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L’usabilità delle pompe di carburante

January 27th, 2003 di Luca Rosati
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Il fatto: a molti automobilisti capita di rifornire per errore con benzina verde auto diesel.

La riflessione: il fatto nasconde un problema di usabilit� ?


Il fatto

Da non molto ho cambiato auto, passando da un modello a benzina ad uno diesel.
Dopo un periodo di felice convivenza, una mattina, in un distributore fai da te, mi è capitato di rifornire
l’auto con benzina verde anziché con diesel.
Uscito dal distributore, dopo poche centinaia di metri il motore si è spento. Tuttavia, finché l’officina del concessionario non mi ha restituito l’auto, non mi sono reso conto dell’errore commesso (non capivo cioè in cosa consistesse il guasto).

Il meccanico del concessionario mi ha spiegato che questo fatto è piuttosto frequente: molti automobilisti incappano in questo errore. E tutti, presa coscienza dell’accaduto, si trovano in notevole imbarazzo (vi assicuro che il mio era enorme).

Mi è venuto in mente allora quanto Donald Norman scrive ne La caffettiera del masochista: di fronte ad errori nell’uso di oggetti quotidiani, l’utente tende in genere ad attribuire la colpa a se stesso (alla sua incapacit� ), mai al cattivo design dei manufatti.

Il problema di usabilit� dietro il fatto

È possibile allora che il problema delle pompe di carburante nasconda un problema di usabilit� . La questione cruciale, infatti, non è la distrazione (ammetto che ce ne vuole) di chi mette benzina al posto del diesel, ma il dispositivo che non previene l’errore.

Il caso opposto (immissione di diesel in serbatoi a benzina) non si verifica mai non perché i possessori di auto a benzina siano più attenti o intelligenti, ma semplicemente perché non è materialmente possibile.
Gli erogatori diesel hanno infatti una sezione circolare di diametro maggiore rispetto a quelli a benzina verde: se si tenta di inserirli in serbatoi a benzina, non entrano. Mentre gli erogatori a benzina, avendo sempre sezione circolare ma di diametro inferiore rispetto a quelli diesel, entrano senza difficolt� anche in serbatoi diesel.

Pompa diesel e benzina a confronto per mostrarne la diversa sezione

Il problema, a ben vedere, non è soltanto di usabilit� , ma anche di design dell’informazione - di faccette per la precisione.
Per distinguere le varie pompe di carburante nei distributori viene utilizzato un solo fattore distintivo (i.e. un solo attributo o faccetta):

  • il colore

diesel (blu); blu diesel (gialla); benzina (verde)

La forma (differenza di sezione degli erogatori) previene l’errore solo in una direzione (immissione di diesel in serbatoi a benzina) ma non nell’altra: quindi non costituisce un fattore distintivo pertinente (Nota).
Un buon sistema dovrebbe invece ricorrere a due o più attributi distintivi, come nell’esempio sotto:

Insiie di oggetti organizzati secondo una duplice modalit� : colore; forma

Ho sottoposto il problema a un amico ingegnere meccanico. Anche per lui la soluzione consiste nell’utilizzare due attributi distintivi pertinenti:

  • il colore (come avviene ora)
  • la forma: uso di erogatori con sezioni di forme mutuamente esclusive, tali che l’una sia incompatibile col serbatoio dell’altra.

La morale

Questo caso tratto dalla quotidianit� mi pare emblematico di molti altri casi di cattivo design che avvengono anche nel web.

In particolare, uno mi sembra l’insegnamento principe che si ricava dalla vicenda: un sistema informativo provvisto di più faccette (i.e. più attributi per veicolare lo stesso oggetto) risulta migliore di uno mono-faccia.

Nota

Questa scelta può non essere casuale: mentre la benzina verde non rovina i serbatoi diesel, vale invece il contrario.
Inoltre, un amico mi fa notare che è consuetudine di molti aggiungere un po’ di verde al pieno di gasolio per prevenire il gelo del carburante (ca. 5 l di verde per 1 pieno di gasolio).
Tuttavia questa pratica non mi sembra sufficiente a giustificare l’attuale design delle pompe.

Bibliografia

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Luca Rosati

Luca Rosati
La passione per le tassonomie è il filo rosso che lega tutti i miei interessi: dalle Lego alla linguistica al Web. Dopo la laurea in Lettere con una tesi in linguistica generale, ho approfondito i temi del rapporto fra linguistica e informatica, con particolare riguardo agli atlanti linguistici informatizzati. Ho conseguito un Master in Tecnologia e Comunicazione Multimediale al Politecnico di Torino, e dal 2000 lavoro come Content Manager e Information Architect.<br>Mi piace contaminare i saperi e le discipline. Ai canonici interessi da umanista, affianco quella per i vini rossi invecchiati.
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