Ergonomia a misura di designer
November 15th, 2004 di Paolo Salonein ergonomia, ergonomia cognitiva, usabilità | Letture: 4042
Francesco Di Nocera ci introduce ai ?misteri? della materia e offre gli strumenti concettuali di base per tutti coloro volessero arricchire il proprio background di designer.
Recensione al testo: Che cos?è l?Ergonomia Cognitiva , di Francesco Di Nocera (la sua home), Carocci Editore, Roma, 2004 (collana Le Bussole).

L?uomo, per sua natura essere ?tecnico? e costruttore di artefatti, vive oggi all?interno della grande scatola tecnologica. Da qualsiasi parte esso si volti, per lavoro, per studio, per divertimento o semplicemente per soddisfare dei bisogni, si trova legato a doppio mandato con la tecnologia.
Gli artefatti di cui ci serviamo, vere e proprie protesi (di natura fisica e cognitiva), possono aiutarci a svolgere determinate azioni, ma possono anche impedirci di raggiungere i nostri scopi. In altre parole, la tecnologia può accentuare i nostri limiti, rendendoci stupidi, oppure supportare le nostre facoltà , consentendoci di raggiungere prestazioni impensabili. Ma da cosa dipende l?esito del rapporto uomo-artefatto?
Nel tentativo di rispondere a domande di questo genere, di definire alcuni modelli atti a spiegare il funzionamento della ?mente? a lavoro (nel suo rapporto operativo con l?ambiente e con gli artefatti), l?ergonomia cognitiva ha fatto passi da gigante e, come suggerisce l?autore, ha passato da un pezzo la fase adolescenziale. Francesco Di Nocera offre al lettore uno stimolante viaggio intorno alla disciplina, ai problemi affrontati ed ai modelli proposti per spiegarli. Alla descrizione di alcune limitazioni umane (l?errore ed il carico di lavoro) seguono alcune risposte scientifiche (l?automazione, vantaggi e limiti, e l?usabilità ). Viene proposta anche un interessante selezione di modelli predittivi e valutativi (come la famiglia di tecniche GOMS). Il tutto trattato con la precisione del ricercatore e la chiarezza espositiva del divulgatore. Un mix eccellente, dal formato maneggevole e snello, che prevede anche un ottima bibliografia (che da sola vale il prezzo di copertina).
A chi si rivolge l?opera? A tutti coloro che, per passione o per lavoro, siano interessati a capire alcune delle ragioni alla base dei nostri insuccessi nel rapporto con la tecnologia. A chi, per lavoro o per passione, voglia contribuire ad un nuova rivoluzione digitale ?antropocentrica? e si trovi alla ricerca di risorse scientifiche in grado di spiegare la natura del rapporto operativo uomo-artefatto. Questo libro si rivolge, ovviamente, anche al moderno interaction designer: al creativo tecnologico che vuole saperne di più circa le persone a cui sono destinati i suoi prodotti ed al loro modo di relazionarsi con essi. LINK all’acquisto su IBS




