Intervista a MELISSA COOK
November 13th, 2002 di Umberto Fienoin classic, information architecture, interaction design, melissa cook | Letture: 7706
Questa intervista parte da lontano, ed esattamente dal mio avvicinamento al Data Modeling di livello avanzato. Avvicinamento cominciato proprio con la lettura (rivelatrice) di “Building Enterprises Information Architecture, reengineering informatio
Questo lavoro viene ancora prima dell’architettura dell’informazione alla Rosenfeld, Morville, Garrett, e compagnia bella. E’ una metodologia che si appoggia sul Framework di Zachman (fig. 1), il guru del data modeling moderno appunto. Zachman ha rifondato la progettazione e l’approccio alla modellazione dei dati classica, elaborando una metodologia orizzontale a fasi successive (che procedono verticalmente dal generale al particolare) che si focalizza su classi quali Dato, Processo e Tecnologia.

Figura 1: Un esempio semplificato di Framework
Melissa Cook si concentra essenzialmente sulle due prospettive di livello più alto (Ballpark view e Owner’s view), non entrando nel merito dei relativi aspetti tecnologici. Ognuna delle singole celle “nasconde” tutto il lavoro più grosso, ovvero l’individuazione univoca, “scientifica” appunto, delle funzioni e delle relazioni che legano i dati ed i processi, attraverso tecniche di data modeling che non ammettono soluzione di continuit� (ridondanza) fra gli elementi considerati. Lo strumento più comune utilizzato è l’ERD (fig. 2), ovvero il Diagramma di Entit� Relazionale (le cui caratteristiche variano leggermente a seconda delle notazioni adottate nel modeling) che utilizza gli strumenti della logica funzionale e dei predicati (una roba che può farsi derivare anche dallo strutturalismo e dalla semiotica letterarie…pensate un po’).

Figura 2: Diagramma di Entit� Relazione
Mi fermo qui poiché rischio di affondare (e forse affondarVi) in un dedalo di concetti, metodi, definizioni mute. L’argomento è talmente complesso che diventa impossibile creare sufficiente contesto nello spazio di un’introduzione. Spero che l’intervista che segue contribuisca a contestualizzare e a spiegare ulteriormente la professione della Cook (di cui trovate in calce un breve profilo bio-professionale), ma soprattutto contribuisca a stimolare curiosit� e dibattito su quella che sembra essere un’attivit� propria dell’architettura dell’informazione dotata di strumenti e processi strettamente oggettivi e numerabili. Elementi questi in grado di proporre un supporto “scientifico” alla progettazione di architetture informative complesse, contribuendo a togliere quell’alone “intellettualizzante” che tanto limita la quantificazione dei ritorni (ROI) del nostro lavoro al cliente.
L’intervista è stata pianificata e condotta via mail. Melissa mi ha manifestato la sua volont� di tornare in Italia: qualcuno si offre volontario per ospitarla in cambio di consulenza gratuita? (scherzo…neanche tanto però!).
Buona lettura!
1. Potrebbe descrivere in breve in che tipo di progetti è coinvolta e le metodologie che vengono impiegate?
Ho lavorato allo sviluppo di architetture informative per circa 13 anni. Mi sono ritirata nel 2000 dopo vent’anni di attivit� con Hewlett-Packard dove, nell’ultimo periodo, ho lavorato come Corporate Information Architecture Manager, riferendo direttamente al CEO, e come responsabile dell’architettura informativa globale di HP, per tutte le funzioni e le business units dell’organizzazione. Ultimamente la mia societ� di consulenza ha lavorato con una casa automobilistica internazionale, una compagnia di telecomunicazioni globale e una agenzia di stato americana, fornendo lo stesso tipo di servizio. Io seguo il metodo del Framework di Zachman, concentrandomi sulle sole due righe di livello superiore (la colonna dei dati e quella dei processi), con qualche esperienza anche nell’area dell’architettura tecnologica. Sono profondamente convinta dell’importanza delle architetture fondate su Principi e Standard, in grado di restituire una comprensione stabile dei processi di business e dei processi dei dati che si verificano all’interno di un’organizzazione e in grado di definire l’architettura delle applicazioni.
