Validazione di siti Web information-intensive
December 28th, 2002 di DBolchiniin classic, test, usabilità | Letture: 2821
La validazione è una parte cruciale dei progetti che sviluppano nuove soluzioni nel campo dell’editoria elettronica ed è, in termini d’ingegneria del software tradizionale, l’area in cui rientra di diritto la valutazione dell’usabilit� .
“There is a great satisfaction in building good tools for other people to use” Freeman Dyson, Disturbing the Universe, 1979
La validazione è una parte cruciale dei progetti che sviluppano nuove soluzioni nel campo dell’editoria elettronica ed è, in termini d’ingegneria del software tradizionale, l’area in cui rientra di diritto la valutazione dell’usabilit� .
La verifica o test tradizionale del software serve a stabilire se esso sia tecnicamente privo di errori; quello che si intende per validazione è invece l’insieme dei procedimenti tesi a verificare che il prodotto rispetti le esigenze espresse dagli utenti. Le attivit� di validazione perciò si originano nella prima fase progettuale, quella di specifica dei requisiti, mentre quelle di test nascono successivamente, nella fase di progettazione. Molti progetti incontrano tuttora difficolt� ad integrare nel loro processo di sviluppo un approccio alla validazione, perdendo così l’opportunit� di capire i bisogni degli utenti all’inizio del processo di sviluppo, e quidi di adattare il risultato ai bisogni specifici dell’utenza e di creare qualcosa che abbia buone probabilit� di incontrare il favore del mercato.
Uno dei tratti fondamentali dei progetti Web legati al mondo della cultura è sicuramente il fatto che la qualit� del risultato finale sia fortemente determinata non solo dalla struttura di pubblicazione ma anche dalla qualit� inerente del loro contenuto.
Tali siti, detti information-intensive, sono particolarmente interessanti da studiare in relazione alla possibilit� di adattare le metodologie di validazione a questa loro peculiarit� .
Quella che segue è una panoramica di metodi per implementare un piano di validazione e gestire la creazione di prodotti user-centered, cioè orientati alle esigenze degli utenti. Questi metodi sono attualmente sperimentati da un gruppo di progetti di ricerca europei, molti dei quali relativi ai beni culturali, attraverso una misura di accompagnamento anch’essa finanziata dall’UE, il progetto VNET5 (www.vnet5.org).
I fondamenti
Il seguente diagramma fornisce una panoramica dell’approccio proposto, riassumendo le fasi fondamentali del processo di user-centered design:

E’ essenziale che l’intero processo sia iterativo, in modo da adattare ciascuna attivit� al cambiamento di requisiti della fase precedente.
Tutto l’approccio si fonda sullo stabilire fin dall’inizio una chiara visione user-centered in modo da permettere agli sponsor del progetto al team degli sviluppatori di raggiungere una comprensione condivisa degli obiettivi e di come il prodotto finale sar� in grado di soddisfare le esigenze degli utenti.
La fase successiva, l’analisi dei requisiti, è probabilmente quella più rilevante al fine del successo dell’intero processo, essendo quella in cui si raccoglie l’informazione relativa alle necessit� degli utenti e la si utilizza in modo da dare una corretta impostazione alla progettazione. Le metodologie utilizzate dovranno essere scelte con cura perché un errore in questa fase porta inevitabilmente a ad aumentare i costi delle modifiche nel sistema finale.
Dopo la fase di progettazione, si passa alla definizione di un piano di validazione. Ci sono numerosi benefici che derivano dall’avere un piano di validazione formalizzato, o comunque, ben definito. Tra questi citiamo la possibilit� di mantenere sottocontrollo la qualit� dell’applicazione lungo l’intero ciclo di vita e la possibilit� di pianificare e controllare le risorse da dedicare all’attivit� di validazione. Si possono adottare varie tecniche per effettuare la validazione da parte degli utenti. Non c’è però una singola risposta per quanto riguarda la scelta dei metodi di valutazione: gli obiettivi, i requisiti ed i vincoli di uno specifico progetto consiglieranno di volta in volta l’adozione dell’una o dell’altra soluzione. La valutazione d’usabilit� è strettamente connessa a questi argomenti ed è un’attivit� estremamente importante all’interno dell’intero processo user-centered.
Valutazione dell’usabilit�
La valutazione d’usabilit� ha a che fare con “la facilit� con la quale gli utenti possono usare un prodotto o servizio per raggiungere i propri obiettivi” (adattato da ISO 9241-11). Rientra nella misura dell’usabilit� anche quello che gli utenti pensano riguardo ad esso, i problemi incontrati nell’uso del prodotto, la loro origine e il feedback fornito ai progettisti ed al team di sviluppo. Tra i metodi più usati vi sono tutta una classe di metodi cosiddetti ispettivi (o valutazioni da parte di esperti): è su questi che focalizzeremo la nostra attenzione e vedremo che dimensione assume il loro impiego relativamente alla valutazione dei contenuti.
