grafic-usability
February 23rd, 2003 di jgor buzziolin usabilità, visual design | Letture: 2218
grafic-usability ovvero il punto di vista di chi non vuole che la Creativit ceda il passo ad un mondo “ottimizzato” dal’usability
Da quando è nata la Web TV, è apparsa la radio on-line o la TV interattiva, non possiamo non pensare che Negroponte abbia visto “giusto” con la sua teoria della convergenza ed degli agenti intelligenti.
Vorrei focalizzare l’attenzione nella parola “convergenza” ed allargarla anche nell’ambito della comunicazione.
Durante i miei studi universitari mi è capitato spesso di imbattermi prima in questioni di “grafica” e poi, nell’altra faccia della medaglia: la “web-usability”.
Infatti, la poca “banda passante” imponeva una scelta non facile a tutti i progettisti di siti web: progettare un sito “pesante” ma con effetti grafici, o prediligere la velocit di caricamento delle pagine e ridurre al minimo gli elementi grafici.
Leggendo le teorie di Nielson in “Web Usability” mi sono reso conto che effettivamente le ideologie sono in netta contrapposizione, ma è inutile negare che, con il passare del tempo, la banda passante tender ad aumentare, rendendo “superflui” tutti gli accorgimenti che si fanno per risparmiare ogni singolo “bit”.
D’altro canto dobbiamo ammettere che non possiamo parlare di siti grafici, e la maggior parte dei siti si riduce ad un ammasso di colori e scritte in movimento per i siti amatoriali, ed a volte anche siti “istituzionali” od importanti risultano “carenti” di un’immagine che trasmetta seriet .
La maggior parte dei grafici “fai da te” rende impossibile la navigazione del sito, buste animate che sfrecciano nel nostro browser, contatori dai numeri giganti che ci mostrano gli accessi “presunti”, menu di navigazione inesistenti o senza criterio rendono la navigazione forzata, e nella maggioranza dei casi, restiamo in quei siti solo per il loro “contenuto”, sperando che la pagina “voluta” si scarichi il prima possibile.
Ecco dove si dovr applicare “la convergenza” di Negroponte. Non solo nei media, ma anche nella comunicazione. Il navigatore stesso diverr più esigente e inizier a prediligere siti “ottimali” e non “ottimizzati”, siti “accattivanti” e non “nauseanti”; in parole povere dovr nascere la grafic-usability.
Infatti nella web-usability esistono dei principi che i progettisti non posso ignorare, la compatibilit dei browser, il test della sorgente HTML, l’uso dei CSS, l’importanza della navigazione “orizzontale” (vari argomenti) e “verticale” (approfondimento dell’argomento selezionato).
E’ inutile ormai “litigare” per i “bit”; cosa ci importa se la “bella fotografia” porter via al nostro modem 150 Kb al posto dei 75 Kb di una foto compressa e “meno bella”.
Cosa importa se il loading dei “flash movie” peser 250 Kb quando la nostra linea permetter di scaricarlo in meno di 5 secondi?
Nielsen prediligeva la regola dei 10 secondi: ovvero il tempo massimo in cui un’utente attendeva l’arrivo della pagina. Inutile dire che le nuove tecnologie a fibre ottiche permetteranno di inviare non più fotografie, ma video. Inventeranno sempre nuovi algoritmi di compressione, troveranno sempre il modo di “camuffare” questi fantomatici “bit”, ma allora il problema si sposter sull’usabilit del sito.
Con la grafic-usability si dovrebbe star attenti alla disposizione dei menù, la concordanza dei settori, l’utilizzo di un’immagine coordinata con tutta l’azienda.
E’ inutile negare che lo stile “Benetton” o “Sisley”, viene definito “stile” perché l’azienda ha creato appositamente un’immagine che prima non esisteva.
Si pensi alla Nike, lo “swooper” o più volgarmente baffo (virgola, segno) ha avuto il potere di eliminare il nome “Nike” nella pubblicit , nei manifesti.
Con questo intendo dire che la grafica efficace premia chi la sa usare, per questo premier chi sapr trasformare il proprio sito in un piccolo universo “grafico” che permetter l’utente di orientarsi, di capire in ogni istante la propria locazione nel sito.
L’utente ama vedere la “bella grafica”, e la differenza fra “grafica” e “bella grafica” esiste; infatti la “bella grafica” la si nota non solo quando la si vede, ma soprattutto, quando scopriamo le funzionalit celate fra gli allineamenti ed gli accostamenti di colore.




