IDEARIUM.ORG è un progetto di Leandro Agrò & Andrea Benassi. Collaborano: Matteo Penzo, Daniele Cerra, Aaron Brancotti, Teresa Colombi, GianAndrea Giacoma e di tutti gli autori.


von Neumann & la creazione dell’Universo spiegata -da Londra- con l’aiuto di Sven Goran Eriksson

October 17th, 2004 di Claudio Marelli
in | Letture: 2460

derivando i numeri naturali dall?insieme vuoto von Neumann dimostra come un qualcosa di reale possa emergere dal nulla assoluto, la nascita dell?universo ex nihilo


Antefatto
Le vicende della vita mi hanno portato a Londra dove abito e lavoro da quattro anni.

Un giorno d?estate del 2004, dopo aver fatto la spesa nel negozio vicino a casa, ho notato una notizia sulla pagina di giornale in cui l?insalata era stata avvolta. Si trattava di un aggiornamento sulla saga degli amori estivi di Sven Göran Eriksson, in passato allenatore della Lazio e poi diventato Commissario Tecnico della Nazionale Inglese di calcio. Per la cronaca: Sven tradisce la compagna Italiana Nancy con una segretaria Inglese della Football Association.

A parte valutazioni sul valore del cambio, l?articolista così commenta i fatti:

"von Neumann’s conjuring of the natural numbers from the empty set may parallel how an apparent something could come from absolutely nothing, the emergence of the universe ex nihilo".

Che un po? liberamente si può tradurre:

?derivando i numeri naturali dall?insieme vuoto von Neumann dimostra come un qualcosa di reale possa emergere dal nulla assoluto, la nascita dell?universo ex nihilo?

Il mio intervento, diviso in 4 sezioni, nasce da questo spunto e segue il filo delle idee che la logica mi ha suggerito, come segue:
1- Come dal nulla possa nascere il tutto
2- Come l’assenza nel nulla di una centralita’ porti al successo
3- Se con il successo per questa strada si possa raggiungere la felicità .
4- L?inizio dal nulla: quale necessità ?

1- Come dal nulla possa nascere il tutto
In breve, von Neumann descrive la costruzione di tutti i numeri e della realtà , partendo dall?insieme vuoto in questo modo:

Identifichiamo il nulla con l?insieme vuoto. Consideriamo poi l?insieme che contiene l?insieme vuoto. Poiché questo insieme contiene un elemento, cioè l?insieme vuoto, possiamo definire questo insieme come il numero 1. E il 2 e? quindi l?insieme che contiene i due precedenti insiemi e così via. Otteniamo in questo modo tutti i numeri naturali a partire dal nulla.

Che non si possa sfuggire alla logica stringente di von Neumann e? un fatto inconfutabile. Lo scettico che osa opporsi a questa logica, è messo a tacere dall?argomento del filosofo Wesley Salmon:

? Lo stolto afferma che non esiste l?insieme vuoto. Ma se questo fosse vero, allora l?insieme di tutti questi insiemi sarebbe vuoto e quindi proprio quello sarebbe l?insieme vuoto !?.

Si può quindi concludere affermando categoricamente che ?dal nulla nasce il tutto?!

Questo e? un fatto straordinario. Cosa significa?

2- Come l’assenza nel nulla di una centralità porti al successo
La nostra società , dopo la caduta del dualismo comunismo- capitalismo del secolo scorso, si sta sempre più ispirando ad un modello che fa riferimento a tre parametri principali: autodeterminazione, felicità e successo. Questo modello che definirei ?Neo-Americano? si fonda sulla convinzione che l?uomo moderno non deve chiedere mai perché possiede un principio di riferimento che permette l?orientamento, dirige le scelte e con l?aiuto di una forte volontà di autodeterminazione, garantisce felicita? e successo. Si tratterebbe in sostanza di una versione moderna della visione antropocentrica dell?universo.
Se guardiamo da vicino il modello Eriksson scopriamo con sorpresa una nuova dimensione, una nuova serie di valori e di tattiche di esistenza che rovescia completamente la logica Neo-Americana. Il modello Eriksson fornisce un nuovo paradigma per navigare con successo la complessità crescente della società .

