iPod+iTunes: un raro progetto di Interaction design
July 22nd, 2004 di Leandro Agroin apple, classic, interaction design, ipod, itunes | Letture: 6468
Alla Apple non usano più paroloni accademici, ma continuano ad innovare come nessun altro.
Com’è fatto un progetto di Interaction Design?
La ricetta che viene pubblicizzata orami da anni prevede:
- un terzo di device specializzati fortemente innovativi
- un terzo di servizi always-on che ti seguono ovunque
- un terzo di Internet, proposta in modo editoriale e personalizzata
- un pizzico di effetti speciali
Ebbene, il progetto che Apple ha cominciato alcuni anni or sono con il suo rivoluzionario iPod (lettore MP3), ha ormai raggiunto la piena maturit� , ed oggi è un vero (e rarissimo) progetto di Interaction Design.
Device
iPod è un oggetto di culto! 
Ha un ottimo design, una interfaccia semplice & rivoluzionaria, non eccede in features inutili (schermi a colori o altre amenit� ) e si dedica a far bene il suo lavoro. Lo f� con la potenza di hard-disk supercapienti (da 10 a 40Gb) e la rapidit� della connessione Firewire. Ma sopratutto, l’iPod è lo stereo portatile che avremmo sempre voluto. Un qualcosa che consente la rinascita del "walkman" senza per questo costringerci a portarci dietro cassette, cd, o chiss� cos’altro.
iPod è il device per ascoltare la TUA musica in libert� . Gli altri lettori MP3 sono "solo dei lettori" (spesso meno performanti dal punto di vista hardware), con interfacce meno fiche, e zero funzionalit� legate ad un sistema integrato come quello che la Apple ha invece realizzato legato iPod ad iTunes.
iTunes: Ecco come ti rivoluziono il browser Internet
Chiunque altro avrebbe pensato: facciamo un sito web specializzato per l’offerta musicale Apple. E così sarebbe nato un clone di Vitaminic o del reparto dischi di B&N.
Alla Apple invece hanno deciso di scegliere un approccio diverso: Realizziamo un software ad-hoc che -basato sul motore di un browser- possa essere più che un sito e più che un software tradizionale. E’ nato così iTunes, il pioniere dei browser verticali:"The best digital jukebox, with the number One music download store inside".
Servizi always-on (che ti seguono ovunque)
Ascoltare la musica dal PC non mi ha mai esaltato… Poi un giorno mi si è -purtroppo- rotto il monitor di un fantastico Macintosh Titanium. Il guasto lo rendeva inutilizzabile per fare dei lavori seri e/o per portarlo da un cliente, ma comunque l’immagine era sufficientemente leggibile per mandare in PLAY le Radio di iTunes (fan-ta-sti-che) o un CD/ DVD, dei DivX, etc.
Così ho finito per mettere il Titanium dietro al televisore, collegarci due casse ed avere un impianto Stereo che costava quanto un Bose ma suonava con casse da 100euro. …non ero felice, ma è stato sempre meglio che buttare via il Titanium.
Beh, ovviamente non sono stato il solo a fare accrocchi strani per ascoltare la musica in salotto, ed ovviamente non tutti hannno piantato lì un mac (sopratutto non uno integro).
Ovviamente tutto ciò lo sapevano bene anche alla Apple, ed ecco che -un passo alla volta- hanno cominciato a rendere fruibile ovunque la loro tecnologia. Il primo passo è stato legare tutto tramite la tecnologia wireless (diffusa da quasi dieci anni tra gli user del Macintosh) e collegare Stereo di casa, TV etc al computer (desktop o portatile mac) attraverso uno speciale "ripetitore" chiamato: AirTunes. 
AirTunes è uno scatolotto wireless che potete alimentare direttamente da una presa di corrente, e attaccare agli ingressi del vostro Stereo. Fatto ciò, il vostro iTunes vi dar� immediatamente la possibilit� di deviare l’output verso le casse del vostro Mac, oppure verso il dispositivo AirTunes… Pilotando di fatto anche lo stereo del salotto.
Questa è una Killer-APP. E’ come il PC che fa il caffè. E’ il primo passo di una Rete ubiqua che porta -in digitale- le mie preferenze dentro alla TV di casa. Un passo più rilevante di quanto non si possa pensare.
Ma alla Apple non si sono fermati qui.
L’approccio di Interaction Design e il concetto di lavorare sui "contesti d’uso", avr� fatto pensare a qualcuno che integrare davvero un iPod in auto sarebbe stata una bella cosa.
Anche qui, la gente aveva cominciato da tempo a smenettare per collegare il suo iPod alle casse dell’auto. Purtroppo, nel farlo, si è ritrovata con cavi ovunque e qualche problemino di alimentazione.
