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I percorsi della memoria nell’e-learning

July 24th, 2003 di Alessandro Bordicchia
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La nascita di sistemi di e-learning rappresenta la chiave di accesso per lo sviluppo di modalit interattive che sono alla base di un nuovo modo di trattare la conoscenza.

In un periodo in cui molte delle parole di uso comune sono spesso precedute da un “trattino” e una “e” , è facile travisare e reinterpretare il loro significato dando un valore simbolico, quasi divinatorio, per dimostrare di essere al passo con i tempi.

In realt a volte si dimentica che quella tanto valorizzata “e” sta per “electronic” e che il trattino ha il solo scopo di mettela in relazione con termini gi esistenti come “posta” , “commercio” e “educazione”.
Il valore di quel suffisso, al di la del semplice significato linguistico, rappresenta una trasformazione socio-economico-culturale attualmente in corso.

In particolar modo la nascita di sistemi di e-learning rappresenta la chiave di accesso per lo sviluppo di modalit interattive che sono alla base di un nuovo modo di trattare la conoscenza.

Le strategie di progettazione di sistemi di questo genere sono correlabili a modalit di evocazione della memoria differenti rispetto ai sistemi tradizionali, per questo nella progettazione di sistemi e-learning è importante conoscere il funzionamento dei percorsi mnemonici in relazione alle attivit dei due emisferi celebrali e alle tecniche di memorizzazione.

Per essere più chiari:

nel cervello oltre ad una suddivisione per strati si delineano due emisferi:

- emisfero sinistro correlato ad attivit di tipo logico-simboliche e alle funzioni espressive del linguaggio

- emisfero destro, meno analitico, sembra rivestire un ruolo centrale nella genesi degli atti
creativi occupandosi di interpretare la realt anche per i suoi risvolti emozionali.

Sulla base di questo modello, l’apprendimento è visto come un sistema dinamico attraverso il quale le potenzialit dei due emisferi e le strategie di memorizzazione vengono correlate mediante tre sistemi che identificano tre processi distinti:

A) Memoria Emotiva
Il processo inizia con il recupero delle “interferenze neuronali della percezione” ovvero degli stimoli derivanti da vista udito tatto ecc. , per poi attivare il ” rilevamento delle interferenze emotive” nella zona talamica o più semplicemente le emozioni correlate ai suddetti stimoli.
Questi procedimenti si integrano nell’Ippocampo al centro delle memorie a lungo temine e successivamente vengono attivati dei sistemi di controllo e selezione situati nella corteccia prefrontale inferiore.

B) Memoria Semantica
Come la precedente inizia con il recupero delle “interferenze neuronali della percezione” per poi attivare una zona della corteccia cerebrale superiore dell’emisfero sinistro per una ” ricostruzione cognitiva”, quindi più razionale.I procedimenti si integrano nell’Ippocampo e vengono attivati sistemi di controllo posti nella corteccia “frontale” superiore.

C) Memoria Procedurale
inizia con il recupero delle “interferenze neuronali della percezione” per poi seguire un percorso abbreviato che implica l’attivit del cervelletto, il quale attraverso la spina dorsale segnala indicazione relative ai movimenti del corpo.

I processi di apprendimento determinati dall’utilizzo di strumenti multimediali, attivano i percorsi più elevati del processo di memorizzazione e per questo è necessario tener presente l’importanza dell’interazione e le possibilit di confronto da parte dell’utente.
Un’ambiente virtuale di apprendimento non dovrebbe essere un insieme di schermate noiosamente statiche, ma un qualcosa di avvolgente e interattivo, un luogo in cui sia possibile dare un valore alla propria esperienza.
In un’applicazione ben progettata la navigazione è parallela all’apprendimento e procede di pari passo con la crescita delle competenze, sviluppando allo stesso tempo nell’utente una autovalutazione delle proprie azioni.
Nella cattiva progettazione il rischio è quello di una netta suddivisione delle percezioni sensoriali che porterebbe l’utente a basarsi unicamente su i concetti acquisiti, senza alcun ricorso all’esperienza.
Questo creerebbe dei problemi visto che l’esperienza è un elemento di ingresso nel processo di comprensione e elaborazione della percezione.
Come conseguenza si avrebbe una cattiva comprensione e una evanescenza dei concetti acquisiti dati dall’incapacit di ricostruire i processi cognitivi.

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Alessandro Bordicchia

Alessandro Bordicchia
Sono un pubblicitario ma da circa tre anni lavoro come free-lance in ambito web. Attualmente collaboro come interaction designer con Gepin S.p.A. e Seapress srl e sono ideatore e direttore creativo di collaborazioni.com. Mi nutro di immagini, mostre, spot pubblicitari e testi di psicologia. Fra i maggiori clienti: Wind, Tim, Inps, Peroni, Assilt, Caspie, Buffetti.
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