iTV: L’avventura di progettare per la TV di casa.
June 9th, 2002 di Leandro Agroin classic, domotica, iTV | Letture: 4642
Quando dallo schermo del nostro PC si passa a quello della TV di casa, molte delle nostre sicurezze progettuali traballano. Non è solo un fatto di tecnicismi ma anche una profonda distanza tra quanto oggi offerto dalla tecnolgia e aspettative degli
L’esperienza di progettare a tre metri di distanza
Innanzitutto cominciamo con il dire che l’esperienza di progettare qualcosa che sta dentro ad un video, ma che deve essere visto da oltre 3metri, non capita a molti designer.
Il doversi dimenticare dell’esistenza del mouse, è un’altra esperienza forte.
L’uso della tastiera per simulare il telecomando è strettamente necessario e, in assenza di un set top box dai poteri straordinari, far funzionare in modo affidabile i controlli javascript usati per controllare l’intera interfaccia via tastiera, non è banale.
A tutto questo aggiungiamo le abitudini/aspettative di resa iper-rapida e di alta qualit� video, tipiche della TV ma assolutamente non banali su Internet.
L’utente TV è infatti “viziato dalle superperformance” di una televisione che non soffre tempi di attesa quando si cambia canale e che spara audio e video di continuo senza mostrare scattosi segni di stanchezza.
Se pensiamo a l’interfaccia iTV come ad una emanazione del web come lo conosciamo riportato dentro ad uno schermo televisivo, possiamo subito fare delle considerazioni che avranno un impatto importante. Volete fare un prova? Allontanatevi di almeno tre metri dal monitor e provate a leggere questo articolo o, semplicemente, a individuare le principali voci di navigazione, etc.
Insomma, se alla TV non capita spesso di leggere dei testi, ci sono motivi tanto ovvi quanto validi.
Naturalmente, il progetto di un sistema iTV necessita ben più e ben altro che rendere leggibile un testo. Si tratta infatti di rendere disponibile, progettando una opportuna interfaccia, un sistema per la scelta del vostro film preferito, piuttosto che un modo per ordinare una pizza o controllare il conto corrente.
Sar� proprio il progetto di questa interfaccia a stare al centro delle nostre riflessioni e qui, la questione ergonomica si allarga a questioni di interaction e di visual design. Ma aldil� delle separazioni tra discipline, possiamo dire che il nostro problema progettuale è un sistema composto da due ambiti.
L’ambito composto dai vincoli legati alle caratteristiche tecniche della TV e al SET TOP BOX da un lato, e l’ambito relativo alle caratteristiche fisiche ed interpretative del signore che sta seduto sul divano, dall’altro.
Se guardiamo allo schermo TV paragonadolo al monitor di un PC, ci rendiamo conto di quanto la semplice differenza di risoluzione possa impattare il progetto dell’interfaccia.

La dimensione video di 512×384 pixel, considerata dalla letteratura come Safe Title area appare come prima consistente limitazione. Un altro mondo rispetto alla risoluzione grafica oggi ritenuta accessibile per un browser web dentro un monitor per PC.

Attraversando la stanza sino a raggiungere il nostro utente comodamente seduto sul divano, notiamo accanto a lui un “dispositivo di puntamento senza fili” che poco o pochissimo ha a che fare con la realt� di puntare/mirare davvero a qualcosa: il telecomando.
Il telecomando, spesso basato sull’invio di onde sonore, non ha realmente bisogno di “mirare” un punto specifico dell’interfaccia del televisore. Questo semplice situazione lo rende profondamente diverso dal principio di interazione di un mouse.
Inoltre, un telecomando, si presenta come un oggetto molto più complesso di un mouse (che al massimo ha tre tasti) e, nell’interpretazione dell’utente PC, assomiglia molto di più alla relazione che egli stabilisce con la propria tastiera.
Per fortuna, nel caso specifico dei telecomandi per Set top box e, in generale, negli apparecchi TV di ultima generazione, sono stati inseriti dei “tasti cursore” ed i pulsanti MENU ed INVIO.
Saranno proprio questi tasti a governare la nostra interfaccia iTV.
Ma qualunque surrogato di tastiera si abbia a disposizione, il senso del potere/controllo dato dall’istantaneit� dell’effetto del telecomando è tutto un altro ragionare rispetto all’effetto del click del mouse su un browser web.
Oggi non esiste ancora lo zapping web. Almeno non come lo si immagina nelle caricaturate immagini del videodipendente incontentabile o come rappresentato in certe sequenze cinematografiche (penso allo splendido mondo dei giocattoli di Toy Story 2 ed alle loro investigazioni attraverso la pubblicit� TV).
Sotto questo punto di vista, troppe cose dipendono dalla connettivit� (anche sul canale di ritorno) della piattaforma iTV che avrete a disposizione e, in tal senso, diviene complesso dare dei consigli. Certo che, come nel web, i KByte in meno sono (e saranno) sempre un vantaggio.
Ma torniamo ad osservare il nostro televisore e ne scopriremo nuovi limiti…
Area contenuti
Se si vuol tenere conto dei tanti possibili diversi apparecchi televisivi, è meglio tener conto della distorsione agli angoli e del BORDO (tipicamente nero) inattivo del cinescopio.
In alcuni casi, dei 500 pixel abbondanti di dimesione orizzontale, ne rimangono appena 320. Sfiorando la grafica da Commodore 64 (o quella del prossimo modello di GameBoy).
Dimensione del testo
E’ stupefacente scoprire che un carattere alto 20 pixel consumi gi� oltre il 4% dell’altezza del video. …ovviamente sulla TV è vietato lo scrolling…

