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Vendere l’innovazione? Questione di comunicazione!

October 3rd, 2004 di Daniele Cerra
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Per chi crea interfacce, progetta corsi on-line od organizza l?architettura dell?informazione è ben chiaro il valore assoluto della propria disciplina. Non è tuttavia così scontato riuscire a comunicare tale valore ai ?non addetti ai lavori?.

? ovvero qualche considerazione su come proporre con efficacia il proprio lavoro a chi parla un?altra lingua!

Non c?è probabilmente niente di più facile che convincere un progettista di formazione on-line del fatto che un corso studiato e realizzato secondo le più moderne tecniche di Web e istructional design abbia un valore ? anche economico - radicalmente diverso da qualche pagina di libro scansionata e messa in rete alla meno peggio. Purtroppo però chi realizza corsi on-line di qualità e chi dovrebbe acquistarli raramente parlano la stessa lingua e molto spesso a differenza tra un ?sì lo vogliamo? e un ?no non ci interessa? si basa più su pregiudizi o difficoltà di percepire il valore reale di ciò che viene offerto piuttosto che su un effettiva valutazione di merito.

Lo stesso discorso fatto per l?istructional design vale ovviamente per altri campi innovativi tra cui l?architettura dell?informazione, l?accessibilità , il content management, il web design, lo studio di interfacce evolute e, in generale, per tutte quelle discipline i cui vantaggi nei diversi ambiti di applicazione sono ancora troppo poco noti.

Questione di linguaggio

La base di ogni comunicazione è condividere un linguaggio comune a tutti gli interlocutori. Pur essendo apparentemente una considerazione banale, è di solito proprio su questo punto che vengono commessi gli errori più grossolani. Finché infatti ci si trova di fronte a un ?cliente collega? esperto di ciò di cui noi stessi siamo esperti, la comunicazione avverrà su un terreno fertile in cui dai dettagli tecnici indicati deriva la comprensione immediata dei relativi vantaggi e benefici. Quando però ci si trova faccia a faccia con un ?perfetto ignorante? (detto in benevolo senso etimologico) della nostra materia ? cioè probabilmente con il 95% delle persone che all?interno di una società hanno il potere economico decisionale - occorre modificare totalmente l?approccio comunicativo scendendo su un campo diverso, quello cioè non più delle caratteristiche ma dei vantaggi e benefici. In altre parole, per proporre al responsabile marketing di un piccolo supermercato il rifacimento dell?architettura dell?informazione del proprio sistema Web di e-commerce si otterranno migliori risultati se si parlerà della possibilità di un sostanziale incremento delle vendite on-line piuttosto che addentrandosi nella descrizione di come si rispettino gli standard dell?ultima versione dell?XHTML.

Parole e numeri

La scelta del linguaggio e delle argomentazioni da utilizzare deve essere modulata in base al tipo di interlocutore al quale ci si trova di fronte. Nel caso di un interlocutore ?decisore? che deve valutare l?aspetto economico di una proposta - presumibilmente più attento a far quadrare un bilancio bimestrale piuttosto che alla potenzialità della soluzione proposta - sarà utile adottare spiegazioni e citare dati che facciano interpretare quella che a un primo impatto viene percepita come una spesa come un investimento. Ci sono alcune argomentazioni che risultano leve particolarmente efficaci per innalzare la soglia di interesse di un eventuale compratore se trasmessi come benefici:

  • aumento dei ricavi (ciò che fa guadagnare di più, raramente è percepito come costo)
  • impatto sulla competitività (migliorare la posizione di mercato è una delle finalità comuni a tutte le aziende)
  • produttività (rendere più produttivi dipendenti e collaboratori porta a migliorare l?efficienza globale)
  • ritorno dell?investimento (ciò che oggi è una spesa, nel tempo si trasformerà in ricavo)
  • riduzione dei costi/sprechi (ottimizzare processi e attività è un?esigenza chiave di tutte le organizzazioni).

Raccontare i benefici derivanti da un?innovazione può indubbiamente generare interesse e stimolare ad approfondire l?argomento di discussione. Un effetto ancor maggiore sortisce però il riportare dati numerici sul valore aggiunto di tale innovazione: in che percentuale incide sull?aumento dei ricavi? Quanto rende più produttive le attività aziendali?

Un esempio: tavolette grafiche e nuova GUI per tutti!

Per capire quali leve stimolare per proporre un?innovazione tecnologica si pensi a un ipotetico caso: la dotazione di tavolette grafiche e interfacce software di nuova concezione a un gruppo di creativi.

Vista la spesa iniziale per il software e l?hardware richiesto dalla soluzione, in questo caso parlare di innovazione, ergonomia, dispositivi analogici o tendinite da mouse potrebbe non bastare per convincere della validità della proposta.

Puntando sulle leve citate in precedenza, si potrebbe tuttavia sottolineare come la produttività del singolo grafico venga sensibilmente incrementata adottando un sistema di interazione più veloce, efficace e che permette di ridurre le pause per limitare l?affaticamento del braccio. Si potrebbe indicare inoltre come l?adozione di tali strumenti a tutti i grafici aumenterebbe la competitività del reparto permettendo di produrre elaborati migliori e in tempi minori rispetto alle società concorrenti, mentre l?investimento, effettuato una volta sola, andrebbe a produrre frutti costanti nel tempo. Con tali argomentazioni è lecito sperare di aver sollevato l?interesse dell?interlocutore. A questo punto non resterebbe che dimostrare sul campo quanto un?interfaccia innovativa possa fare la differenza rispetto al sistema già in uso. Per farlo occorre trovare ? o più spesso inventarsi - un sistema di misurazione che dia risultati non solo attendibili ma anche facilmente interpretabili dall?interlocutore. Da questo link è possibile scaricare o lanciare un piccolo e rudimentale software realizzato in Flash (qui disponibile in versione .exe) per misurare un parametro relativo all?efficacia dei dispositivi di input. Si tratta di una programma interattivo che simula alcune interazioni grafiche tipiche come clic di precisione e trascinamenti e valutata secondo il fattore tempo il risparmino ottenibile adottando diversi dispositivi. Calcolatrice alla mano, stimando il numero di interazioni compiute giornalmente e moltiplicando il risparmio di tempo ottenibile da un?interfaccia innovativa per il numero di persone che potrebbero avvalersene, non è raro scoprire di riuscire a ottenere benefici ben superiori a quelli ipotizzabili.

Se con un metodo così artigianale si riesce a dare un?idea del valore di un?innovazione, con le nuove tecnologie come l?eye-tracking si possono ottenere informazioni ben più interessanti che, quindi, non solo sono utili in fase di sviluppo di interfacce o sistemi di comunicazione, ma anche per sostenere argomentazioni di vendita con dati rilevati con una metodologia scientifica.

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Daniele Cerra

Daniele Cerra
Direttore responsabile di testate giornalistiche (Enjoyin - www.enjoyin.it - ) e giornalista pubblicista freelance(WinMagazine, InternetMagazine e altre testate), svolgo da diversi anni attività di progettazione e consulenza come Web Content Manager, Instructional Designer e (Business) Community Designer per grandi aziende. Per saperne di più su di me e i miei interessi... www.danielecerra.it
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