2. Potrebbe darci una breve descrizione del Framework di Zachman (cosa, dove, quando, perché, come…)?
Il Framework di Zachman (o qualsiasi altro Framework ispirato a questo modello), offre uno schema di classificazione applicabile ai componenti dell’architettura (dei modelli ad esempio). Lo schema di classificazione strutturale presenta delle colonne che riguardano il cosa, il dove, il perché, e il chi (Dato, Processo, Tecnologia) e delle righe che presentano vari livelli di astrazione (Ballpark view, Owner’s view, etc.), dalla visione del progettista scendendo giù nella rappresentazione dettagliata dei singoli sistemi. Per esempio, la colonna del DATO inizia con una lista di entit� d’impresa a livello del progettista e finisce con gli schemi dei database nei livelli più bassi (Functioning Systems).
Io credo sia difficile se non impossibile gestire il contenuto del Framework di ogni singola casella, ed infatti io mi concentro essenzialmente sulle due righe superiori del Framework (che forniscono le linee guida dell’architettura). Un’altra considerazione è che non esiste una posizione ovvia nel Framework di Zachman per posizionare importanti deliverables architetturali come la lista dei Principi o degli Standards.
Generalmente, per il cliente, semplifico il Framework in modo da avere solo tre colonne: Dati, Processi e Tecnologia. I deliverables da inserire in ogni colonna (a livello del progettista) sono la lista delle entit� di dati dell’impresa, la lista dei processi di business e la lista di classi globali di tecnologia a livello globale. Mi aspetto anche Principi Guida per il controllo degli elementi inseriti di volta in volta in ogni colonna, principi che a volte richiedono modelli architetturali di supporto addizionali.
3. Qualche suggerimento per i novizi delle architetture informative dal punto di vista del data modelling…quale sarebbe un buon punto di partenza (softwares, libri, gli approcci, se ha bisogno o meno di una formazione da programmatore o meno, le abilit� , etc.)?
Il Data Modeling è una caratteristica fondamentale per l’architetto informativo. Dal punto di vista del progettista, è importante che sia in grado di indagare minuziosamente la lista di entit� fondamentali dell’impresa come “clienti”, “fornitori”, “parti”, “ordini” etc. e che sia in grado di trasformarle in supertipi in modo da collegarle (a livello del business) con i sottotipi di “clienti” e “fornitori” individuati o, al contrario, trasformarli in sottotipi (ad esempio “ordine” diventa “Ordine d’acquisto” e “ordine cliente”).
Il Data modeling, fondamentalmente, è uno schema di classificazione. I modelli di entit� relazionali (ERD), possono anche essere disegnati in una fase successiva alla classificazione (o più verosimilmente quando si progetta un sistema in particolare). Gli ERD a livello d’impresa sono utili come strumenti di comunicazione ma generalmente non sono utili nella progettazione, specialmente per grandi compagnie con migliaia di database. Tuttavia, i modelli di dati, dovrebbero essere inseriti in ogni lavoro riguardante la progettazione di un sistema.
La formazione di un Data modeler non dovrebbe essere tecnica, anche se credo che la maggior parte delle persone che se ne occupa, venga da una formazione tecnica. La migliore comprensione dei dati e dei processi del Framework di Zachman, si ottiene attraverso la comprensione dei business che sono oggetto della modellazione.
4. Qual’è la sua personale definizione di Architettura dell’informazione?
Io definisco l’Architettura Informativa come una “Struttura per prendere decisioni”. Credo che le architetture informative dovrebbero esistere innanzitutto per assistere le aziende nel prendere decisioni intelligenti, inserendo una “prospettiva architetturale” nelle scelte di progettazione o d’acquisto. Io non intendo l’architettura informativa nell’accezione tipica del blueprint o del wireframe. L’Information Technology è in costante evoluzione, per questo qualsiasi wireframe, proprio in ragione del rapido cambiamento della tecnologia, è utile per un periodo di tempo limitato. Una struttura di supporto per prendere decisioni è molto più utile. Questa struttura (Framework) è fatta di principi e modelli di riferimento e in alcuni casi di standard e linee di condotta (Policies) nel caso si voglia approfondire ulteriormente.
