La gente nella Rete
July 25th, 2003 di Serena Vinattieriin blogosfera, KM | Letture: 1801
Eloisa “la Pizia” Di Rocco , Mondo Blog - Storie vere di gente in rete, Hops Libri / Tecniche Nuove, pp. 176
€ 11,90
Vorrei iniziare dall’appendice, cercando delle definizioni.
Estratto da “Che Cosa è un blog” di Palomar .
- 02/11/02 L’inizio è semplice il resto dipende da voi.
Quale sistema migliore per raccontare che cos’è un blog se non quello scriverlo sotto forma di blog? Blog è la contrazione di web log, ovvero tenere traccia in rete, questa è l’unica definizione certa che si può offrire , il resto è contenuto.
- 04/11/02 Definire l’indefinibile
Un blog è un sito frequentemente aggiornato con una serie di interventi, ordinati dal più recente al più vecchio, da parte di un narratore, cioè colui che ha aperto il suo spazio. È prevalentemente scritto, può avere delle immagini tra il testo, ha molti collegamenti ad altri blog, a notizie, a siti. Rappresenta un ritorno importante dei contenuti in rete, ogni blog si caratterizza in base agli argomenti che il narratore sceglie.
Estratto da “Blog” di Simone Righini .
Dietro a un blog c’è la vita delle persone. È questo che interessa a tutti.
Abbiamo inventato un modo nuovo di raccontarci, di perdere e regalare tempo, con una piccola aggiunta rispetto ai media tradizionali.
Con i blog ti capita anche di parlare da solo, parlare con te stesso, scrivere, e rileggere quello che hai scritto. Diventa un muro portante dello stesso blog la consapevolezza dello scrittore.
Estratto da “Il fascino dell’incompiuto” di Roberto Rilletti.
Il blog potrebbe essere paragonato a una telenovela, una di quelle americane al cui sviluppo e alla cui creazione il pubblico è partecipe o crede di esserlo.
Dunque il blog. Che cos’è?
Una bacheca visibile a tutti dove esternare i fatti della vita quotidiana che accadono a te come ad un altro numero infinito di persone. Ma allora è soltanto per vanità che le persone si svelano in rete? Mi sento ganzo, divertente e decido di scrivere di me, cosa leggo, cosa ascolto e cosa faccio nelle mie giornate. Il blog è questo, ma è anche qualcos’altro.
Se prima c’era, e per molti c’è ancora, la pausa caffè o/e la pausa sigaretta, ora puoi rilassarti dal lavoro per dieci minuti, che persino la legge ti concede, a leggere della vita altrui. E’ telefonare all’amico senza usare il telefono: sarà il tuo amico a dirti cosa sta facendo o pensando e tu potrai semplicemente decidere di leggerlo oppure no.
Navigando tra i blog, ritrovati nel libro, ho scoperto che i bloggers hanno creato un “condominio”. Chi apre un blog diviene il pubblico di un altro blog, ognuno di loro sceglie dei link ad altri blog e li legge regolarmente. Quando ti accorgi di quanti bloggers popolano la rete scegli quelli che preferisci leggere e crei una tua selezione, ti senti curioso, divertito e un po’ impiccione.
Poi Eloisa mi ha scaricato da questo pensiero. “Io non credo che leggere un blog sia spiare da una finestra la vita del vicino. Gli affezionati dei blog sono voyeur tanto quanto lo sono i lettori di romanzi e riviste.”
E c’è ancora qualcos’altro. I momenti in cui ci sentiamo logorroici, confusi o in un’unica parola soli. Il blog allora diviene un modo per mettersi alla prova e per cercare di sentirsi meglio.
Nel libro di la Pizia troverete tutte le risposte, tecniche e meno tecniche, su che cosa sia un blog. E troverete la sua storia, la narrazione del suo incontro con gli altri bloggers divenuti coprotagonisti di mondo blog e il deisderio profondo di scrivere, dare forma ai propri pensieri.
Ecco una delle definizioni di blog data da Eloisa. “Io, quindi, non vedo il mio blog come un diario, ma come qualcosa di simile al Dolce Forno Harbert molto in voga negli anni ‘80.
Un posto dove trasformo i fatti caotici o banali della mia vita reale in una forma che mi piace di più. Come un disegno, un vaso di porcellana, una fotografia, io fermo delle cose e le metto in cornice, per riguardarle quando voglio. Quando riesce bene può capitare che chi legge ci trovi qualcosa di sè.”




