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L’arte di far domande

April 18th, 2004 di Michela Terenzi
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Il questionario tra descrizione e misurazione
Per prendere decisioni ci occorrono informazioni , e nella vita quotidiana siamo in grado di reperirle nei modi più disparati.

Il questionario tra descrizione e misurazione
Per prendere decisioni ci occorrono informazioni , e nella vita quotidiana siamo in grado di reperirle nei modi più disparati. L’accuratezza delle informazioni che raccogliamo è in grado di determinare la probabilit di prendere la giusta decisione. Tuttavia, spesso ci accontentiamo di poche informazioni o di informazioni parziali, basandoci su euristiche o "scorciatoie cognitive". Al contrario, in contesti professionali, come nel caso della ricerca scientifica e di marketing, non possiamo fare affidamento su queste strategie e abbiamo bisogno di strumenti il più possibile validi e affidabili.

Per raccogliere informazioni in modo economico e obiettivo è possibile impiegare un questionario. Non penso sia il caso di trattare in maniera dettagliata la struttura di questo strumento. Vale la pena ricordare, però, che tutti i questionari sono costituiti da una serie di stimoli (affermazioni o domande) e da una scala risposta per rispondere a questi stimoli (aperta, dicotomica, likert, ecc.).

I questionari, però, non sono tutti uguali: alcuni hanno come obiettivo quello di descrivere un fenomeno (ed eventualmente definire una tassonomia), altri forniscono una misura di un fenomeno o di un costrutto teorico (e possono essere impiegati per fare previsioni). Quest’ultimo tipo di questionario costituisce un vero e proprio strumento di misura, mentre il primo è il questionario tipicamente impiegato per condurre sondaggi.

Un’altra differenza sostanziale che esiste tra queste due tipologie di questionari è quanto esplicite sono le domande e le affermazioni che vengono impiegate. Tipicamente, i sondaggi pongono domande esplicite (per esempio, "quale browser usi abitualmente?"). Al contrario, un questionario che miri a misurare un costrutto teorico (come l’usabilit ) sar meno esplicito e tender a raccogliere informazioni che, collettivamente, possono fornire una stima del costrutto in esame (per esempio, "esplorando questo sito capisco in ogni momento dove mi trovo").

Attendibilit e validit
La realizzazione di uno strumento di misura comporta quindi alcune difficolt aggiuntive rispetto alla realizzazione del sondaggio. Difatti, non solo è necessario circoscrivere l’oggetto di indagine e assicurarsi che le domande poste siano in grado di catturare il fenomeno, ma è anche necessario che la lista di domande o di affermazioni sia attendibile. L’attendibilit è la propriet di uno strumento di fornire misurazioni che siano affette dal più piccolo errore di misura possibile. I diversi soggetti che rispondono al questionario, i diversi item che lo costituiscono, come pure il tempo che intercorre tra una misurazione e un’altra, sono tutte fonti di errore. Differenti metodi possono essere impiegati per stimare l’attendibilit di uno strumento: il metodo di ripetizione della prova (test-retest); il metodo delle forme parallele, il metodo della divisione a met (split-half) e il coefficiente alpha di Cronbach. Tutti questi metodi sono in grado di fornire indicazioni sulla coerenza della nostra misura.
La realizzazione di un questionario comporta dunque una fase di validazione che non è indispensabile per la realizzazione di un sondaggio.
Un sondaggio ha obiettivi diversi, legati alla realizzazione di indagini descrittive il cui scopo è quello di fornire una descrizione più accurata possibile di ciò che i soggetti riferiscono di fare, pensare, dire, ecc.. Da questo tipo di indagine emergono indicazioni che contribuiscono a definire l’oggetto di studio e che possono essere estremamente utili per studi successivi.
Un sondaggio può essere uno strumento molto efficace per comprendere quali siano i bisogni e le opinioni delle persone, o per individuare quali siano le modalit migliori per fornire un servizio o un prodotto ottenendo il pieno soddisfacimento degli utenti.
La realizzazione di uno strumento di misura, invece, è spesso legato a una cornice teorica che ne guida la strutturazione e le finalit . Il suo scopo, infatti non è solo conoscitivo, come per il sondaggio, ma mira all’individuazione di modelli predittivi basati su analisi statistiche spesso complesse. Chiaramente ciò comporta dei costi aggiuntivi di realizzazione e tempi più lunghi legati alla fase di validazione.
L’esigenza principale per la realizzazione di un vero e proprio strumento di misura è quella di sottoporre a verifica la validit e la fedelt delle misure usate, cioè verificare l’esito di quel processo che permette di legare concetti astratti a indicatori empirici (processo noto come “operazionalizzazione”). Quando ci chiediamo se un questionario è uno strumento valido ci domandiamo se esso misura "veramente" le variabili concettuali che intende misurare.

Campionamento
Uno dei vantaggi che l’uso di questionari dovrebbe garantire è di poter ottenere informazioni riferite ad una popolazione numerosa. Perché queste informazioni siano affidabili è però necessaria un’accurata selezione del campione. Le persone che hanno risposto alle domande sono rappresentative della popolazione di nostro interesse? È importante che la risposta a questa domanda sia affermativa, se vogliamo fare affermazioni generali sulla base dei risultati: vogliamo poter dire che il 90% dei navigatori italiani impiega Mozilla Firebird come browser preferito (sai che trip …), non che il 90% degli abitanti di Scasazze di Sotto ecc. ecc.
In generale, possiamo scegliere tra due strategie per ottenere un campione rappresentativo. Possiamo ricorrere a un campionamento stratificato, cioè decidiamo di prendere in considerazione proporzioni di uomini, donne, giovani, anziani, impiegati, operai, ecc. ecc. corrispondenti a quelle esistenti nella popolazione. La seconda strategia è quella di procedere ad un campionamento casuale che però è veramente difficile da ottenere.

Tecniche di indagine come i sondaggi o i questionari hanno in comune la necessit un’attenta valutazione iniziale del target, degli obiettivi e dunque delle informazioni che si intende ottenere; nonché valutazioni relative al budget da investire e alla numerosit del campione disponibile. Più accurata sar la valutazione iniziale più facile sar individuare lo strumento adeguato alla ricerca informativa.

3 Responses to “L’arte di far domande”

  1. Isabella Says:

    Il tuo articolo è molto istruttivo e interessante soprattutto per me che mi sto approcciando per la prima volta (in un percorso di studi specifico di Laurea Specialistica in scienze infermieristiche e ostetriche) alla costruzione di un questionario, e purtroppo nel più breve tempo possibile.
    Hai gentilmente altre dritte teorico-pratiche e bibliografiche da suggerrirmi? Te ne sarei infinitamente grata

    Isabella

  2. claudia Says:

    Ho letto il tuo articolo perche alla ricerca di dritte per poter formulare un questionario per poter valutare la percezione della qualità edilizia.
    Vorrei fare infatti uno studio attravero questionari per una tesi all’interno di ingegneria edile.
    Trovo il tuo articolo molto chiaro e riassuntivo, ma non avendo mai studiato questo genere di cose, sapresti darmi qualche dritta teorico-pratica e bibliografica? grazie mille

  3. Liliana Says:

    CHI DOMANDA GUIDA… CIAO Liliana

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Michela Terenzi

Michela Terenzi
Dottoranda in Psicologia, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".<br/> <br/> L'attività scientifica è prevalentemente indirizzata allo studio dell'interazione individui-tecnologie. In particolare, si occupa della misura del carico di lavoro mentale e dei meccanismi alla base della prestazione umana nell'interazione con sistemi automatici e semi-automatici.
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