iPod è un successo perchè si è svestito della
maggior parte delle visioni tecnologiche e ingegneristiche che tipicamente
guidano la realizzazione di questo genere di oggetti. l’iPod è qualcosa
di inerente la musica, il design, il costume e NON l’informatica o i computer
in sè.

Bono Vox -degli U2- presentando un iPod dedicato a loro ed i loro fans,
ha detto:"Io solitamente non bacio il sedere delle Corporation, ma
con Steve (Jobs) noi stiamo parlando di musica"!

…ed io credo basti questa immagine qui sopra per "ricordarci" come
la musica portatile abbia già in passato
inciso profondamente sul costume e sulla società . Questo
forse perchè la musica è una delle cose che muove il mondo,
mentre l’Excel no.

In oggetti come l’iPod i palmari trovano la strada maestra: abbandonano
la tecnologia fine a se stessa ed hanno un impatto nella
vita della gente. Rimane ora da capire come funzionano davvero questi meccanismi
sociali, e forse anche per questo genere di domande non tecnologiche che
sono appena state aperte -il "buon
vecchio" Howard
Rheingold
- continua a lavorare al suo SMARTMOBS.

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One Response to “iPod: il primo palmare di successo non ha nulla a che fare con i telefonini e non deve travestirsi da PC-ristretto all’osso!”

  1. Jamirkuai Says:

    Great site. Verry usefull information.

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Leandro Agro

Leandro Agro
Founder of Idearium.org, the first Italian eZine/community for UX designers, and co-producer of the Interaction Frontiers conference. Design & Vision Director at Kallideas Spa + Partner at SrLabs Srl. Leandro has more than 12 years of experience as an interaction designer and manager of IxD teams. He specializes in next generation user interfaces that provide human-like interaction with intelligent virtual assistants. At Kallideas, in Milan, Italy, Leandro is providing detailed specifications for the behaviors of such virtual assistants, including gesture, language, and social skills; defining emotional models that let these assistants respond to the moods of users; and designing visual user interfaces and voice-recognition systems. Before joining Kallides, Leandro was Advanced Design Director at the innovative startup SrLabs, where he focused on eyetracking for the usability market. While there, he led a design team that created the first hands-free, multimodal GUI with voice and gaze input. . Previously, he was co-founder and Vice President of a large eConsultancy with offices in Milan and Boston. Leandro studied interaction design at the Domus Academy, in Milan, Italy. He is actively involved with the Milano Bicocca University, TorVergata University, and others. Leandro is a prolific writer on topics from IxD, usability, and UX to natural, multimodal user interfaces. http://www.leeander.com
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