L’ aspirapolvere che abbaia
October 6th, 2002 di Leandro Agroin aspirapolvere, classic, robot | Letture: 15309
Introduzione
Ebbene sì. Non sopporto l’aspirapolvere.
Non soltanto usarlo (il che vuol dire lavori di casa, etc) ma persino sentire il suo rumore. E questo non risolve la mia posizione anti-aspirapolvere anche
Introduzione
Ebbene sì. Non sopporto l’aspirapolvere.
Non soltanto usarlo (il che vuol dire lavori di casa, etc) ma persino sentire il suo rumore. E questo non risolve la mia posizione anti-aspirapolvere anche se sono altri ad usarlo.
Così, da qualche tempo, faccio delle riflessioni mie personali su un robottino aspirapolvere. Lo immagino basso. Apparentemente senza arti o parti mobili che possano apparire minacciose.
…Non dovrebbe sembrare un giocattolo, ma potrebbe essere colorato e –perché no- magari assomigliare ad un animale domestico.
Potrebbe assomigliare ad un tartaruga, penso.
La forma aiuterebbe molto il design di un oggetto che –comunque- deve mantenere tutta una serie di funzionalit� concrete (se non pulisce bene non serve a nulla e qualcuno ritirer� fuori il vecchio aspirapolvere).
Così, orgoglioso dell’idea della tartaruga aspirapolvere, ho cominciato a parlarne ingiro. Ho portato avanti le mie riflessioni su alcuni dettagli come:
- l’alimentazione…
- il progetto delle vasche per l’acqua da vaporizzare e per il filtro ad acqua.
- funzioni supplementari come il “rumor watching” (un surrogato del sistema di allarme), “stay on the beach” (cerca un punto dove stare al sole per caricare le batterie), “welcome home” (accogli chi arriva in casa), ed altre.
…E’ stata la funzione “welcome home” però, che ha aperto dei dubbi sulla forma a tartaruga. In effetti, proprio per ridurre al minimo l’impatto che un ROBOT in casa comunque avrebbe, l’idea che questo venga a darti il benvenuto quando rientri, mi pare buona.
…Però la tartaruga non mi ispira particolarmente come animale domestico, ed il fatto di essere praticamente muta, non l’aiuta.
Forse è proprio per questo che, da AIBO in poi, moltissimi progetti di robotica consumer si sono orientati verso il migliore amico dell’uomo: il cane. Piccolo, con tanta voglia di giocare, non provocher� mai quel senso di paura che, un robot con la forma di una formica (gigante) o di un ragno potrebbe trasmettere. Per non parlare di un pesce che –dibattendosi sul pavimento- mi darebbe un’ansia fortissima.
Vada per il cane. Ed ora vediamo come dovrebbe funzionare
La principale funzione del mio cane-aspirapolvere dovrebbe essere quella di fare le pulizie quando NON sono in casa.
Ciò vuol dire:
- che deve conoscere la casa (ed un tappeto dal parquet)
- sapere quando è il momento opportuno per far rumore
- essere alimentato e “carico” d’acqua
e naturalmente…
- dovrebbe anche essere possibile programmare il suo lavoro anche da remoto.
Le precondizioni necessarie perché il robot possa muoversi e “mappare” la casa non sono argomento di questo articolo. Diciamo semplicemente che, con un opportuno tempo di training, un programma di intelligenza artificiale, potrebbe mettere il cane-aspirapolvere di muoversi con una certa destrezza.
Ne comporta difficolt� tecnologiche particolari il fatto di dotare il robottino di un calendario/agenda.
Per darvi un’idea più precisa di cosa intendo, vi mostro queste immagini.