Vediamone da vicino le ragioni.

Il successo di Eriksson nel calcio inglese e? indubbio. Lui straniero (peggio, nell?estetica dei puristi del calcio: scandinavo !) e? riuscito nel giro di pochi anni a resuscitare un calcio moribondo proprio nella patria che ha visto nascere lo sport più bello del mondo. L?equivalente di uno zulù a capo del marketing strategico della General Motors.

Lo stesso sul piano sessuale: nel suo agire Eriksson tende a perdere costantemente l’orientamento alla vista di un qualsiasi esemplare di sesso femminile. Attratto da ogni minima influenza nella sua gravitazione ormonale, tende a vedere in ogni donna che incontra in ogni momento ed in ogni posto, la ?Donna?.

In conclusione, nel suo agire calcistico o sessuale Eriksson applicando le sue eccezionali potenzialità segue un modello caratterizzato da ?molteplici punti di riferimento? che cambiano continuamente secondo il tempo, luoghi e circostanze.

In questo Eriksson non e? mai in qualunque momento, in qualunque modo, al centro di qualunque cosa, da qualunque prospettiva lo si voglia guardare. E questa e? la base del suo successo.

Credo che l’esempio di Eriksson insegni una profonda verità . La perdita della centralità dell’uomo nell?universo non e’ mai stata digerita sin dai tempi di Copernico.

Per un comprensibile meccanismo di conservazione di un falso sentimento di grandezza, di autostima, oggi ancora e? duro accettare di essere poco più di una cacchetta.

Eriksson propone il nulla. Propone di accettare la mancanza di luce in questo mondo e rifiutare la voce menzognera delle sirene che promettono esatta posizione e direzione di ogni movimento nel tempo e nello spazio.

Eriksson propone l?indeterminatezza, l?essere periferico, alla centralità dell?uomo che segue sicuro la propria volontà . Il valore dei molteplici punti di riferimento e di direzione, alla costanza dell?origine e della meta.

Questo modo d’essere che ha come riferimento il nulla (cioè, in essenza, senza riferimento, senza ?centro di gravita? permanente?), giudicato in passato come una fonte di nevrosi e ripudiato come modello da non seguire dai grandi padri della società , in realtà si rivelerebbe come la soluzione, la via maestra per il raggiungimento del successo, se non della felicità .

Un breve inciso al riguardo a questo punto e? d?obbligo.

3- Se con il successo per questa strada si possa raggiungere la felicità .
A questa domanda posso solo dare una risposta parziale, incompleta, non obiettiva ne?supportata da fatti dimostrabili con rigore scientifico. Credo che per questa strada non si raggiunga la felicità . Questa dimensione non sembra appartenere alla realtà più di quanto una particella di antimateria appartenga al mondo di tutti i giorni. Ma questo e? un argomento che non voglio trattare adesso.

Come Eriksson dimostra, lungo questa strada lui ha raggiunto la pace (dei sensi). Non e’ felice, si e’ ficcato in un casino della miseria. Ma questo e? probabilmente il massimo raggiungibile in questo nostro cosmo.

Non la luce, la pace forse.

4- L?inizio dal nulla: quale necessità ?
A guisa di conclusione, mi pare interessante aggiungere un altro aspetto al dibattito. Anche ammettendo la teoria di von Neumann, rimane da discutere la necessità di passare dalla condizione dell’assoluto niente alla realtà e (forse) al ritorno al niente in un ripetersi ciclico del processo di espansione e contrazione dell?universo, una volta iniziato.

A quest?ultima domanda apparentemente irrisolvibile provo a dare una modesta parziale risposta (mi rendo conto che la robustezza delle argomentazioni e’ in ordine decrescente):

1- Nel caso di Eriksson ho almeno due spiegazioni: a) il denaro e la relativa necessità di mantenere le varie amanti (almeno due, prima dell?Inglese c’era Ulrika la svedese). b) La seconda ipotesi (romantica, ottimista, poetica, remota ma possibile): la passione per il calcio.

