Octavo: salviamo la carta antica
December 4th, 2001 di Gioacchino Difazioin paperless | Letture: 2648
Com’è noto, Adobe è tra le società più implicate nello sviluppo del concetto di paperless.
La società da molti anni ormai crede in un futuro senza carta, per quanto possibile, almeno.
Com’è noto, Adobe è tra le società più implicate nello sviluppo del concetto di paperless.
La società da molti anni ormai crede in un futuro senza carta, per quanto possibile, almeno.
E’ improbabile che vedremo tramontare il libro così come lo conosciamo. Infatti, nonostante tutte le parole spese per descrivere la "rivoluzione senza carta" dei computer, stiamo attualmente usando più carta di quanta non ne abbiamo utilizzata mai prima. Molti dei contenuti elettronici, compresi quelli che si trovano negli e-book, prima o poi vengono stampati, e il volume del materiale stampato generato dagli utenti di computer cresce in maniera esponenziale. Comunque, man mano che i benefici dei libri elettronici saranno più accettati, non ci sono dubbi che un volume sempre crescente di contenuti sarà distribuito elettronicamente formando un naturale complemento ai tradizionali libri cartacei.

Questo -più o meno- si trova scritto in uno dei documenti che parlano di e-book e paperless, accessibili dal sito della società . Intanto Adobe continua a svuiluppare Acrobat, la tecnologia che permette l’interscambio di documentidi altissima qualità fra piattaforme diverse, e ha una propria piatttaforma per i libri elettronici. Mentre Adobe continua a studiare il modo di eliminare la carta inutile dalla nostra vita, c’è qualcuno che si preoccupa di conservare quella utile, in particolare la carta antica.
Octavo è una società creata da John Warnock, cofondatore di Adobe Systems. Warnok, oltre a essere un geniale imprenditore, è anche un appassionato e compulsivo collezionista di libri. Queste due qualità gli hanno permesso di focalizzare la propria attività nello sviluppo di Octavo, la cui principale missione è la Digital Preservation (sic) di libri e manoscritti rari o in pericolo di estinzione. Octavo ha sviluppato una tecnologia, che mette a disposizione di tutti coloro (biblioteche, collezionisti privati) che desiderano preservare elettronicamente il loro patrimonio di libri rari, manoscritti e altri artefatti culturali.
Tale tecnologia si basa su Acrobat, naturalmente, e su raffinate tecniche di digitalizzazione che prevedono l’utilizzo di macchine fotografiche digitali di alta qualità (in grado di acquisire immagini ad altissima risoluzione e di cogliere anche i minimi particolari), di speciali impianti luce e di procedure e standard per ottenere immagini di qualità elevata e costante, senza danneggiare gli originali.
In alcuni casi, proprio per evitare pericolosi spostamenti, viene realizzato un laboratorio in loco, e alle persone che si occuperanno del processo di digitalizzazione viene offerto un apposito training. Octavo mette anche a disposizione del grande pubblico un sempre più nutrito catalogo di libri e incunamboli antichi digitalizzati. Si possono acquistare sul sito e si può scegliere se scaricare direttamente un digital facsimile in formato PDF o richiedere un cd rom (più dettagliato).
Oltre alla Digital Preservation, un grande merito di Octavo è quello di rendere facilmente accessibili fonti altrimenti riservate a pochi specialisti. In Italia, per lo meno, è estremamente difficile accedere a manoscritti e libri antichi custoditi nelle biblioteche pubbliche. Ma proprio in Italia, c’è da temere, Octavo stenterà non poco a prendere piede.




