Siena Design Project 2004
July 24th, 2004 di Leandro Agroin interaction design, SDP, siena | Letture: 3326
Il Siena Design Project sta emergendo come una delle più belle iniziative relative all’Interaction Design in Europa.
Il Siena Design Project sta emergendo come una delle più belle iniziative relative all’Interaction Design in Europa.
Come tradizione vuole, l’apertura dei lavori e presentazione del SDP ‘04 è stata di Antonio Rizzo. Antonio ha spiegato quale forte significato abbia il fatto che gli studenti di diverse Università si supportino vicendevolmente, scambiandosi conoscenze e facendo emergere una comune tensione verso l’user centered design.
Subito dopo è stato il turno di Henry Saddler (ex direttore dell’Apple Design Project ora alla NASA), maestro di cerimonie e metronomo del SDP. Henry ha introdotto tutti noi a quella che sarebbe stata la giornata, definendo tempi e modalità con cui le presentazioni avrebbero avuto luogo. Inoltre, Henry ha sottolineato come i progetti presentati sono -in realtà - soltanto una minima parte di quelli che sono stati realizzati. Infatti, all’interno di ogni singola Università partecipante all’SDP sono stati messi in competizione diversi team, ed -alla fine- è stato selezionato un solo progetto.
Un’ultima nota introduttiva va dedicata al pubblico… in effetti assente. L’SDP è -al momento- una manifestazione aperta ma NON pubblicizzata. Ecco dunque che la maggior parte dei partecipanti è -in effetti- in qualche modo coinvolta nei progetti presentati e/o nelle Università partecipanti.
In tal senso, la tradizionale presenza di Idearium, è qualcosa per cui ringraziamo l’organizzazione e che -spero- sia il primo veicolo di visibillità per questa importante manifestazione.
LIMERICK University
Il team di studenti capitanato dal Prof. Liam Bannon è -come tradizione vuole- pragmatico ed estremamente attento nella fase di osservazione degli utenti. Centinaia di minuti di registrazione video, disegni, fotografie, costituiscono la radiografia dello "spazio pubblico" da loro studiato: uno specifico incrocia stradale e le modalità con cui automobilisti e pedoni lo vivono quotidianamente.
Uno dei punti fondamentali di questo lavoro è quello di tener conto dei differenti punti di vista di pedoni ed automobilisti:
- barriere luminose poste sul terreno, rendono coerente e super-visibile lo stato del semafo;
- indicatori luminosi posti in terra o sul piantone del semaforo, danno una idea chiara del tempo di attesa che pedoni o automobilisti hanno prima del prossimo verde
- sensori posti in terra, identificano le persone in procinto di attraversare la strada e fungono da bottone di chiamata del verde
- avvisi sonori provano a stoppare i pedoni che stiano cominciando ad attraversare la strada con il semaforo rosso
Altre informazioni sul progetto…
Royal Institute of Technology, Stockholm, Sweden
Nessuno spazio è più angusto, noioso ed imbarazzante di un ascensore. Eppure il Team di questo progetto ha ugualmente tentato di trasformarlo in un luogo dove avere un’esperienza condivisa di intrattenimento. Come?
Trasformando le pareti del vostro ascensore in schermi (per giocare a Tris con qualcun altro a distanza di un metro o di un oceano) o in meccanismi capaci di rimodellarsi ripropondendo le forme di qualcuno che -altrove- imprime la propria immagine sulla parete.
Troppo complicato? Beh, allora forse basterà inserire nell’ascensore un poco tecnologico DIARIO di bordo. Basta una normale agenda e un qualcosa a cui attacarla con un laccio o una catenina.
…molto ben fatti i rendering video di questo team.
Altre informazioni su questo progetto…
NDA: Qualcosa mi dice che -sopratutto in Italia- si troverebbero molti modi per usare il diario di bordo dell’ascensore del proprio ufficio…

Royal College of Art
Ancora una volta l’approccio del Royal è legato a collezionare "n" differenti azioni possibili e presentarle insieme…
Comunque sia, tra le varie "visioni" presentate dal Royal, mi è piaciuto molto il progetto di uno studente che -dotate delle persone di strumenti che registrano il loro stato di eccitazione vs. stress- ne ha associato lo stato emotivo alla posizione geografica di dettaglio.
…Così, girando per Siena e guardando monumenti o altro, è possibile inviare al sistema centrale delle informazioni sul proprio stato emotivo (emozione vs. stress). Il sistema plotterà su una apposita carta geografica le emozioni positive o negative raccolte su "n" soggetti, e questo consentirà la raccolta di informazioni qualitative importantissime per il miglioramento e la valorizzazione del territorio.
Per gli altri, progetti mostrati dal Royal, seguite questo link…