La cosa deve essere giunta all’orecchio di Steve Jobs, che da quel patito BMW che è sempre stato, ha alzato il telefono e trasformato questa idea in un joint-business milionario.
Oggi -a richiesta- molti modelli di BMW e di MiniMinor montano un iPod perfettamente integrato con lo stereo dell’auto. In questo modo NON ci sono cavi ingiro, NON ci sono problemi di alimentazione e sopratutto NON ci si distrae per cambiare canzone: infatti. tutti i comandi dell’iPod sono duplicati sulle razze dello sterzo.
Questa è principalmente una operazione di marketing, ma a me piace pensare che sia stata originata da quella riflessione sui contesti d’uso a cui ho fatto riferimento. …comunque io non comprerò ugualmente una BMW.
Ancora device: La musica è mobile!
A chi da tempo spera che la Apple produca un telefono cellulare (iPhone.Org è un dominio Internet appartenente alla societ� di Cupertino)
rispondono gli accordi con Ericsson e -notizia dell’ultimora- il contratto siglato con Motorola.
L’accordo tra Apple e Motorola è finalizzato ad integrare nei nuovi cellulari che arriveranno sul mercato nel 2005, il software per il scaricare i brani direttamente da iTunes.
Attualmente, i brani musicali in grado di essere memorizzati dai nuovi cellulari saranno tra i 6 e 12, ma con la possibilit� di collegare il telefonino con l’iPod, il cerchio di chiude, ed il progetto Apple per portare la musica digitale "ovunque" può dirsi riuscito.
iTunes: un progetto che risolve le istanze di legalit� & libert�
Secondo me, iPod non è soltanto un progetto dal design ben riuscito. Io credo che il modo giusto di guardare a questa soluzione iPod+iTunes sia -appunto- quello dell’esperienza complessiva raggiungibile con queste tecnologie. Il fatto -ad esempio- di poter gestire delle proprie playlist (liste di brani), bruciare dei CD personalizzati, condividere la musica, avere a disposizione formati di compressione senza perdit� di qualit� audio, etc etc… sono tutti elementi della libert� di movimento e di azione che l’utente di questo sistema riesce ad ottenere.
Eppure non è ancora tutto: dal mio punto di vista, un elemento fondamentale per definire iPod+iTunes un progetto veramente tosto, è il fatto di aver risolto un problema puntuale: quello della pirateria musicale.
Dalla sua nascita. iTunes ha permesso l’acquisto legale via internet di
almeno 100 milioni di brani. Un incredibile successo! Sopratutto
rispetto a chi -nelle Major musicali- spergiurava che Internet sarebbe
stata la tomba della musica.
Gli effetti speciali…
Dicevo all’inizio che, nella ricetta per il perfetto progetto di Interaction Design, serve aggiungere un pizzico di "effetto speciale". 
Io non sò se questo progetto Apple-iPod possa dirsi privo di questa caratteristica. E’ comunque un fatto che, il poter tranquillamente entrare in un negozio ed acquistare il tutto, toglie parte del fascino della cosa -per il momento- ancora irrealizzabile e inarrivabile.
Insomma, l’iPod c’è da anni, il wireless anche… non me la sentirei di dire che "l’effetto speciale" c’è.
Dunque?
Che forse basta l’assenza dell’effetto speciale perchè il progetto iPod NON SIA più quel buon archetipo di realizzazione di un concept tipico di Interaction Design che abbiamo sin qui descritto?
…oppure siamo noi che dobbiamo semplicemente riuscire a riconoscere un PRODOTTO REALE quando lo vediamo, e separarlo dalle DEMO (dove l’effetto speciale serve) a cui siamo abituati?
Conclusioni
Io credo che il punto non sia se l’iPod è fico, oppure se la Apple ha avuto un buon successo economico (non è un caso se nella pagina iPod+iTunes c’è il link per scaricare i risultati economici dell’ultimo quarter). Il punto è se abbiamo la capacit� di riconoscere in questo sistema un vero progetto di Interaction Design: un qualcosa che miscela device, mobilit� , ambienti (auto/casa), buone interfacce, buoni contenuti, profili utente, etc. …credo che serva dare un giusto riconoscimento a questo lavoro.
Credo che iPod debba portarci a ragionare su quanto va l’interaction design vada tenuto nell’ambito delle idee, dei concept, della pura accademia, e quanto invece è giunto il tempo di realizzare concretamente e portare al mercato. Ritengo che chi vuol dirsi Interaction Designer (ed all’ultima conferenza di Ivrea erano tutti coloro che erano presenti), debbano rifletterci e comprendere se Jobs fa soldi a palate perché coniuga la musica in chiave Interaction Design, o no. Ne v� del nostro futuro, no?





July 12th, 2007 at 11:21 pm
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