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Il ritorno a carta e penna

November 21st, 2001 di Leandro Agro
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L’obiettivo di essere rivoluzionari (e non intrusivi)
Questi ragazzi svedesi della Anoto non nascondono neanche per un attimo la loro istanza rivoluzionaria. Percepiscono come possibile l’idea di creare una penna normale per dimensio

L’obiettivo di essere rivoluzionari (e non intrusivi)
Questi ragazzi svedesi della Anoto non nascondono neanche per un attimo la loro istanza rivoluzionaria. Percepiscono come possibile l’idea di creare una penna normale per dimensioni ed inchiostro che, mentre scrivi, riconosce la scrittura e la invia in wireless verso un sistema informatico.
Una cosa un pò magica, non per la complessit� delle singole tecnologie in ballo, quanto per l’intenzione precisa di rendere invisibile ognuna di queste tecnologie.
La penna? Deve avere dimensioni normali e magari essere disegnata dalla Mont Blanc. Deve scrivere con un normale inchiostro ed inglobare una telecamera piccolissima. Insomma, tutti dovremmo poter scrivere normalmente ed il sistema dovrebbe ricososcere le parole e trasformale in codici per computer. Il tutto senza fili, gadgtet, luci, tracce, odori.

Ma perché fare tutto ciò? Quale la finalit� di questa innovazione apparentemente così estrema che, nel dunque, è vera e propria somma di tecnologie e linguaggi gi� esistenti?

Beh, innanzitutto se provate Anoto non avrete per nulla l’idea di avere a che fare con un computer. La relazione con la penna è così forte in noi da far perdere traccia del consueto approccio mentale che si scatena quando siamo difronte alla tecnologia informatica.
Questa è la chiave di lettura. Realizzare una tecnologia centrata sull’accesibilit� (più che l’usabilit� ). Così da coinvolgere nel mondo della tecnologia anche quella parte della popolazione tradizionalmente più restia all’innovazione a mezzo computer.

Dare spessore alla carta
Ma come accade che, scrivendo con una penna normale con una telecamera sulla gobba, si possa effettuare un efficare riconoscimento della scrittura? La domanda non è banale, perché in realt� la telecamera inquadra una zona del foglio di carta molto piccolo e, creare l’immagine complessiva da riconoscere, non è immediato.
Il fatto è che la carta in questione, pur senza essere una carta speciale, nasconde un piccolo intelligente segreto.

Qualunque sia infatti la carta, per funzionare con Anoto, deve esserci stampata sopra una precisa griglia di microscopici punti orientati.
Questa griglia compone una sorta grandissima mappa e consente al sistema di individuare quale sia il punto della pagina in cui si trova la penna. In tal modo, non soltanto è fortemente facilitato nell’individuare il tratto che descrive le singole lettere dell’alfabeto, ma rende anche possibile che la parola o il segno tracciato e riconosciuto, sia associato ad una precisa regione di spazio del foglio di carta.

Se il foglio di carta fosse un modulo per l’invio del proprio CV, questo modulo sarebbe stato prestampato in modo opportuno (ribadisco su carta normale) e sarebbe possibile compilarlo a penna, persino associando a determinate regioni del foglio, una precisa funzione. Cosa e dove insomma.

La promessa del wireless
A questo punto. Compreso cosa è stato scritto e dove, la copia cartacea termina la sua fase attiva, e seguir� il processo di archiviazione tradizionale. Contemporaneamente, in modo istantaneo o con l’uso di una memoria di spool a bordo della penna, il tutto viene inviato in wireless (bluetooth) ad un PC o un telefonino.

La soluzione wireless è oltremodo necessaria per mantenere intatta la riconoscibilit� fisica della penna ed è un elemento fondamentale per il mantenimento della percezione “normale” di questa tecnologia.

Pur essendo infatti un wireless d’ufficio (e non per stare in mezzo ai campi come in alcune pubblicit� che si vedono ingiro di questi tempi) questo rappresenta il guadagno di un alto grado di libert� .
Il “travestimento” da penna normale, combinato con il funzionamento in wireless, abbassa drasticamente le barriere cognitive all’ingresso.

Contesti d’uso
Una delle features chiave di Anoto, è la capacit� di associare certe parole o segni, posti in apposite posizioni del foglio, a delle applicazioni. Ovvero, se metto una crocetta in un certo punto, e l’applicazione informatica presente sul sistema lo prevede, posso inviare una email, un fax, ordinare un backup dei dati, inviare un modulo d’ordine, etc….
Quest� è la cosa che più colpisce, perchè sembra di far eseguire un’applicazione ad un foglio di carta.
Naturalmente non è così. Ciò che avviene e che, l’applicazione remota che usa i dati inviati dalla penna, associa un segno in un certo punto del foglio con un compito da svolgere. Infatti, se posso associare una scritta ad un campo di un form, posso anche associarla ad una funzione. In teoria è molto semplice.

Se ciò è vero può darsi dunque che:
- La vostra prossima nota spese sia un vero e proprio ordine on-line.
- Il modulo che state riempiendo in duplice copia sia stato istantaneamente inseirito nel sistema centrale.
- La cartolina che avete selezionato dal dispender dell’edicola, sar� inviata in digitale, e con il messaggio che avete appena scritto.

O semplicemente, i vostri appunti, saranno più ricchi e, soprattutto, automaticamente trascritti sul vostro hard-disk.

Lo stato reale della tecnologia Anoto
…tutto quello che ho testato sono prototipi. Ho inviato delle email vere, scrivendo con una penna Anoto su di un opportuno post-it in carta normale (della 3M). Ma ho anche assistito ad un momento down delle batterie e ad un ripertesi di operazioni di riavvio della penna. Il riconoscimento è stato ottimo. Ho avuto la sensazione che mia nonna avrebbe potuto benissimo farci la spesa on-line.

L’ambiente di sviluppo, visual basic o Java, mette una certa tranquillit� , ma sar� necessario mettere le mani un po’ più dentro al codice prima di poter dire che sar� un successo.

Gli strumenti per lo sviluppo di applicazioni dovrebbe essere pronto entro l’anno. Le prime penne acquistabili, saranno presentate a primavera.

Non meno carta dunque. Carta migliore.
Comunque, per saperne di più c’è il… sito ufficiale della Anoto

One Response to “Il ritorno a carta e penna”

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Leandro Agro

Leandro Agro
Founder of Idearium.org, the first Italian eZine/community for UX designers, and co-producer of the Interaction Frontiers conference. Design & Vision Director at Kallideas Spa + Partner at SrLabs Srl. Leandro has more than 12 years of experience as an interaction designer and manager of IxD teams. He specializes in next generation user interfaces that provide human-like interaction with intelligent virtual assistants. At Kallideas, in Milan, Italy, Leandro is providing detailed specifications for the behaviors of such virtual assistants, including gesture, language, and social skills; defining emotional models that let these assistants respond to the moods of users; and designing visual user interfaces and voice-recognition systems. Before joining Kallides, Leandro was Advanced Design Director at the innovative startup SrLabs, where he focused on eyetracking for the usability market. While there, he led a design team that created the first hands-free, multimodal GUI with voice and gaze input. . Previously, he was co-founder and Vice President of a large eConsultancy with offices in Milan and Boston. Leandro studied interaction design at the Domus Academy, in Milan, Italy. He is actively involved with the Milano Bicocca University, TorVergata University, and others. Leandro is a prolific writer on topics from IxD, usability, and UX to natural, multimodal user interfaces. http://www.leeander.com
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