L’usabilità del teletrasporto
November 9th, 2001 di Leandro Agroin browser, classic, interaction design, star trek, tcp ip, teletrasporto | Letture: 11449
Il Teletrasporto è entrato nelle case di tutti i tele-spettatori del mondo con Star Trek, la celebre serie televisiva con l’astronave Enterprise ed il capitano Kirk.
Prima di lanciarci nello studio dell’usabilit� di tale strumento,
vorrei però raccontarne alcuni retroscena non a tutti noti.
Il Teletrasporto è entrato nelle case di tutti i tele-spettatori del mondo con Star Trek, la celebre serie televisiva con l’astronave Enterprise ed il capitano Kirk. Prima di lanciarci nello studio dell’usabilit� di tale strumento, vorrei però raccontarne alcuni retroscena non a tutti noti.
Innanzitutto il telestrasporto è stato introdotto per ovviare ad un problema di costi di produzione. Era infatti a quell’epoca, estremamente difficile creare delle situazioni credibili di atterraggio di navi spaziali piccole e grandi.
Ecco dunque che, all’esigenza di costo, gli sceneggiatori rispondono con una grande idea, ed introducono la possibilit� di usare un congegno che smaterializza delle persone e le rimaterializza cellula per cellula ad una distanza sino a 40.000km.
Più volte, nell’ambito delle avventure dell’enterprise, alcuni membri dell’equipaggio rimangono isolati in malcapitati ambienti nei quali sono stati scaraventati con il teletrasporto. Ancora più spesso, vengono salvati dallo stesso, svanendo sotto gli occhi di nemici o la minaccia di un pericolo. Basta infatti che dalla Enterprise abbiano le coordinate esatte (emanate dai ricevitori indossabili in dotazione all’equipaggio), ed una distanza adatta al trasbordo, per essere risucchiati a casa (o rimbalzati altrove). In una puntata capita anche un caso di hackeraggio/rapimento. Ovvero una situazione in cui alcune persone in viaggio tra un pianeta e l’astronave, vengono dirottate verso un vascello nemico (sane e salve ma, di fatto, rapite).
L’Utente errante nello spazio
Spero che Jakob Nielsen non servi rancore agli autori se, non solo mentre vengono rapiti ma in generale durante ogni teletrasporto, l’utente trasportato non sia consapevole di cosa gli stia accadendo e di dove sia diretto.
Infatti, ogni qual volta da un pianeta qualsiasi, i nostri eroi vengono richiamati sulla nave, non svolgono un’azione. La subiscono. Essi hanno come unica conferma della destinazione un eventuale dialogo con il personale della nave madre e questo, di fatto, lascia presupporre che conoscano la destinazione del loro spostamento. Senza però che ciò avvenga mai in modo palese.
Mi ricordo anche di almeno un caso in cui, alcuni dei personaggi più famosi, vengono privati del loro sistema di comunicazione/GPS dalla popolazione non proprio amichevole dell’ennesimo pianeta sconosciuto. Anche in questa disperata situazione, vengono salvati dal teletrasporto perchè dall’Enterprise viene effettuata una sorta di scansione dell’intero pianeta ed individuate delle forme di vita che -probabilmente- rispondono alla descrizione magnetica, di temperatura e di massa degli uomini mancanti sull’Enterprise. L’esperimento riesce ed, ancora una volta, i nostri utenti del teletrasporto vengono sballottati ingiro senza alcuna cognizione di ciò che gli sta accadendo.
L’utente esiste?
In realt� , una obiezione abbastanza convincente che solleva -almeno in parte- gli autori della serie Star Trek dall’accusa di essersi inventati un sistema poco usabile, è quella che dice che gli utenti del teletrasporto, durante il loro spostamento nello spazio, non siano di fatto consapevoli. Anzi, che non esistano proprio.