In questo concept (i riferimenti sono in coda a questo articolo) si possono osservare alcuni particolari interessanti…
Il robot-aspirapolvere ha una sua base (fig 2.) dove probabilmente si rifornisce di acqua. Riconosce ed usa le normali prese di corrente (fig.3). Impara a mappare il percorso “riconoscendo” gli ostacoli.
…certo, la storia di usare le normali prese sembra più che altro una bella intenzione… Ma non è questo il punto. Il punto è che, in nessuna di queste immagini, si vede un solo pulsante.
Insomma come si fa ad usare un cane-aspirapolvere?
Nei miei ragionamenti, l’interfaccia potrebbe essere “duplicata” su più canali. Il canale principe potrebbe essere la pagina web attraverso la quale controllare tutti gli aspetti della vita del cane-aspirapolvere, dalla sua manutenzione, alla programmazione del lavoro, passando per l’istruzione del robot con le mie preferenze. Non è una cosa difficile. Dovrebbe funzionare più o meno come la pagina web di setup delle stampanti di rete o dei router di fascia consumer.
Ma si potrebbe anche pensare che –tramite un servizio fornito dalla casa madre- sia possibile comandare il proprio cane-aspirapolvere attraverso un cellulare (Wap/sms).
O forse basta avere una tastierina con delle semplici icone che rappresentano i programmi che si attacca ad una presa di corrente…
Oppure –ancora più banale- se esiste una “base” un “dock” del cane-aspirapolvere, baster� mettere li sopra tutti i tasti necessari…
…potrebbe essere divertente un telecomando come quello delle automobili radiocomandate. Esisterebbe così anche la modalit� “gioco” con cui far divertire (utilmente) i propri ragazzini.
…ma la maggior parte dei progettisti penserebbero che sia il caso di mettere SUL cane-aspirapolvere un certo numero di pulsanti.
Si, banale ma vero, avere tutti i comandi sopra al robot, non sar� ergonomico ma potrebbe sveltire le cose e non rinnegare tutti gli altri possibili canali/interfacce alternativi.
…ma quanti pulsanti sarebbero necessari?
I comandi da porre sul cane-aspirapolvere
Primo tra tutti un bel display. Ovviamente per mostrare lo STATUS del robot (ovvero il programma attivo in quel momento).
Dato un display, vedrei subito un tasto MENU, con il quale entrare nella modalit� di PROGRAMMAZIONE del robot, ed i soliti tasti DX – SX - OK.
Premendo MENU, si accederebbe alla LISTA DI FUNZIONI (tutte con nomi di fantasia come “stay on the beach”, “welcome home”, etc). Scorrendo le funzioni con i tasti DX / SX, si potrebbe selezionare una funzione. Infine, schiacciando “ATTIVA ORA” oppure “FUNZIONE SVEGLIA”, si potrebbe stabilire il quando far cominciare il lavoro.
Inoltre, due grosse icone sul dorso del cane, selezionerebbero la modalit� ASPIRAPOLVERE o quella VAPORIZZATORE.
Infine, come sempre in questi casi, si potr� selezionare la POTENZA, passando gradatamente dalla modalit� ENERGY SAVING (poco sporco) alla modalit� SUPERPOWER (da usare dopo le serate con gli amici).
…certo, programmare cose come “usa il vaporizzatore per pulire i pavimenti ma ricordati di DISATTIVARLO quando incontri un tappeto” sarebbe molto dura comunque. …a parte il fatto che anche SOTTO il tappeto non sarebbe male pulire ogni tanto.
L’altra parte di questa vicenda è: avete presente questo bel cagnolino?
Il nostro cane-aspirapolvere potrebbe non essere troppo diverso da questo. Magari solo un po’ più basso…
Ora, voi mettereste davvero tutti quesi tasti, leve e pulsanti su un robot del genere?
E la modalit� “welcome home”? …a me parrebbe di essere accolto in casa da un mostro.
Una proposta concreta
Il mio cane-aspirapolvere probabilmente non vedr� mai la luce.
Non perché io non sia sufficientemente motivato ad eliminare il rumore dell’aspirapolvere dalla mia vita, ma perché –molto probabilmente- non è il cane-aspirapolvere la soluzione giusta.
E’ invece probabile che la soluzione sia qualcosa come ROOMBA. Il robot-aspirapolvere più usato in Guerre Stellari che –gi� da oggi- potreste avere in casa.

Roomba è un modello recentemente sviluppato in casa Electrolux. Un mix di Intelligenza Artificiale, Robotica, Batterie ad avanzata tecnologia e –naturalmente- esperienza nel settore degli aspirapolvere.
Non credo sia ancora in vendita in Italia, anzi credo anche che ci siano dei tempi di consegna lunghetti.
Comunque sia, questa roba esiste e –a quanto dicono in casa madre- pulisce davvero.

