Lo Spot: nuova forma artistica
February 22nd, 2004 di Sandra Goriin adv, comunciazione | Letture: 4218
"BUONASSEEERA!"
Questo saluto, simbolo di una ormai storica pubblicit , ha portato all’agenzia che lo ha realizzato fama e successo, diffondendosi nel giro di poche settimane sulle bocche di tutta Italia.
"BUONASSEEERA!"
Questo saluto, simbolo di una ormai storica pubblicit , ha portato all’agenzia che lo ha realizzato fama e successo, diffondendosi nel giro di poche settimane sulle bocche di tutta Italia.
In questi ultimi anni più che mai abbiamo, infatti, assistito ad una graduale trasformazione del ruolo della pubblicit all’interno del tessuto sociale:
in un mondo che si esprime a suon di SMS, E-mail, Immagini Digitali e veloci scambi d’idee che impegnano l’individuo per non più di pochi secondi, lo SPOT ben s’integra assumendo un’importanza comunicativa fino a qualche anno fa insospettabile.
Tutto ciò è amplificato dall’impoverimento della qualit del prodotto televisivo medio, contenitore della pubblicit stessa: possiamo affermare che lo spot sia ormai uno dei prodotti più evoluti ed innovativi che la televisione abbia da offrire ai suoi spettatori, superando per gradimento i quiz o l’ennesimo Spencer-Hill movie.
Da qualche tempo sono perfino organizzati eventi ad hoc come il "Gal della Pubblicit ", in pratica l’assegnazione degli Oscar del settore, o "La Notte dei Publivori", dove i promo, anche stranieri, diventano un gigante serpentone d’ore ed ore di spettacolo; l’argomento suscita sempre più interesse ed è divenuto oggetto di dibattiti culturali e mostre permanenti.
(fra i vari link: http://sapere.virgilio.it/extra…)
Non a caso quindi molti registi ed attori blasonati internazionali si stanno sempre più dedicando ai "consigli per gli acquisti", attratti certamente da compensi stratosferici, ma anche dalla consapevolezza che questi siano diventati una moderna forma di espressione artistica.
L’ARTE DI FARE PUBBLICITA’
Ci troviamo di fronte ad un’arte più elaborata delle altre, poiché soggetta all’aggiuntivo vincolo della durata (non più di 10-30 secondi). Lo spot deve, infatti, nel breve arco della sua messa in onda:
La cattura dell’attenzione dello spettatore: …"Potevamo stupirvi con effetti speciali"…
Prendiamo in prestito un vecchio tormentone per parlare di alcuni trucchi usati nelle ultime generazioni di spot allo scopo di attirare l’attenzione del pubblico:
- lo spot “silenzioso”: tutti indaffarati in giro per casa, con la tv, come sempre più spesso accade, in sottofondo: ad un tratto, silenzio. Che si sia rotto il televisore? No, sta andando in onda uno spot di quelli in cui parla solo l’immagine del prodotto, ad esempio l’auto talmente silenziosa da ovattare qualunque rumore esterno. Anche l’attenzione dei più distratti è stata così catturata.
- lo spot “musicale”: al contrario, la colonna sonora che accompagna lo spot è padrona assoluta, rappresentando un pericolo se trasmessa in orari critici (si rischia un brusco risveglio addormentandosi col televisore acceso), ma garantendo un doppio risultato: le vendite del prodotto e quelle del disco!
- lo spot “a puntate”: gli attori interpretano una mini-fiction pubblicitaria…come andr a finire la storia? Lo spettatore attende gli sviluppi futuri garantendo continua audience.
- lo spot “misterioso”: non sappiamo se l’effetto sia voluto…alcuni spot sono così "ermetici" che non è raro, dopo averli visti varie volte, chiedersi: “ma che voleva dire?” Il risultato è che il dubbio viene spesso esternato ad altri, rinnovando l’attenzione del pubblico.
La presentazione del Prodotto
Eccoci al vero protagonista di uno spot: il prodotto.
La gamma degli oggetti reclamizzati è esplicativa degli attuali bisogni dell’homo-tecnologicus, ben diversi da quelli del passato: a chi interessa più che non esista sporco impossibile o che un alimento sia approvato dall’Uomo Del Monte?
Adesso le cose che contano nella vita sono le conquiste che posso fare spacciando per mia opera cuinaria un cacciucco alla livornese surgelato, oppure quanti giorni, settimane, mesi, resiste il latte prima di scadere e, soprattutto, avere sempre un Amaro Lucano a portata di bicchiere!
Colpire l’audience
Le agenzie pubblicitarie alla forsennata ricerca del "colpo ad effetto", dello slogan e dell’ambientazione esotica, propongono situazioni estreme che generino nello spettatore, tramite il meccanismo dell’immedesimazione, un ricordo positivo dello spot (non lascia certo indifferenti un George Clooney che supplica di entrare alla tua megafesta pur non avendo con sé alcuna bottiglia di Martini, mentre tu donna crudele gli sbatti la porta in faccia).
Ma il rovescio della medaglia è che sempre più spesso, dopo essere stati distratti, ammaliati e stupiti, NON RICORDIAMO l’oggetto reclamizzato!
A questo punto il veicolo -LO SPOT- offusca con la sua originalit il VERO prodotto, trasformandosi per l’agenzia pubblicitaria in un promo di se stessa a discapito della MISSION AZIENDALE, che dovrebbe invece prevedere l’aumento di fatturato del committente.
IL MUSEO DELLO SPOT
Commossa dall’esperienza formativa che è stata per molti il "Carosello", ricorderei per concludere una pietra miliare della pubblicit italiana: il CYNAR.
Vi ricordate Ernesto Calindri seduto ad un tavolino in mezzo ad una piazza nella quale transitavano in tutto due seicento ed un autobus?
"Cynar, contro il logorio della vita moderna!", era lo slogan.
Immaginate il logorio odierno in confronto: come minimo il povero cristo verrebbe travolto da una delle tante auto pirata, derubato di sedia e tavolino da un gruppo di mariuoli ed intossicato dalle famigerate polveri sottili, di fronte alle quali il Cynar non ha putroppo alcun potere!




