Nel nostro futuro la video-comunicazione è obbligatoria. FALLIRA?
December 27th, 2002 di Leandro Agroin classic, comunicazione, interaction design, mobile | Letture: 6107
Perchè?
…pensavo fosse ovvio. Tutti gli stereotopi di futuro che ci sono stati mostrati comprendono la videocomunicazione. E’ come chiedere il perchè delle macchine volanti.
Nel nostro futuro
la video-comunicazione è obbligatoria. FALLIRA?
Alzi la mano chi non è
stato invitato a video-comunicare?
tu, NO?
Non hai visto nessuno dei cartelloni o degli spot-TV di 3, la nuova compagnia
video-telefonica? e Fastweb? non ti hanno invitato ad acquistare una TV-cam
per poter "vedere LEI come vedi me adesso?".
E Alice? l’ADSL che quel baldanzoso di Vieri usa per conquistare le veline?
E le prove tecniche di videocomunicazione? gli MMS? le foto inviate via telefonino?
L’incredibile diffusione raggiunta dalle fotocamere digitali? Le cartoline animate
inviare via email?
Insomma, che sia fibra, adsl, videotelefonino Umts o altro, il futuro è
ancora più farcito di immagini, e tu dovrai videocomunicare.
Perchè?
…pensavo fosse ovvio. Tutti gli stereotopi di futuro che ci sono stati mostrati comprendono la videocomunicazione. E’ come chiedere
il perchè delle macchine volanti. Verranno e le useremo per sfuggire
alle metropoli calde e fumanti, ogni week-end.
…Immagino il Trentino Alto Adige tra due/tre dozzine di anni. Arrivi con la
tua macchina volante. Posteggi. E poi ti inerpichi su un monte per goderti la
bell’aria. In alternativa puoi fare un giro in centro usufruendo del Ginger-sharing
comunale.
Ora, metti che di essere davvero in Trentino con Ginger, etc. Se vuoi parlare
con qualcuno che sta altrove, cosa fai cerchi una cabina telefonica? Ma no.
Fai una videochiamata. Se no come farebbe tua nonna -a casa- a sapere
che sei davvero tu?
Capisco che -detta così- può sembrare soltanto una provocazione.
Ma voi ricordate a memoria il numero di vostra nonna? NO? Perchè? perchè
è memorizzato sulla SIM del vostro telefonino? Beh, sapete qual’è
la novit� ? Vostra nonna vi riconoscer� sempre dalla voce e non
certo da un francobollo con la vostra faccia. Alcuni tra noi -forse- cominceranno ad abituarsi a riconoscere la nostra nonna
dal francobollo e non dalla voce.
E’ ancora troppo forte come asserzione? E
se al posto della vostra nonna ci fosse un nuovo conoscente? Una ragazzo/a incontrata
in discoteca qualche sera fa? La vostra giovanissima compagnetta di liceo (o nuovo collega di lavoro) che
sentite al telefono per la prima volta?
Quanto forte sar� la capacit� di riconoscere la sola voce
di un conoscente per la generazione che nascer� videochiamando?
Certo, chi conosce un pò di storia della tecnologia potr� subito
citare i vari fallimenti del videotelefono.Pensate, il primo videotelefono della storia è datato 1964 (la AT&T lo presentò alla Fiera Internazionale di New York) e -nella fiction fatascientifica- i videotelefoni esistono dal 1914 (Tom Swift and his photophone).
Dal almeno dieci anni -con le linee ISDN- usiamo la videochiamata in contesti business. La cosidetta videoconferenza. Ma poco o nulla è andato oltre questo gadget per compagnie di grandi dimensioni.
…D’altro canto anche le webcam esistono da un tot di anni, e questo non ha
ancora scatenato una epidemia generalizzata alla video-chiamata.
Il punto è che -dal 2003 in avanti- molti sforzi e tecnologie (un pò
più robuste) convergeranno verso un’offerta di videocomunicazione che
non ha precedenti e dunque la videocomunicazione esister� . Il punto è:
avr� successo?
Facciamo un passo indietro e guardiamo all’SMS.
Il successo dell’SMS non è certo nella facilit� d’uso.
Il successo sta nell’aver introdotto una forma di comunicazione "debole".
Gli SMS hanno avuto la capacit� di aprire un canale di comunicazione che agisce
su una "fascia di interazione" che era scoperta: quella delle interazioni
deboli.