I metodi ispettivi si basano sull’esame valutativo di un artefatto software da parte di esperti, con o senza la partecipazione degli utenti finali. In pratica i valutatori si basano su un modello dell’applicazione che definisce la sua architettura di alto livello in termini di cammini di accesso e di navigazione, struttura informativa e principali funzionalit� offerte. Quindi gli ispettori attuano una serie di task predefiniti in modo da stabilire l’usabilit� delle varie funzioni offerte e rilevare possibili problemi.
I metodi ispettivi di valutazione dell’usabilit� sono molto efficienti e forniscono un buon rapporto fra costo reale e benefici; al tempo stesso, essi portano con sé alcuni svantaggi:
- si focalizzano sulle caratteristiche superficiali dell’interfaccia grafica. Solo pochi di essi sono in grado di stimare l’ usabilit� della struttura applicativa, vale a dire della organizzazione sia degli elementi informativi che delle funzionalit� ,
- dipendono fortemente dalla conoscenza individuale e dall’esperienza dei valutatori, rendendo la valutazione un processo soggettivo, una specie di “arte”.
Un’esperienza specifica nel dominio dell’applicazione sicuramente migliora l’accuratezza delle valutazioni ma sfortunatamente è molto raro che gli specialisti di usabilit� siano anche esperti del particolare dominio e gli esperti di un certo settore generalmente non hanno esperienza di usabilit� .
SUE: Sistematic Usability Evaluation
Per affrontare questo problema in modo specifico per le applicazioni ipermediali, la metodologia chiamata SUE (Systematic Usability Evaluation) è un metodo di ispezione euristica che introduce l’uso di schemi di valutazione, chiamati Task Astratti, per guidare il valutatore.
I Task Astratti descrivono precisamente su quali oggetti ipermediali (cioè funzionalit� , struttura informativa, o elementi dell’interfaccia) focalizzarsi e quali azioni compiere su di essi in modo dsa analizzare la loro usabilit� .
SUE propone un insieme di criteri di usabilit� molto dettagliati e li associa con i vari Task. Questi criteri sono ottenuti raffinando principi generali di usabilit� rispetto allo specifico contesto delle applicazioni ipermediali. I Task Astratti forniscono una guida precisa riguardo quali azioni intraprendere su quali elementi applicvativi durante le valutazioni.
Gli attibuti di usabilit� forniscono dei criteri dettagliati di riferimento con i quali confrontare i risultati delle ispezioni.
In conseguenza di ciò, valutatori che mancano di eperienza in usabilit� o ipermedia sono ugualmente in grado di fornire buoni risultati. SUE adotta modelli di progettazione (come HDM, UHDM, OOHDM, WebML, WSDM, RMM ed altri) per descrivere l’applicazione e guidare il processo di valutazione. Il processo ispettivo inizia con i valutatori che descrivono l’applicazione attraverso le primitive e la terminologia del modello prescelto. Questa terminologia è la stessa usata in seguito per formulare i criteri di usabilit� su cui basare il processo di valutazione e le attivit� definite nei Task Astratti.
Come naturale conseguenza, i valutatori useranno anche gli stessi termini per riferirsi agli oggetti e descrivere le situazioni critiche ed i problemi incontrati, ottenendo così una standardizzazione della documentazione dei risultati dell’ispezione.
ISPEZIONE DEL CONTENUTO
Troppo spesso l’oggetto dell’ispezione riguarda dimensioni (navigazione, funzionalit� , interattivit� ) che si rivelano essere solo il supporto di una dimensione trascurata: il contenuto.
In effetti per prodotti interattivi information intensive, l’approccio all’ispezione dovrebbe includere metodi per l’analisi e la valutazione del potenziale comunicativo del contenuto.
Lo scopo dell’analisi dei contenuti è duplice:
1. permette di rilevare problemi di qualit� della comunicazione,
2. suggerisce linee guida per la progettazione di contenuti usabili.
Per questo, specialmente quando ha a che fare col contenuto, il valutatore deve tenere presente i destinatari sia come punto di partenza che obiettivo dell’intero sforzo di comunicazione.
Per contenuto non si dovrebbero intendere prevalentemente le caratteristiche tecniche (per esempio grandezza delle immagini, lunghezza delle pagine, colore delle icone) ma l’insieme strutturato di idee e messaggi e di possibilit� di interazione con essi.
Lo strumento concettuale per ispezionare il contenuto di un’applicazione interattiva (e specialmente ipermediale) sono i criteri generali che guidano un valutatore durante l’analisi del suo contenuto effettivo. L’insieme di questo principi include: la rilevanza, l’accuratezza, la freschezza, l’oggettivit� , l’autorevolezza, la completezza, e molti altri, la cui analisi dettagliata sar� oggetto di un futuro articolo.