Per darvi un’idea completa di questo attrezzo ho aggiunto diversi link in coda all’articolo ma –dal punto di vista delle interfacce- Roomba è sorprendente.
I tre tasti di Roomba
Roomba non mostra altro che tre tasti. SMALL. MEDIUM. LARGE.
Selezionandoli, chi l’avesse in casa potr� dirgli quanto è grande l’ambiente da pulire.
Un istante dopo aver premuto il tasto, Roomba, è gi� partito a pulire.
Per ricaricarlo lo attaccate VOI ad una presa. Come si fa ogni sera con il telefonino.
E se NON volete che si occupi di ambienti adiacenti (dove è bagnato oppure dove potrebbe rompere qualcosa) potete mettere in azione il VIRTUAL WALL. Ovvero uno speciale apparecchio che costruisce una barriera percepibile dal vostro Roomba.

Certo, un’interfaccia così semplificata fa pensare alle molte funzioni che sembrano irrealizzabili (come il programma “welcome home” o quello “rumor watcher”) ma c’è del buono in questa estrema razionalizzazione dell’interfaccia e basterebbe poco (un telecomando per non doversi chinare, forse) per renderla praticamente perfetta.
L’interfaccia del Roomba lascia intravedere anche l’approccio che l’ha prodotta. Non un approccio che parta da una serie di luoghi comuni (mettiamo il display, il tasto menu, i cursori, etc) ma un’interfaccia che il è risultato delle reali capacit� del robot.
Persino i vari livelli di potenza e tutto il resto della paccottiglia classica da hi-fi giapponese è stato eliminato.
I tre tasti SMALL, MEDIUM, LARGE, sono probabilmente l’unica vera necessit� emersa durante il testing del robot.
Anche i problemi apparentemente più “duri” dal punto di vista della programmazione quotidiana del Robot (es. pulisci questa stanza ma non questa altra diacente) sono risolti in modo hardware. Generando così un comportamento automaticamente “naturale” e rimanendo assolutamente coerenti con la creazione di sistemi diffusi. Dove –in generale- ogni singolo pezzo del sistema non è iper-intelligente, ma dove IL SISTEMA, funziona secondo un equilibrio adattivo molto efficare.
Questi sono concetti che mi riportano a Kevin Kelly ed al suo Out of Control. Argomenti ed approcci magari frettolosamente seppelliti nel mucchio delle cose della Net-economy che andavano buttate via… ma certamente ancora ricchi del fascino delle cose nuove e possibili.
…d’altronde, se non avremo il coraggio di -progettare prima ed acquistare poi- un cane-aspirapolvere, tra quattro o cinque anni potremo sempre comprare un robot come Roomba che si controlla direttamente da Windows XP.
A voi la scelta.
Conclusioni
innovare un elettrodomestico standard come un aspirapolvere –vedete- apre molti ambiti di discussione e confronto su ciò che riguarda le interfacce possibili.
Abbiamo anche avuto l’opportunit� di confrontare l’interfaccia di default che si tira fuori in tutte le occasioni (display, tasto menu, etc) con quello che un approccio di design più ampio (i tre tasti di Roomba). Ed anche se la soluzione con display e tasto di menu –con i criteri attuali- non si può giuidicare NON-USABILE, è ovvio che quella a tre tasti appaia come più “naturale”.
Ed anche se questo è il terreno di una discussione più ampia, lasciatemi pensare che un approccio di Interaction Design (che ripensa alla basa le esigenze degli utenti e gli dona un naturale grado di libert� ) talvolta supera la mera applicazione del dogmatico breviario del bravo progettista.
Sento gi� qualcuno che borbotta ma…
Prima di lasciarvi alla riflessione e –spero- nella scrittura di un commento che possa dare un contributo ad immaginare le interfacce dei tanti piccoli robot che promettono di abitare casa nostra, voglio mostrarvi un’ultima chicca. Un semplice sondaggio del Times che ha chiesto ai propri lettori quale fosse la più utile funzione per un robot.
…Saranno anglosassoni, è vero. Ma –a me- il risultato ha colpito.

——– Alcuni Link ———–
- Il concept del Robot aspirapolvere
- Roomba. Dalla Electrolux un vero robot aspirapolvere (potete scaricare anche il manuale)
- Per comprare Roomba
Ed inoltre…
- Il Museo dell’aspirapolvere!
- LEGO MindiStorm: Per chi vuole sperimentare dei propri robot…
- Avete sempre sognato di possedere il celebre robot di STAR WARS, R2D2? Ora potete farlo! Non perdetevi il video di presentazione "do you remember Darth Vader"?




