Dieci punti per riflettere sui cardini dell’E-learning
January 20th, 2004 di Silvia C. Mantovaniin elearning | Letture: 2834
All’inizio del nuovo anno, focalizziamo i punti fondamentali su cui si basa l’e-learning all’interno della nostra societa’.
Uno spunto che ci permettera’ di verificare dove siamo arrivati, cosa dobbiamo considerare con maggiore pro
1. Non c’e’ nulla che non possa essere imparato
Nonostante qualcuno si dica “incapace” per una o un’altra scienza,
non si tratta fondamentalmente di “incapacita’” innata ma solo e
semplicemente di “disinteresse” per quell’argomento.
L’e-learning, come qualsiasi altra forma di insegnamento deve saper
attrarre, motivare e coinvolgere.
Molti sono gli studi e i dibattiti su come attuare il coinvolgimento:
gioco? serieta’? professionalita’? adattabilita’? colore? efficacia?
2. Non c’e’ nulla che non possa essere insegnato
Le capacita’ verbali e di espressione raggiunte dall’homo sapiens
sapiens sono piu’ che sufficienti per poter trasmettere le proprie
conoscenze.
L’e-learning non ha frontiere o limiti riguardo agli argomenti
che puo’
trattare, cosi’ come non ne hanno i libri.
3. Ognuno ha il proprio modo di imparare
Ciascuno di noi per abitudine o personalita’ utilizza primariamente uno
dei propri sensi per recepire la realta’ e imparare.
Udito, vista, tatto sono i sensi principe per poter apprendere nozioni.
L’e-learning e’ in grado di differenziare le proprie forme per
rendersi
uno a molti, con risparmio di energia e di mezzi.
4. Singolarita’ e generalita’: scontro al vertice
Un libro, una cassetta, una lezione vengono utilizzate per insegnare a
piu’ persone contemporaneamente. E’ quindi difficile poter raggiungere
allo stesso modo tutti coloro che vogliono apprendere.
Per l’E-learning nasce l’impossibilita’ finanziaria di poter tagliare
su misura gli ambienti per ogni singolo utente.
Ma l’e-learning e’ in grado di poter customizzare velocemente i
propri
contenuti e la loro visualizzazione, di essere plasmabile per
soddisfare piu’ gruppi di utilizzatori e diversificate esigenze.
5. Computer: la generazione ZERO
L’e-learning si basa sulla tecnologia informatica, ma spesso si
dimentica che un computer non e’ ancora un oggetto maneggevole per
tutti.
La generazione ZERO, quella che ha iniziato ad avere confidenza con i
computer ad un’eta’ che le ha permesso di prenderne contatto,
confidenza e voglia di utilizzarli e’ quella che nel 1982 aveva intorno
ai 14 anni.
Eppure, di quella stessa generazione zero, molti ancora rifiutano il
contatto con la tecnologia informatica.
Questo distacco si sente sempre piu’ man mano che l’eta’ delle persone
cresce, con qualche limitata eccezione.
La comunita’ europea solo dalla meta’ degli anni 90 ha pensato ad un
progetto che portasse in tutte le scuole i computer.
Il rifiuto, la diffidenza, l’indifferenza verso le tecnologie
informatiche di gran parte dell’attuale popolazione lavorativa,
pone i
limiti all’espansione dell’e-learning.
6. Parole, Libro, Radio, Televisione, Computer
Cinque parole per descrivere a sommi capi l’evoluzione della
trasmissione delle informazioni e delle nozioni nella storia dell’uomo.
La nascita di ognuna di esse e’ stata per il genere umano una propria e
vera rivoluzione, un punto preciso dal quale e’ iniziato un modo
diverso di comunicare.
Come per tutte le rivoluzioni, ci vorra’ tempo perche’ l’uomo
possa
utilizzarle appieno, scoprirne tutti i vantaggi e avere la voglia di
farli divenire strumenti indispensabili del proprio quotidiano.
7. Dai libri al monitor
L’e-learning viene fruito tramite il monitor di un computer.
Il modo di captare i segni alfabetici, di decifrare le immagini, di
focalizzare il contenuto principale di una pagina stampata e di una
pagina a video sono molto diversi.
I ragazzini di oggi iniziano ad essere confidenti ed abili nel leggere
a video, anche per una minore abitudine al libro rispetto alle persone
adulte.
L’abitudine alla pagina stampata, alla luce riflessa e non diretta,
alle dimensioni stesse della pagina, condiziona la facilita’ di
utilizzo dell’e-learning.
Per questo motivo la semplicita’ dovrebbe essere uno dei punti
cardine
dell’e-learning, almeno in questo momento della sua storia.
8. Da soli e in community
Oltre a considerare i sensi maggiormente
utilizzati per l’apprendimento da ciascuno di noi, e’ necessario porre
l’attenzione sull’abitudine ad apprendere e a studiare da soli o
insieme a qualcun altro.
A scuola se non si era bravi in una certa materia, ci veniva
consigliato di studiare con qualcuno piu’ portato per quell’argomento.
Lo scopo? Forse non tanto quello di ripetere la lezione a chi ci poteva
correggere. L’obiettivo era quello di farsi contagiare un po’
dall’entusiasmo del nostro compagno di scuola verso quegli argomenti a
noi cosi’ antipatici. Soprattutto pero’ lo scopo era quello di imparare
i meccanismi con i quali un certo argomento poteva essere meglio
compreso.
L’e-learning offre una formidabile opportunita’ di imparare anche dalle
esperienze e dal modo di vedere e di percepire di altre
persone.
9. Scuola, Professionisti, Aziende
Questi i protagonisti attuali per l’e-learning. Le loro
esigenze sono
molto differenti e la volonta’ che spinge queste persone ad imparare e’
unica e singolare.
Le aziende che producono progetti di e-learning si chiedono spesso
verso chi spingere di piu’ per ottenere i maggiori profitti.
Sicuramente un’azienda e’ piu’ portata a spendere, anche se la attuale
situazione economica mondiale non permette di avere molte risorse.
Un professionista ha necessita’ di migliorare ed ampliare le proprie
conoscenze ed e’ sicuramente il protagonista piu’ auto-motivato.
Le scuole hanno l’input di insegnare le tecnologie informatiche e
costruiscono il modo di imparare degli adulti di domani.
10. Il life learning e il futuro dell’e-learning
Il life learning e’ un concetto che ormai si sta diffondendo in
ogni
settore e sul quale la comunita’ europea sta scrivendo protocolli e
leggi. L’ECM e i portfoli sono solo due espressioni di quello che in
avvenire coinvolgera’ la nostra vita professionale e personale.
Contro l’e-learning gridano ancora molti docenti e anche parecchi
manager.
L’e-learning non si sostituira’ in toto alla formazione in
presenza, come non lo hanno fatto i libri, ma e’ una strada
percorribile in termini di tempo, di denaro, di risorse, per aumentare
la scolarita’, perseguire il life learning e continuare lo sviluppo dei
mezzi e dei metodi di comunicazione, in questa nostra Societa’
dell’Informazione.