L’SMS oggi rappresenta per molti una via per "aprire" o "allargare"
la propria comunicazione verso un universo di terzi che prima era irrangiungibile.
Pensate ad esempio alle relazioni con conoscenti, colleghi, capi, oppure al
nostro medico di famiglia, al nostro commercialista. Pensate insomma a quella
serie di relazioni che teniamo con persone che potremmo definire "conoscenti".
Probabilmente -oggi- mandiamo gli auguri per SMS a molte più persone
della fascia "conoscenti" di quante ne chiameremmo per telefono.
E -a farci caso- il numero di "conoscenti" che abbiamo contattato
via SMS quest’anno, forse è diverso da quello dell’anno scorso. Alcuni
"conoscenti" sono passati magari ad essere parte di una cerchia più
vicina e raggiungibile con una telefonata. Altri nuovi "conoscenti"
sono stati introdotti nella nostra lista di persona a cui inviare gli auguri
soltanto perchè la tecnologia SMS consente comunque di usare una interazione
talmente debole da essere facilmente "tollerata ed apprezzata" anche
da estranei.
Esempio reale tratto dalle festivit� natalizie:
"Guarda che carini, i ragazzi della toelettatura hanno mandato gli auguri
sia a me che al nuovo cucciolo di Amedeus" (Nota: Amedeus è il gatto
di casa).
…se gli stessi ragazzi avessero telefonato per farmi gli auguri, avrei pensato
ben altro.
Gli SMS, rappresentano/sono un fenomeno virale. La tecnologia SMS ha trovato una sua comunit� di utilizzatori frequenti. E sulla base di questa prima
comunit� ha superato la sua soglia critica ed è esploso
su tutta la popolazione di possessori di telefonini. Diventando fenomeno
di massa.
Cosa credete succeder� alla videocomunicazione?
Credete che fallir� perchè troppo invasiva?
Sbagliato! Questo è lo stesso pensiero che aveva Bell quando pensava
all’invasivit� di un telefono (con il doppino) in ogni casa.
NOTA: Non dico che l’UMTS non fallir� o che 3 (H3G)
e le altre compagnie non falliranno. Ma reputo che questo non sia inerente l’invasivit�
del videotelefonino o l’inutilit� della videochiamata.
Certo ci vorr� del tempo. Perchè questa tecnologia costa e quindi
alcune delle fasce di utenti che potrebbero scatenare l’uso virale della video-chiamata
non saranno raggiunti se non nel medio periodo. Dunque, se le societ�
che offrono la video-chiamata non saranno sufficientemente robuste sul piano
meramente finanziario, potrebbero crollare. Così come -se la tecnologia
UTMS non funzionasse a dovere- è ovvio che la video-chiamata non decolli
proprio.
Voglio dirvi una cosa sull’invasivit� : preparati alla vostra video-esistenza!
La vostra video-esistenza esiste gi� .
La vostra immagine che attraversate la strada, entrate in ufficio, aspettate
ad un casello autostradale, andate in banca, visitate quel parente che abita
nello stesso palazzo di un magistrato, mangiate un panino al MacDonald, fate la fila -a piedi- al semaforo in centro citt� : Quella
vostra immagine è gi� impressa in centinaia di videocassette,
e -presto- sar� parte di quell’enorme insieme di tera-bytes che moltissime
istituzioni/aziende raccoglieranno per proteggere se stesse o "conoscere
meglio" proprio voi.
L’invasivit� di una videochiamata è da mettere in relazione con
un mondo ricoperto dalle telecamere. E’ chiaro che detta così sembri
una esagerazione. A sostegno però posso dirvi che Abito a Milano
e che -partendo da Porta Venezia- ho contato le telecamere che "mi hanno
visto" mentre andavo a piedi verso centro. Potenzialmente erano 14.
…e se posso far vedere dove sono a delle istituzioni a me del tutto
estranee, perchè non dovrei essere portato a "concedere" lo
stesso livello di informazione ad un amico, parente, conoscente che mi sta chiamando?
In prima istanza -quello che il mondo circostante che entra in contatto
con noi- conoscer� di noi, è una sorta di nostra essenza digitale.
Noi siamo ANCHE i nostri dati. Le nostre transazioni con carta di credito. La
nostra tessera di affiliazione ad un certo supermercato. Le nostre informazioni di acquisto/profilo
di spesa. L’indirizzo di casa e di email. La signature elettronica.
