Basta con il telefono fisso! almeno noi umani.
June 10th, 2002 di Leandro Agroin classic, domotica, mobile, modem, telefono, wireless | Letture: 10516
Cordless, wireless, 3G… Ma allora perché a casa ho una presa del telefono dietro al frigo?

Che il telefono fisso sia una vecchia invenzione resuscitata dall’esplosione di Internet è cosa nota. A che servirebbe infatti, con i nostri 55 milioni di telefoni cellulare (in Italia) e le nostre prepagate dove pesa sì lo Stato, ma sono assenti gli oboli per singola presa a muro che ci hanno tartassato per anni.
Per non parlare dei cordless che –finalmente- ci hanno reso liberi dal dover mettere una presa del telefono in ogni stanza (proprio adesso che avevano liberalizzato gli impianti).
Ma chi ha bisogno persino del cordless di casa quando ogni singola telefonata ha un mittente ed un destinatario sempre più preciso. Perché “rischiare” di non trovare la persona che si sta cercando (evitando magari di passare per la figliola di 5 anni che risponde al telefono di casa).
E se disturbo?
E’ normale che ci si chieda una cosa simile se, al galateo della tradizione, si è sostituito l’insindacabile giudizio dell’operatore telefonico che ci avvisa che “il terminale potrebbe essere spento“
Inoltre c’è la segreteria del telefonino… lì -di certo- nessun familiare ti cancella i messaggi per poi raccontarteli a voce (naturalmente in modo errato).
Insomma, benedetto sia il telefonino anche dentro le mura di casa.
Poco importa se al figlio ventenne squilli ogni 13 minuti e renda impossibile avere una conversazione senza interruzioni.

Tutto chiaro dunque. Zero prese del telefono in casa!
…almeno questo era quello che pensavo prima di iniziare la ristrutturazione di casa…
Vediamo com’è andata.
- All’ingresso di casa, esattamente da dove il cavo Telecom entra nell’appartamento, è stata predisposta una presa. Per l’impianto mi hanno detto.
- Da lì è stato portato un cavo alla parte opposta dell’appartamento, dove c’è la centralina dell’allarme.
- Dall’ingresso parte –naturalmente- un secondo cavo che porta Internet nello studio… Dal punto di vista di una piccola LAN di casa, baster� un nodo wireless.
- E il cordless? Dove mettiamo la base? In cucina.
- E per la TV via cavo? Ok, mettiamo una presa telefonica anche in salotto.
Così facendo ho gi� messo 5 prese telefoniche e soltanto una di questa, quella del cordless, prevede un UMANO al suo utilizzo.
Non contento di ciò, l’elettricista che sta realizzando l’impianto, ha cominciato a parlarmi di questa storia della domotica (di cui in realt� lui conosce ben poco ma ha degli aggeggi della sua azienda preferita da vendere). Così, in un impeto di modernit� , mi spara addosso il claim “le leggi di casa tua stanno per cambiare” e mi propone di predisporre un ulteriore punto telefonico che sar� –magari in wireless- condiviso da frigo, lavastoviglie, forno, etc.
E perché no la lavatrice? Chiedo io.
La risposta arriva subito:”Lei ha la Margherita 2000, quella è tutta un’altra azienda un’altra storia. Se vuole che anche quella sia domotica deve metterci una presa a parte”.
Ribatto:”No grazie la lavatrice me la tengo normale, non domotica.”
Lui insiste:”vabbò, però la presa per l’impianto domotico la faccio predispore ugualmente”.
Concludo io:”va be ma la piazzi dove non si vede”.
Conclude lui:”per comodit� deve stare vicino ad uno degli elettrodomestici. Va bene se la metto dietro al frigo?”
Alla conclusione dei lavori di ristrutturazione, il mio impianto telelefonico conster� di ben SETTE prese e sar� costato attorno ai 1000 euro.
Faccio notare che –se eliminiamo gli ambienti di servizio- stiamo parlando di una casa che ha soggiorno, cucina, studio ed UNA camera da letto.
Con il vecchio sistema di telefonia fissa, quando il telefono serviva alle persone, avrei al massimo avuto 4 prese e speso la met� .
Oggi però non siamo pi� noi “umani” ad aver bisogno del telefono fisso ma le nostre macchine.
Ecco perché ho sette prese. Ecco perché una vecchia invenzione è tornata ad essere importante.
Del cavo telefonico ha bisogno la mia TV, il mio computer, il mio impianto di sicurezza, e –forse- persino il mio frigo e sua cugina la lavatrice.
Intrigato dalla discussione e colpito dal costo di questo impianto, ho condiviso i miei ragionamenti con un familiare più saggio e anziano.
La domanda –nata giusto al confine tra scherzo e seria curiosit� - è sorta spontanea: ma tu devi telefonare dal tuo frigo o è il tuo frigo che ha qualcuno da chiamare? E se il frigo si fa un’amichetta, la bolletta chi è che la paga?
A parte l’umorismo abbastanza prevedibile, un sorriso un po’ amaro, ha comunque fatto breccia sul mio volto.
NOTA: la storia raccontata in questo articolo -scritto a fini divulgativi- è una rivisitazione liberamente ispirata a fatti reali ed aziende esistenti e non è da interpretare come una precisa recensione di avvenimenti, comportamenti o tecnologie.