Colori
Anche scegliere un colore o un pattern può nascondere delle insidie inusuali.
Accostando colori della luminosit� troppo simile o tropppo diversa si ottengono infatti dei fastidiosi “rumori” video, con la possibilit� di veder apparire inesistenti sottilissime linee verticali.
Così come pattern utili a ridurre la quantit� complessiva di colori usati (tecnica spesso resa necessaria dalle limitazioni di alcun STB) si possono percepire degli effetti moire assolutamente antiestetici (e che rendono difficoltosa la lettura).

Benvenuti insomma nel mondo degli sfarfallii, delle vibrazioni di colore, dei riflessi sullo schermo e dell’impatto forte della luce ambiente.
Un mondo dove, per evitare le trappole più immediate, bisogner� che sviluppiate le vostre interfacce tenendo tutte le workstation grafiche collegate ANCHE ad un televisore.
Unico modo per avere un feedback istantaneo senza il quale troppo tempo andrebbe perso.
Luce ambiente
E’ risaputo che l’accostamento di certi colori in certi contesti, possa creare percezioni anche volto variabili.

Non soltanto lo stesso colore può apparire più o meno intenso se posto su sfondi diversi, ma anche la profondit� percepita può variare. Ecco che un blu sopra un verde può apparire come posizionato SOPRA o AVANTI mentre lo stesso blu su un certo rosso può apparire SOTTO o INDIETRO.
(nota: Abbinando colori dall’intensit� luminosa in forte contrasto, si ha spesso una sensazione di differente profondit� .)
Se a tutto questo aggiungiamo i tre metri (almeno) di distanza tra utente e schermo TV, scopriamo un nuovo universo in cui la luce ambiente interferisce sulla percettibilit� di tali differenze, rendendo più o meno intuibile la “profondit� ” dell’interfaccia.
(nota: consiglio di testare con attenzione la palette di colori che sceglierete di usare per l’interfaccia del vostro iTV. Fatelo in una stanza dove potete rapidamente variare la luce ambiente sia variando l’intensit� della luce solare che di quella artificiale).
Conclusioni…
Il mondo della iTV è molto più lungo e largo di quanto non si possa descrivere in un singolo articolo. Ci sono tutte le implicazioni di Business. C’è l’intero panorama degli effetti di una tecnologia “casalinga”. C’è tutto l’effetto di un utente che nulla potrebbe conoscere delle metafore e degli usi comuni delle interfacce PC.
E soprattutto c’è (spesso) un comodo divano, un attegiamento consumer, uno schermo non abbastanza stabile.
Infine, ci sono quelle valutazioni generali sulla sensatezza dell’approccio iTV. Così, mentre il supermiliardario (in euro o dollari) Murdoch ha completato l’acquisto e la fusione di Stream e Telepiù (uniche piattaforme iTV italiane), c’è chi ancora si chiedere a cosa stia davvero servendo tutto ciò.
Vero, posso vedere un film che davano appena due mesi fa al cinema. Posso ordinare una pizza o controllare il conto in banca (cose gi� molto più interessanti), ma non posso vedere la formazione della mia squadra o il tabellone dei risultati MENTRE vedo la partita. Non c’è alcuna vera connessione tra il mondo delle immagini di film, sport e quant’altro con la grande vastit� di Internet. Insomma, non posso ancora cliccare su un’area di un fotogramma e sperare che il sistema capisca cosa intendo fare/chiedere e mi mostri un ventaglio di soluzioni prese dal web.
…ed io sono stanco di rivedere il pur splendido Blade Runner.