2- Il mondo e le sue caratteristiche sono perfettamente spiegate dalla teoria delle superstringhe, TOE (Theory Of Everything), che unifica tutte le forze che muovono e regolano le relazioni nel tempo e nello spazio di particelle ed energie varie. Tra l?altro anche questo concetto del nulla sarebbe solo matematico. Non esisterebbe il nulla fisico, non essendoci niente di più piccolo della lunghezza di Planck, un quasi nulla. Comunque sia, secondo gli scienziati, non c’e’ bisogno di ipotizzare un motore immobile quando la potenzialità delle cose scatenata dal (quasi) nulla si sta manifestando seguendo delle logiche fisiche, chimiche e biologiche coerenti ed unificate dalla matematica. Anche se non e’ necessario che sia così, tutto sembra rispettare le leggi della matematica per cui uno scienziato direbbe: let be it, cosi’ sia (e ve la beccate)!

3 - Al teologo questo va a pennello (Amen e’ il suo commento, facendo eco allo scienziato). Per il teologo, infatti, la cosa non esclude l’esistenza di Dio (anzi, con un po’ di presunzione si potrebbe teorizzare la superiorità della visione teologica occidentale su quella orientale: Dio e’ lo scrittore della matematica che sottintende tutto. Questo spiega anche l’origine dall?assoluto nulla da cui parte e arriva il Buddismo incorporando e superando - trascendendo qualitativamente - la posizione degli asiatici).

?in attesa di una nuova volontà che cambi le regole.

A questo punto passo la palla. Le implicazioni filosofiche e culturali mi danno il capogiro. Spero che questi modesti spunti abbiano divertito.

Magari possono anche essere utili. Per esempio, adeguatamente camuffati dietro affermazioni complesse o formule scientifiche potrebbero essere la base per almeno tre tesi di specializzazione in fisica, filosofia o teologia ( o più terra-terra, per tre articoli della Gazzetta o tremila ore di trasmissione in qualche talk show di calcio culturalmente elevato, da rete 3 se esiste ancora).

Ma lascio ad altri il compito di svilupparli, se ne viene la voglia?però non il Copyright !

Claudio Marelli

PS: ho incontrato personalmente Eriksson solo una volta, due anni fa nella cattedrale di St. Paul a Londra, ad un evento sponsorizzato dalla SAS, la compagnia aerea scandinava. Purtroppo non ho potuto parlargli in quella occasione. Spero che se mi legge ora, non se la prenda a male. Lo considero uomo di capacità eccezionali oltre che di successo.

One Response to “von Neumann & la creazione dell’Universo spiegata -da Londra- con l’aiuto di Sven Goran Eriksson”

  1. Nancy Odell Says:

    Hello…Man i love reading your blog, interesting posts ! it was a great Friday .

Leave a Reply

Claudio Marelli

Claudio Marelli
MD living in the UK and happy to be here Motto: il calcio fa bene , il calcio conviene a tutte le età
accessibilità apple architettura architettura terapeutica blogosfera california classic coding colore comunciazione comunicazione CSS DA design design evolutivo desktop domotica drinklink ecommerce edutaiment eGov elearning eMarketing emotional design entertaiment ergonomia eventi eye tracking flash frontiers07 gaming Genetic Algorithm gui human vision idearium identity imac information architecture innovazione instructional design intelligenza collettiva intelligenza connettiva interaction design interattività emotiva interfacce iphone ipod Italia iTV ivrea IxD Jakob Nielsen Jef Raskin KM knowledge management Limerick LO maeda mappe mentali memoria micro display Milano MIT mobile multitouch musei nintendo paperless percezione podcast privacy programmazione realtà virtuale rivoluzione informatica robot Roma scrittura SecondLife siena Singolarità singularity SL social web spaces standard survey test usability usabilità user experience UX Videogames visual design VR w3c web web2.0 wii wireless Zurigo