5. Quali sono, secondo Lei, i ruoli e le attivit� che svolge un information architect all’interno di un progetto? Cosa dovrebbe essere in grado di fare ad oggi?
Il ruolo dell’architetto d’impresa o del capo architetto dei sistemi informativi è sviluppare e mantenere la struttura architetturale nel rispetto di questi principi. Questo lavoro di solito viene fatto da un team virtuale di progetto o da architetti dipartimentali che rappresentano l’azienda nella sua interezza. Questo è uno dei ruoli tipici del content management. Il ruolo di architetto di progetto o di dipartimento riguarda anche la gestione della governance aziendale dell’architettura informativa. Essi devono assicurare che nel prendere le decisioni progettuali venga utilizzato il Framework. Spesso sono aiutati, nelle grandi organizzazioni, da una sorta di team di controllo dell’architettura che periodicamente controlla i progetti per verificarne la compatibilit� con l’architettura attraverso tutto il ciclo di vita del progetto. E’ importante verificare la compatibilit� dell’architettura dei processi con i processi di governance relativi all’Information Technology, come nel caso del ciclo di vita dello sviluppo del software (SDLC) per gestire meglio l’utilizzo dell’architettura.
6. Quali sono le principali difficolt� che incontra un IAs’ nel suo lavoro?
Gli architetti hanno bisogno di sostegno esecutivo sia da parte del Business Management che dell’IT per avere successo. L’architettura è il linguaggio che può collegare l’IT e il Business Management, se realizzata con cura, per questo gli architetti hanno bisogno di doti di semplificazione e comunicazione molto forti, dal momento che sono proprio queste le fasi difficili dello sforzo speso nello sviluppo dell’architettura. Idealmente, l’architetto di impresa dovrebbe essere un Senior Business o un IT Manager. Un’altra difficolt� è il bilanciamento del livello di dettaglio necessario per comunicare con gli esecutivi e fornire le direzioni agli sviluppatori.
7. Com’è possibile quanficare al Cliente le ROI derivanti da attivit� di IA?
Non credo sia possibile quantificare in senso stretto o giustificare finanziariamente un’architettura informativa più di quanto lo sia il giustificare una buona gestione aziendale. Diciamo che ha molto senso gestire la funzione IT attraverso una struttura di controllo e di guida come l’architettura.
8. Si sente di fare qualche previsione per lo sviluppo futuro della nostra professione?
Credo sia venuto il momento di regolare le funzioni e i processi delle divisioni IT delle grandi aziende. I Frameworks architetturali sono un’eccellente punto di partenza per raggiungere questo scopo. Credo anche che l’industria tecnologica abbraccer� diffusamente il concetto di architettura informativa favorendo lo sviluppo di standard industriali condivisi.
Profilo biografico
Melissa Cook è Presidente e CEO della M. A. Cook Corporation, un’azienda specializzata in servizi di scambio informazioni nel campo dell’architettura informativa. E’ laureata in Computer Science all’Universit� di Washington e ha recentemente lasciato Hewlett-Packard dopo venti anni di lavoro nel ramo della gestione tecnica e di business.
Ha scritto articoli sull’architettura dell’informazione per pubblicazioni come “Computer World” ed è anche un’oratrice ospite regolare in conferenze sull’architettura dell’informazione e sulla gestione dei dati.
Melissa è anche autrice di un libro intitolato “Building Enterprises Information Architecture” pubblicato da Prentice-Hall nel 1996. E’ stato al top delle vendite nella sua categoria per più di due anni su Amazon.com. E’ un libro di testo obbligatorio o raccomandato in molte universit� degli Stati Uniti come l’Universit� di Purdue, l’Universit� del Missouri, e l’Universit� di Washington e in Universit� internazionali come quella di Napier l’Universit� di Edimburgo, L’Universit� di Singapore e l’Universit� di Losanna in Svizzera. E’ anche nella lista delle letture raccomandate in organizzazioni professionali come il Technology Transfer Institute e il DAMA ed è indicata in edizioni di pubblico dominio di Agenzie governative degli Stati Uniti come il DOE.




