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Minerva: linee guida per la digitalizzazione del patrimonio culturale

December 28th, 2002 di Silvia Bendinelli
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Finanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito del Quinto Programma Quadro e con la finalità di coordinare le politiche per la digitalizzazione in Europa, MINERVA, è un progetto che sta dedicando notevole attenzione anche alla qualità de

La nascita del progetto Minerva si può far risalire al 2001 quando, nell’ambito della risoluzione eEurope per lo sviluppo di Internet e della new economy in Europa, i rappresentanti e gli esperti di tutti gli stati membri si riunirono nella città svedese di Lund per formulare raccomandazioni e coordinare le attività di digitalizzazione.
In quell’occasione sono stati fissati i principi di Lund in base ai quali le conoscenze culturali e scientifiche, che formano un patrimonio esclusivo di pubblico valore e costituiscono una solida piattaforma per lo sviluppo europeo, devono essere resi accessibili e facilmente consultabili da tutti i cittadini d’Europa.
Gli ostacoli maggiori sono stati individuati in in un approccio frammentato delle attività di digitalizzazione, nell’obsolescenza delle tecnologie, nella mancanza di standard adeguati e di modalità di accesso semplici e universali a questo patrimonio.
La Commissione Europea ha quindi coinvolto i singoli Ministeri responsabili della programmazione e del finanziamento di azioni nazionali degli stati membri che hanno istituito un coordinamento stabile la cui finalità è quella di promuovere la nascita di metodologie standard e lo sviluppo delle capacità tecniche essenziali per la creazione di repertori nazionali di contenuti scientifici e culturali.
In questo contesto è nato il progetto Minerva il cui impegno è quello di creare una rete di Ministeri degli Stati Membri dell’Unione Europea per discutere, comparare e armonizzare le attività di digitalizzazione dei contenuti scientifici e culturali ma che prevede anche fra i suoi obiettivi quello di incentivare l’uso di uno schema di qualità per i siti web culturali, da sviluppare a livello multinazionale, coinvolgendo le istituzioni culturali e i protagonisti delle diverse culture nazionali che abbiano una competenza professionale.
Il sistema di qualità è prima di tutto uno strumento concettuale che supporti gli sviluppatori e gli utenti dei siti web culturali a stabilire la qualità dei prodotti. I componenti del sistema di qualità comprendono i criteri, i metodi per valutare tali criteri e le linee-guida che aiutino i progettisti e gli sviluppatori a costruire un prodotto che soddisfi i criteri di qualità .
Le “entità ” che potranno beneficiare del modello di qualità così definito sono:
- le istituzioni culturali responsabili di fornire i contenuti di un sito web culturale e di identificarne i requisiti di organizzazione
- le istituzioni politiche responsabili della promozione di standard di qualità e di coordinare gli investimenti nel campo del patrimonio culturale
- i responsabili di progetto responsabili di inserire criteri di qualità nei progetti
- i progettisti, sviluppatori e valutatori dei siti web culturali
- gli utenti finali
- i ricercatori.
Il concetto di qualità delineato alla fine del 2001 dal Minerva è risultato scomposto in una serie di attributi obiettivi e misurabili, specifici per i siti web culturali.
Innanzitutto la qualità può essere considerata da due punti di vista principali che sono fra di loro complementari: dell’utente finale e della struttura sistemica. In quest’ultimo caso sono compresi tutti gli aspetti che si trovano “dietro la superficie”, che hanno una natura tecnica e riguardano la qualità della realizzazione.
Invece la prospettiva dell’utente finale comprende tutti gli aspetti che vengono direttamente percepiti dall’utente finale. A sua volta la qualità dal punto di vista dell’utente è stata suddivisa in quattro categorie di criteri:
1. il contenuto
2. la navigazione
3. la visualizzazione grafica
4. le operazioni e i servizi offerti.
Il contenuto, che garantisce il valore aggiunto principale al prodotto, viene suddiviso ulteriormente in qualità delle fonti del contenuto e qualità della sua organizzazione.
Quest’ultima, tuttora non ben definita, dovrà trovare regole di strutturazione efficaci e comprensibili, la qualità delle fonti del contenuto rappresenta il nocciolo duro delle informazioni presentate in rete:
1. l’autorità e la responsabilità dell’istituzione
2. la copertura del contenuto intellettuale
3. l’adeguatezza delle risposte fornite agli utenti rispetto ai loro bisogni e alle loro aspettative e rispetto allo scopo del sito
4. la qualità della gestione e degli aggiornamenti
5. la reattività i e servizi di verifica delle richieste degli utenti.
Anche il criterio della navigazione, il meccanismo principale con il quale gli utenti accedono al contenuto del sito web, rappresenta un aspetto cruciale della qualità globale del sito stesso. Essa dovrebbe garantire:
1. chiarezza e facilità di comprensione
2. pertinenza e efficacia
3. tracciabilità del percorso seguito nelle sessioni precedenti.
In definitiva le ricerche portate avanti dal progetto Minerva intendono fornire alle istituzioni culturali lo stimolo indispensabile per rapportarsi con la nuova realtà web secondo criteri di eccellenza: i siti web culturali diventerebbero così veri e propri “serbatoi” certificati di conoscenza e di cultura accessibili da tutti i cittadini europei, di qualsiasi categoria socioculturale.
Il rischio di una pur necessaria attività di controllo e di coordinamento delle azioni di questo tipo proveniente dall’alto è quello di ritardare un processo di adeguamento sempre più impellente. Infatti il Web, che ha stimolato una crescente proliferazione delle offerte culturali on-line, richiede urgentemente prodotti che soddisfino esigenze minime di qualità , poiché siti di qualità scadente possono addirittura risultare sfavorevoli e offrire un’immagine negativa delle istituzioni stesse.
Come ha affermao Isabelle Dujacquier, del Ministero della Comunità francese in Belgio “il tempo dell’indulgenza rispetto alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione sta per terminare. A fare la differenza sono ormai i loro contenuti e la loro accessibilità “.

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Silvia Bendinelli

Silvia Bendinelli
Sono laureata in architettura e fin da subito mi sono interessata al rapporto fra nuove tecnologie e beni culturali. E ho la fortuna di lavorare proprio in questo campo.
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