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Ghost In The Machine: Intro Files

December 7th, 2004 di Aaron Brancotti
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L?Intelligenza ? qualsiasi cosa essa sia ? è una complessa costruzione composta di mattoni i cui nomi vanno dalle primitive ?riproduzione?, ?adattabilità ?, ?ottimizzazione?, ?riconoscimento?, ?approssimazione? fino a capacità superiori come ?autocoscienza?, ?analogia? ed altre per le quali forse non esiste un nome.

L?Intelligenza ? qualsiasi cosa essa sia ? è una complessa costruzione composta di mattoni i cui nomi vanno dalle primitive ?riproduzione?, ?adattabilità ?, ?ottimizzazione?, ?riconoscimento?, ?approssimazione? fino a capacità superiori come ?autocoscienza?, ?analogia? ed altre per le quali forse non esiste un nome.


Quello che è sicuro è che, a seconda di come il problema di ?cosa sia l?intelligenza? viene posto, questo muta la propria forma in maniera così elusiva tanto da far guadagnare alla disciplina nota come Intelligenza Artificiale la definizione di ?tutto quello che non è ancora stato fatto in campo informatico?.

Non dovrebbe quindi stupire il fatto che, in questa scienza, problemi tra loro simili siano stati affrontati e risolti più o meno felicemente utilizzando tecniche estremamente diverse, dalle più matematiche e logico-formali alle più esoteriche e stupefacenti.

Siccome chi frequenta Idearium è un curioso che vuole imparare divertendosi, in questa serie di articoli daremo spazio prevalentemente al secondo tipo di approccio, suddividendo il nostor viaggio in FILES che conterranno anche link ad esempi e qualche opportunità di sperimentare da se alcuni software attinenti l’IA ed i suoi dintorni.

Prenderemo quindi in considerazione un piccolo sottoinsieme della immensa materia dell?IA (o AI, se la vogliamo dire all?americana) a volte chiamato Soft Computing. L?idea è quella di mescolare liberamente metodologie e tecniche software che in qualche misura mimano la realtà ? Algoritmi Genetici, Reti Neurali, Fuzzy Logic, Automi Cellulari? ? e vedere che cosa viene fuori.

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Aaron Brancotti

Aaron Brancotti
Aaron (a.k.a. Babele Dunnit ) ha scritto software di tutti i tipi: dal piccolo demo il cui unico scopo era impadronirsi di una tecnica (generatori ricorsivi di parole crociate) al programma di medie dimensioni pensato per sperimentare la correttezza di una intuizione (generatori di orari scolastici basati su algoritmi genetici), fino a grossi programmi commerciali scritti un pò per amicizia e un po' per imparare: SW di gestione magazzino e fatturazione scritti completamente in C++ (troppo facile sarebbe stato usare un DB gia' pronto...), nonche' varie applicazioni nel campo della VR e, ultimamente, dell' eye-tracking. Ha collaborato con riviste di settore come la storica "Virtual" e nel tempo libero suona improbabili strumenti in altrettanto improbabili gruppi.
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