Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta futurista
July 31st, 2003 di Dario Rodighieroin akira, bike, classic, interaction design, kaneda, manutenzione, zen | Letture: 12593
Alle 14:30 del 6 dicembre 1992, un nuovo tipo di bomba esplose sull’area metropolitana del Giappone. Nove ore dopo cominciò la III Guerra Mondiale.
Il film Akira si presenta con questo scenario, in un’atmosfera che ricorda
la fatiscenza futurista di Blade Runner e la tradizione giapponese ricca
di contraddizioni. Condividiamo con il protagonista Kaneda la sofferenza
di un’adolescenza in un ambiente pieno di ostilit� , nel quale le eccezioni della
societ� si rivelano negli eccessi di vita.

E quale miglior eccesso della moto più veloce di Tokio?
In questo articolo, cercherò di valutare obiettivamente un probabile prototipo
derivato dalla moto di Kaneda, analizzando aspetti di interaction design
e studi di fattibilit� .
0.1 PARAGONI COL PRESENTE
Iniziamo un’analisi della posizione di guida, che ci permetter� di collocare
la motocicletta in uno standard adattabile alla nostra realt� .

Il pilota, salito sulla motocicletta, si adagia comodamente su un ampio schienale;
quindi stende le braccia, impugna il manubrio e piega le gambe all’interno dell’abitacolo.
La posizione di guida potrebbe ricordare un chopper, motocicletta cult
americana che riporta alla mente la pellicola di Easy Rider. Tuttavia,
la posizione da assumere è esattamente quella di uno scooter.
0.2 UNO SCOOTER DISCUTIBILE
Cosa differenzia quindi la moto di Kaneda da uno scooter?
Innanzitutto il diametro delle ruote corrisponde a quello di una motocicletta,
infatti lo scooter ha delle ruote molto piccole. Inusuale, per entrambi gli
standard, è invece la posizione di guida fra le due ruote.
Questo provoca un abbassamento considerevole del baricentro e obbliga una distanza
fra i perni di ruota maggiore rispetto a qualsiasi motocicletta. Per un progettista
queste caratteristiche portano a una completa modifica della dinamica di
guida.
0.3 ANALISI DI USABILITA’ NELLA GUIDA
La posizione del motore è molto importante nella struttura di una moto. Nel
nostro caso il motore è posto sotto il guidatore, nella parte posteriore. Questo
significa un baricentro più basso e quindi una maggiore agilit� di guida che
tuttavia va rapportata al diametro delle ruote.
Considerando questi parametri, possiamo per esempio supporre che la moto di
Kaneda sia più agile di una motocicletta e meno di uno scooter. Purtroppo la
dinamica di una moto è molto complessa e coinvolge anche un’analisi del passo
(la distanza fra i due perni delle ruote).
Una distanza maggiore del passo, indica una maggiore instabilita’ in curva.
La guida di Kaneda si rivela quindi più rischiosa di quello che è, come possiamo
sopperire a questo problema?
Si potrebbe progettare una moto a passo variabile.

Infatti, in questo disegno realizzato dall’autore Katsuhiro Otomo, possiamo
vedere un sistema di ammortizzatori a 4 pompe. Se a questi ammortizzatori si
aggiungesse una avanzata centralina di controllo elettronica con giroscopio,
si potrebbe arrivare a una motocicletta umanamente guidabile.
La teoria della dinamica di guida è molto semplice: a grandi velocit� , in rettilineo,
la moto si distende per una maggiore stabilit� . All’impostazione di una curva,
la centralina calcola dati come velocit� e inclinazione e accorcia la moto secondo
la marcia del veicolo.
Nel sistema della centralina è importante valutare anche la rigidit� degli ammortizzatori,
dovuta a una distanza dal suolo molto bassa.
Inoltre il telaio, essendo molto lungo, deve essere rigido per ovviare a una
flessione dello stesso durante le spinte di accelerazione causate dall’inclinazione
e dalla velocit� della moto in curva.
0.4 FATTIBILITA’
Grandi autori sono stati capaci di disegnare geniali mezzi di trasporto, anticipando
di molto quello che sarebbe successo nella realt� .

Nella mia ricerca di fonti e ispirazioni, sono capitato in siti internet di
cui non mi sarei mai sognato l’esistenza. Tuttora vengo scosso nel sonno da
improvvisati costruttori di moto simili a quella di Akira. Se siete curiosi
visitate questi indirizzi:
http://www.bbakira.co.uk/kanbike/bike.htm
http://www.burningart.com/meico/motoproto/akira.html
ma soprattutto
http://www.matus1976.com/akira_bike/index.htm
http://www.akira2001.com/
Una volta Jules Verne scrisse al padre: "Tutto quello che l’uomo
è capace di immaginare, altri uomini saranno capaci di realizzarlo".