Questo a causa della smaterializzazione in sè stessa. Insomma, se sei in miliardi di miliardi di pezzi, non puoi certo guardare uno schermo con tanto di pilota automatico e sistema di orientamento…
Questa scusante è però parziale. L’utente esiste infatti per certo, sia subito prima che subito dopo l’aver usato il teletrasporto. Andrebbe dunque iper-supportato in modo usabile in quei frangenti così importanti per ogni utente, sopratutto subito prima di essere di fatto disintegrati.
Ecco dunque che il device indossabile del capitano Kirk e degli altri, dovrebbe forse poter comunicare al proprio umano di riferimento che sta per essere trasportato, magari intercettando il comando che il sistema di teletrasporto sta eseguendo e comunicando quindi la destinazione.

Clicco dunque esisto, ma che c’entra il web?
Il web è una buona metafora sia dell’esistenza dell’utente che del gioco della destinazione del teletrasporto.
Lo stato di inesistenza dell’utente durante il trasporto vero e proprio assomiglia infatti al tempo che intercorre tra l’aver cliccato su un certo LINK e l’aver raggiunto sani e salvi la destinazione, ovvero l’URL contenuto del link prescelto.
Il fatto che la destinazione possa o meno essere sconosciuta a priori o raggiunta inconsapevolmente, è ancora una volta paragonabile a quanto accade cliccando su LINK con un LABELING ambiguo. Oppure per le situazioni dove, l’aprirsi di finestre impreviste, l’essere rimbalzati da un Url ad un altro, rapisce l’utente verso nuove ed incontrollate situazioni.
Se poi l’attesa dura troppo, o la destinazione che appare si mostra parziale e sgangherata, l’utente svanisce (stavolta davvero). Forse è proprio per questo che ci si preoccupa di quando (e per quanto) l’utente sta nel mezzo tra un Url e l’altro.
…Credo si potrebbe forzare il concetto sino a dire che, l’utente esiste solo quando si trova su un Url definito…
Lo stesso concetto di pacchetti TCP/IP ha una assonanza con la smaterializzazione di cui il sistema di teletrasporto è capace. E così come un browser raccoglie i pezzi di una pagina e li ricompone con ordine, il sistema di teletrasporto -un giorno non vicinissimo- ci rimetter� in sesto dopo aver trasversato l’oceano sotto forma di molecole eccitate.
Nel 2050 (data in cui molti Idearium-people saranno ancora ben lieti di abitare questo pianeta) il nostro cruccio potrebbe essere il fatto di essere teletrasportati da Microsoft Explorer 24.0 …che, in caso di guai informatici, ci farebbe uno scherzetto mica troppo da ridere (vedi foto sopra a DX, esempio di incidente nel teletrasporto).

Errore umano, no grazie?
Ma in questo giro ingiro tra teletrasporto e browsing, vorrei farvi notare come lavora l’operatore della macchina da teletrasporto. Ecco infatti, qui a DX, la consolle di comando del sistema. Un tavolo inclinato che guarda (a vista) le camere di lancio e che è disegnata con luci e colori freddi e calmi.
L’operatore la usa in piedi. Scelta fatta dal regista -ritengo- per enfatizzare la tensione del momento del salto. Ma l’operatore deve anche essere dotato di un’ottima vista, perchè stando in piedi si trover� a guardare il piano inclinato da oltre un metro di distanza.
L’operatore usa i suoi sensi ed i suoi movimenti nel pieno della sua umanit� . Non è banale ma fra lui e l’interfaccia del sistema (quella posta sul piano) non vi sono ulteriori layer di interfaccia (come guanti 3D, occhiali e sensori speciali, etc).
I comandi, posti in modo asimmetrico sopra il piano inclinato, servono tre tubi di lancio (le tre zone verticali nere poco più a destra rispetto al centro del paino), mostrando il loro livello di energia.
I due lati a SX e DX dell’informazione cruciale (quella sull’energia dei tubi) possiamo ipotizzare rispondano al sistema principale di controllo (quello più complesso a SX) e quello secondario o di riserva (a DX).
Se tale ipotesi risultasse corretta, dovremmo anche dire che: tutti i lanci contemporanei vengono controllati da un solo pannello. Non è quindi possibile gestire più ingressi/uscite nello stesso istante o, anche semplicemente, destinazioni diverse.