Man mano che la nostra essenza digitale si consolida e converge verso informazioni
univoche, l’esigenza di dargli "un corpo" attraverso "una immagine"
diventa irrinunciabile.
Certo faccio difficolt� ad individuare alcune interazioni di base. Esempio:
all’inizio della diffusione di massa dei telefonini la prima domanda che tutti
facevano era "dove sei?". Questo non soltanto per avvalorare la necessit�
di fare costosa telefonata, ma sopratutto perchè era difficile instaurare
una conversazione nell’inedito vuoto-spaziale a cui i telefonini ci hanno abituato.
…"Dove sei?" è ancora una domanda molto frequente ma il senso
della domanda oggi è molto diverso. Non è un pre-requisito per
chiedere persino un semplice "come stai?". E’ un qualcosa di molto
più vicino a "dettagliare il mondo in cui si trova il nostro
interlocutore".
Oggi -per strada- incontriamo un sacco di persone con auricolari e fili che
penzolano. A volte ci sembra di incrociare dei matti. …stranissimi quelli
che -ascoltando qualcosa che gli viene detta all’orecchio dall’interlocutore
remoto- prendono a fare quella faccia beatamente sorridente mentre urtano distrattamente
le persone che hanno difronte.
…nel bene e nel male, comunque il
cellulare ha trovato la sua gestualit� , ritualit� , essenza sociale.
La videocomunicazione
avr� bisogno di tutte queste cose e -sopratutto- di una nuova gestualit�
che si adatti a dei contesti d’uso che sono -in gran parte- ancora
da scoprire.
La videocomunicazione occupa una fascia di interazione che sta all’angolo opposto
dell’SMS. Ampia la "gamma" di opportunit� di comunicare
a distanza che esiste tra due persone. Forse non saranno gli "esperti"
delle societ� di telecomunicazioni e gli uomini di Marketing a capire
davvero cosa farne, ma la videocomunicazione funzioner� per il semplice
fatto che gli "innovatori" lo scoprirano. Così come è
accaduto con l’SMS o con tutte quelle tecnologie il cui successo è determinato
dalla loro natura virale.
Forse l’innovatore della videochiamata sar� una ragazzina del
liceo, che per far vedere la propria stanza a qualcuno che non ha mai
invitato in casa lo videochiamer� , scatendando l’abitudine ad essere
introdotti in casa soltanto dopo una interazione più debole, come una
videochiamata che ti renda familiare quell’ambiente.
Forse l’innovatore sar� un regista di 14 anni che, per
creare delle live-fiction che esiste giusto perchè raccontate in tempo
reale ad un pubblico composto da una sola persona (quella raggiunta dalla sua
videochiamata), improvviser� una videochiamata PULP o finger�
di trovarsi in capo al mondo stando davanti ad un poster.
Forse nasceranno nuove forme d’arte "istantanea".
…personalmente, l’unica cosa della quale sono più o meno certo, è
che la videochiamata NON sar� semplicemente una "emulazione di futuro" che ci siamo costruiti attraverso Hollywood.
Sar� una interpretazione allargata, virale, comunitaria. Seguir�
quel rivoluzionario modello mentale che le nostre generazioni sono oramai in
grado di percepire e usare come guida alla comprensione del mondo: il modello
a Rete. Quello che ha generato (e non è stato generato) dalla Net-economy.
Una cosa che è ben lontana dal "quotare in borsa" una societ�
soltanto perchè si è dotata di uno spremiagrumi elettrico, e che
risponde invece ad un nuovo modello di percezione delle relazioni che costituiscono
io nostro corpo sociale.
…In un universo così drammaticamente nuovo e complesso, l’allargamento
delle nostre opportunit� di relazione con gli altri è fondamentale.
Per questo motivo penso che la video-chiamata ideale, quella che costa
poco, funziona e che è così semplice da usare che persino mia
nonna potr� usarla, avr� successo.
Non so se gli attuali player di questo mercato sono le persone/aziende giuste
per costruire questo futuro. Ritengo di sapere che -quando questo futuro sar�
disponibile- gli innovatori sapranno trarne vantaggio.
Chiudo con una curiosit� . l’hard-WIRED "Reality Check", libricino colorato che nel 1997 provava ad indovinare esattamente in quale anno sarebbe stata disponibile una certa tecnologia, cita i "videotelefonini universali". In che anno hanno previsto i videotelefoni? Nel 2003 ovviamente!