Università di Siena
Il contesto a cui fa riferimento il progetto sviluppato dagli studenti di Siena, coinvolge quelle persone che hanno la necessità di seguire programmi di riabilitazione lunghi una vita intera. Sono soggetti con diversi livelli di disabilità mentali e per loro un ambiente di grande svago ed attività è la piscina: in piscina molte delle loro disabilità svaniscono o -almeno in parte- sembrano normalizzarsi.
L’intensa analisi degli utenti fatta da questo team, ha consentito di scoprire un fatto semplice quanto importante: al momento, i tools disponibili in piscina, sono tutto tranne che pensate per le persone disabili. Non sono personali o personalizzabili, non forniscono stimoli e non reagiscono alle azioni delle persone che li usano.
In questo contesto, il team di Siena, si propone di introdurre supporti semplici ma interattivi, ed usare tali tools in piscina per coinvolgere i soggetti disabili in attività sia specifiche che di gruppo.
A questo punto, bisogna però ricordarsi una cosa: camminare in acqua è una delle attività principali della riabilitazione. Con l’aiuto dell’acqua, le persone in riabilitazione, sono infatti in grado di compiere movimenti e coordinarsi con maggiore sicurezza.
Il progetto in questione ruota sopratutto su un tools che consiste in un "tappeto" da immergere sul pavimento della piscina. Questo tappeto indica dei percorsi illuminando delle piastrelle specifiche; nonché reagisce alla presenza/pressione di un utente, con luci e suoni.
Durante i test, questo sistema si è dimostrato così efficace che -quando il sistema non funzionava o il suono non era udibile- i soggetti simulavano con la propria voce il suono che si attendevano di sentire.
Altre informazioni su questo progetto…
University of Aarhus, DAIMI, Denmark
Questo team parte da un particolare spazio collettivo, quello del porto di Aarhus e del suo essere luogo di incontro che ospita svariate attività multiculturali legate all’intrattenimento.
L’idea è quella di porre dei particolari schermi e distribuirli in vari posti della città , usandoli come strumento di comunicazione informale da molti a molti e provare ad usarli favorendo sia la comunicazione che l’espressione artistica.
In effetti, con questi schermi, è teoricamente possibile disegnare, scrivere, inviare video, etc. Ma non siamo difronte all’ennismo prototipo di schermo pubblico che fa tutto. Le "sculture digitali" (così chiamano gli schermi) progettate da questo team, piuttosto che essere un tools super-efficiente, preferiscono favorire un utilizzo diretto e genuino da parte della gente, spingedola ad esprimersi a modo proprio ed a scrivere usando i propri gesti.
In qualche modo, e sempre con piglio artistico, lo schermo consente anche di avere informazioni su quante persone hanno utilizzato questa tecnologia nel tempo, fornendo così una sorta di scia della presenza delle persone.
Altre informazioni su questo progetto…
Conclusioni
Come sempre Henry Saddler è stato un perfetto cerimoniere, ed il momento della consegna dei premi, si è vista tutta la sua esperienza ed il suo carisma.
Il premio per la migliore User Experience è andato al team di Siena, gli applausi sono stati abbandanti per tutti i team.

Idearium ha un ruolo speciale nel SDP e -sin dall’inizio- è stato inviato a presenziare nella Giuria e/o nell’Advisory Commitee del progetto. Così, anche quest’anno, il nome di Idearium è stato posto in calce a tutti gli attestati di premiazione consegnati ai team. Questa cosa ci riempie di orgoglio, non soltanto perché è il risultato di anni di lavoro, ma sopratutto perchè Siena è davvero un posto unico per questo genere di manifestazioni, ed i ragazzi che partecipano all’SDP è gente davvero preparata e creativa.
Inoltre, la coppia Rizzo-Saddler è magnifica: un modo unico di vivere con gioia il proprio lavoro sui progetti (a Siena niente è SOLO lavoro) e saperla coniugare con la professionalità di chi -senza stress- è sempre capace di dare tutto.