Con buona pace degli esperti di interfacce di sistemi del controllo del volo, con questa invenzione, pare che si muovano in pochi… Peccato, sembrava un business interessante.
Infine, mentre a DX vediamo un modello più vecchio della consolle e della sala di lancio, nessun feedback è dato DURANTE il momento del lancio.
Quindi ad esempio:
Il capitano Kirk vuole andare sul pianeta che stanno sorvolando, a delle precise coordinate, ovvero dove si trova il bar locale più trendy.
L’operatore del sistema di teletrasporto imputa tali coordinate su un piano inclinato o comunque che è escluso dalla visibilit� di Kirk. Kirk non ha feedback sul tubo di lancio o sulla sua dotazione di gadget indossabili. (Anzi, vi faccio notare come neanche la superlampada che eccita le cellule del teletrasportato è un feedback affidabile. Infatti, in questo fotogramma rosso a DX, ci sono 5 lampade per 4 viaggiatori).
L’operatore del teletrasporto (al quale mancano tre gradi dall’occhio sinistro) da una conferma mnemonica a voce, ma di fatto sbaglia nell’imputare le coordinate (non esiste di fatto l’informazione "vai al bar di" ma soltanto quella geografica assoluta) e scaraventa Kirk in mezzo all’oceano.
L’usabilit� di Star Trek: consigli per la sopravvivenza.
Ecco che, se io fossi Kirk, o davvero tra cinquant’anni mi dovessi ritrovare ad usare Explorer 24 per andare fisicamente a Boston, preferirei che:
1- fosse un server a definire obiettivi e traiettorie (e non un umano con il minimo sindacale e soggetto alla normale ed umana stanchezza)
2- che facesse ciò sempre basandosi su una interpretazione delle mie indicazioni
3- che esistesse un preciso ciclo di feedback e di controlli adeguati all’importanza dell’operazione in corso (come la checklist che fanno i piloti di aeroplano)
ed anche se nel bel mezzo del LINK sono a mille pezzi…
4- riterrei necessario trovare a destinazione un caldo benvenuto, che mi confermasse istantaneamente la destinazione alla quale sono giunto.
Infine un particolare sulla consolle di Microsoft Explorer 24. Dato il non-senso della presenza di monitor ed informazioni non visibili all’utente, metterei degli schermi proprio accanto al tubo di lancio. Magari con un bel comando "STOP & BACK HOME" azionabile con il semplice tocco (è certo utile a chi cambia idea all’ultimo istante. Almeno sino a quando c’è fisicit� della mano e siamo tecnicamente lì).
…Se invece ci sar� comunque un operatore, che almeno sia dotato di un doppio schermo come quello della cassa del Supermarket, fatto perchè il cliente veda ogni singola battuta (con descrizione e prezzo) nell’istante in cui viene editata. Ciò detto, tremo ad immaginare come Bill Gates II° (nel 2050 il Gates I° star� vendendo waporware su Saturno), supporter� le mie istanze. Immagino gi� di quale genere di assistente digitale sar� dotato Explorer 24 e come preferirò spegnerlo e porre una benda davanti ai miei occhi prima del salto, piuttosto che sapere che c’è davvero lui alla guida.
Se la mia vi sembra paura della tecnolgia può darsi che abbiate ragione: avete presente la clip di Microsoft Word? Pensatela tra diciannove altre release.





June 28th, 2007 at 5:29 pm
The new world order is taking over the world! Vote for Ron Paul in the 2008 election or the bill of rights will be overturned by hillary! She will
destroy the right to bear arms, and theyre already talking about banning free speech with this new fairness docterine! Wake up people america is
under attck by paid off politicans that think we dont know what theyre doing!
www.faction3.us
July 3rd, 2007 at 6:00 am
Long time no see, I was just posting to see if you were still around. It’s been so long since we’ve been able to sit down and have a conversation. You
can get ahold of me through my blog below on the contact section.
www.freestate.tv